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Apofruit Italia punta sul porto

Il nuovo gruppo sta valutando una partecipazione nel porto di Ravenna

“Il porto punti sui deperibili”

RAVENNA – Con Apofruit Italia è nato un nuovo colosso dell’ortofrutta. La fusione tra le cooperative Apofruit di Cesena, Generalfruit di Ravenna e Metapontina di Scanzano Ionico, offrirà ai consumatori un ricco “paniere” dove le produzioni tipiche dell’Emilia Romagna e del Lazio affiancheranno quelle della “California ortofrutticola d’Europa”: il Metapontino. Franco Albertini, attuale amministratore delegato di Generalfruit, seguirà lo sviluppo internazionale del Gruppo. “Siamo la prima cooperativa di produzione in Europa: 16 stabilimenti, 6mila soci, 180 milioni di euro di fatturato, 200mila tonnellate di prodotti ortofrutticoli (la gestione comune è già stata avviata, anche se diventerà formalmente operativa dal marzo del 2004, ndr). Mentre altri si dividono (il riferimento è al Conerpo, ndr) noi abbiamo deciso di unire le forze. Contrariamente a quanto avviene solitamente in caso di fusioni, le nostre aziende hanno i bilanci in salute” . Abbattimento dei costi e ottimizzare le economie di scala, miglioramento dell’efficienza organizzativa e aumento della capacità degli impianti. Sono questi i principali obiettivi strategici. Ma il ‘colosso’ promette anche di essere molto dinamico. “Nel triennio 2003-2005 sono previsti investimenti per 17,5 milioni di euro. Inoltre, punteremo alla qualità, privilegiando i mercati della grande distribuzione, specie quello inglese. Proprio in occasione della recente edizione di Mac Frut, abbiamo allacciato una serie di rapporti e possibili partnership con i rappresentanti dei paesi dell’area mediterranea. Stiamo aprendo uffici a Varsavia con Fruit Trade Poland per avere una ‘finestra’ sul mercato dell’Est, che è in forte sviluppo, e società ad hoc nel Mediterraneo: al Cairo e in Turchia”.Ma Generalfruit porta anche in ‘dote’ Green trade, società commerciale e di servizi specializzati per i prodotti deperibili nella quale è previsto anche l’ ingresso di nuovi partner del settore del credito. “Il porto di Ravenna è ancora poco competitivo specie sulle tariffe, non solo nei confronti di La Spezia ma anche di Trieste e Koper – dice Albertini – ma l’ortofrutta si potrebbe inserire benissimo tra le ‘nuove merceologie’ da sviluppare”. Però, dopo anni di convegni e dibattiti, è giunto il momento di fare scelte precise. “Servono banchine dedicate ai prodotti deperibili, che non possono essere scaricati insieme ad altre merci non compatibili, e professionalità adeguate, garanzie sui tempi di sbarco e imbarco e controlli fitosanitari 24 ore su 24”. E ora che Apofruit ha le ‘spalle larghe’ punta allo sviluppo di tutte le attività legate al porto. Allo studio c’è un progetto importante che riguarda Frigoterminal (oggi di proprietà 100 per cento Sapir). “L’ dea – conclude Albertini – ancora in fase di studio con la dirigenza Sapir, è quella di entrare nella gestione, magari mediante l’affitto del ramo d’ azienda”.

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