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Come esportare il bio in Giappone

Sono ammessi solo alimentari biologici contrassegnati dal marchio JAS bio: Kenji Matsumoto ha spiegato al SANA 2002 come ottenere l’autorizzazione

Come esportare i prodotti biologici in Giappone

Intervento a SANA 2002 del Prof. Kenji Matsumoto, Direttore dell’Associazione Giapponese Alimenti Biologici e Naturali (con la denominazione abbreviata di JONA).

JONA è una organizzazione privata senza scopi di lucro, fondata nel 1993, che effettuava la certificazione dei prodotti alimentari biologici. Ma da quando è entrata in vigore la legge JAS (Japanese Agricultural Standards ) emendata, JONA opera quale organo autorizzato dal Ministero dell’Agricoltura, Foreste e Pesca giapponese per la certificazione degli alimenti biologici.
L’associazione è membro dell’ IFOAM, (Federazione Internazionale dei Movimenti dell’Agricoltura Biologica), da cui è stata recentemente accreditata.
In Giappone dall’aprile di quest’anno è entrato completamente in vigore il sistema JAS bio e si possono vendere soltanto prodotti alimentari biologici contrassegnati dal marchio JAS bio, dopo essere giudicati conformi dagli operatori autorizzati. Oggi, più che di come gli operatori possono ottenere l’autorizzazione in Giappone, parlerò soprattutto di cosa occorre fare per esportare in Giappone prodotti alimentari biologici esteri.

1. Innanzitutto, a proposito dei prodotti alimentari biologici, farò una semplice presentazione in base alla legge JAS emendata.
l Riguardo ai criteri su “biologico” e “operatori biologici”, e riguardo alla certificazione e agli organi di certificazione, il Ministero dell’Agricoltura, Foreste e Pesca ha emanato un decreto ministeriale. Per informazioni dettagliate vogliate consultare la home-page di detto Ministero, redatta sia in giapponese che in inglese.
l Nella legge JAS ci sono articoli e clausole riguardo ai prodotti esteri, che stabiliscono come trattare i prodotti che sono stati riconosciuti biologici nei paesi aventi equipollenza.
Attualmente i paesi che il ministero ha dichiarato aventi equipollenza sono i 15 paesi dell’UE, l’Australia e gli Stati Uniti; ovviamente l’Italia è considerata un paese avente equipollenza. Ritengo che tutti i presenti abbiano interesse a sapere come si fa ad esportare in Giappone i prodotti riconosciuti come biologici in Italia, in che modo e dove si ottiene il marchio JAS, per cui dirò ora quali sono i settori merceologici che in Giappone necessitano del marchio JAS:

2. I prodotti alimentari biologici ( per esempio la pasta biologica ), devono essere venduti con il marchio JAS e l’indicazione dei contenuti biologici.
I tipi di alimentari biologici sono:
l I prodotti agricoli ( cereali, verdure, frutta etc. )
l I prodotti agro-alimentari lavorati (devono essere oltre il 95% prodotti agricoli biologici )
Naturalmente devono anche essere indicate in giapponese le voci ( per es. l’indicazione di allergie ) stabilite dalle norme legislative connesse ( Legge sull’igiene degli alimentari, Legge sull’indicazione di articoli omaggio, ecc. ).
I prodotti ai quali non viene applicato il sistema JAS bio sono:
l Gli alcoolici ( bevande alcooliche: sakè, vini, prodotti di distillazione, ecc. )
Gli alcoolici appartengono alla competenza del Ministero del Tesoro sotto la cui giurisdizione si trova la legge sugli alcoolici; attualmente con una circolare del Ministero del Tesoro viene ammessa l’indicazione di uso di materie prime biologiche soltanto per quegli alcoolici che fanno uso di materie prime che hanno ottenuto il certificato JAS bio.
Tuttavia, poiché l’indicazione in lingue straniere non è fatta oggetto di regolamentazione, i vini biologici prodotti in Italia non possono essere venduti come “vini biologici”con la dicitura in giapponese; tuttavia è possibile metterli in vendita con l’indicazione di “vino biologico” scritto in italiano. Allo stesso modo la vendita in Giappone di vini biologici della California che portano la scritta “organic wine” in inglese non contravviene alla legge.
l I prodotti zootecnici e ittici non sono ancora sottoposti alla regolamentazione.
Riguardo ai prodotti zootecnici, sono attualmente all’esame degli standards e si prevede che saranno regolamentati entro un anno.
Per quanto riguarda i prodotti ittici nulla è ancora stato avviato.
Riguardo a questi prodotti, per i quali non è ancora stata decisa una regolamentazione JAS bio, attualmente è possibile applicare l’indicazione di “biologico”, ma ovviamente non è possibile effettuarne la vendita col marchio JAS bio.
Vorrei qui aggiungere che, pur se non esiste una legge, poiché anche per questi prodotti esclusi dall’applicazione esiste la richiesta, da parte dei loro produttori, degli operatori di vendita e dei consumatori, di un riconoscimento fatto da un organo estraneo e sicuro, per venire incontro a tale richiesta noi della JONA trattiamo le richieste di riconoscimento che ci pervengono conformandoci agli standards di certificazione JONA e al programma di certificazione JONA che già possediamo.

3. Quali sono gli operatori che devono ottenere la certificazione?
Coloro che controllano il processo produttivo, coloro che effettuano la trasformazione in prodotti lavorati, coloro che frazionano i prodotti in piccole unità, gli importatori.
Per coloro che controllano il processo produttivo si intendono le persone o gli organismi che presiedono alla produzione agricola: fattorie, cooperative agricole, aziende di produzione agricola o gruppi di agricoltori.
In Giappone sono numerosi gli agricoltori o fattorie di piccole dimensioni e poiché per una sola fattoria ottenere il riconoscimento bio è assai difficile sia per quanto riguarda le vendite che dal punto di vista delle spese da sostenere per il riconoscimento, viene ammesso che più fattorie o agricoltori si riuniscano a formare un gruppo e ottengano il riconoscimento producendo biologicamente sulla base di tale unità produttiva.
Tralasciando le spiegazioni particolareggiate, vorrei ora porre una domanda: avendo sentito che in Italia, a differenza dell’Europa del nord, il numero delle fattorie è grande e la superficie coltivata è ristretta e inoltre che la coltivazione delle verdure, ecc. richiede tempo e molto lavoro, come fanno le fattorie italiane individuali di piccole dimensioni a far fronte al sistema di riconoscimento bio, che richiede grandi sforzi per la gestione dei controlli e tenere i registri?

4. Standards per gli operatori biologici che ricevono il certificato bio:
1) presenza di struttura organizzativa, persona responsabile, azienda agricola, stabilimenti di produzione e magazzino, ecc.
2) ordinamenti interni per il controllo della qualità (norme interne che stabiliscono il metodo di produzione biologica )
3) ordinamenti per la classificazione ( metodo per verificare che si tratta di biologico e controllo delle indicazioni stampate)
4) ispezioni interne e istruzione del personale e dei dipendenti
Piu` precisamente:
1) rendere chiaro chi è l’imprenditore, dove, quando e che cosa produce biologicamente
2) rendere chiaro con quali metodi effettua la produzione biologica
3) è il metodo per apporre l’indicazione JAS bio ai prodotti conformi fatta l’autoverifica che i prodotti siano conformi agli standards biologici
4) obbligare ad apportare migliorie alle attività biologiche
Tralascio le spiegazioni particolareggiate in merito; penso che la comprensione sia facilitata se si consulta il sistema di controllo qualità dell’ISO9000.
Per ottenere la certificazione JAS bio è assolutamente necessario imparare a conoscere il sistema JAS bio; attualmente entro un anno dall’ottenimento è obbligatorio partecipare ad un corso organizzato dall’organo presso il quale si è ottenuto il certificato. Per vostra informazione, il corso JAS bio della JONA è stato frequentato in Giappone da 1000 persone, in Cina da 300 persone.

5. Riguardo alle vendite in Giappone, spiegherò chi conferisce
il marchio JAS bio, la denominazione bio e l’indicazione delle materie prime ai prodotti biologici che hanno ottenuto la certificazione in Italia ( per esempio la pasta ).
1) Nel caso che fattorie o aziende di trasformazione italiane che producono tali prodotti ricevano il riconoscimento JAS bio.
Occorre che facciano domanda all’organo giapponese di certificazione e che si sottopongano al controllo e al giudizio. È stato reso pubblico che all’estero ci sono circa ?..operatori bio, comprese le fattorie, e in Italia ?.. che hanno ottenuto il marchio JAS bio.
L’operatore autorizzato a rilasciare la certificazione, assicuratosi della conformità al JAS bio sul luogo della certificazione in Italia, applica il marchio JAS bio ed esporta in Giappone. In questo caso i prodotti possono essere importati anche se l’importatore giapponese non è in possesso dell’autorizzazione JAS bio.
a) Qualora, effettuando il confezionamento dei singoli prodotti in Italia con confezioni adatte al consumatore già vi siano fatte le indicazioni che sono necessarie in Giappone e vi compaia il marchio JAS bio, chiunque può vendere in Giappone tali prodotti così come sono. I supermercati etc. credo desiderino trattare prodotti del genere.
Esempio: nel caso che un produttore di pasta italiano esporti confezionando con confezioni adatte ai consumatori giapponesi, l’importatore/distributore in Giappone non ha bisogno di fare le operazioni per l’ indicazione.
b) Qualora i prodotti alimentari che hanno ottenuto il certificato di biologico in Italia vengano lavorati e suddivisi in piccole unità in Giappone, l’operatore con riconoscimento JAS bio in Italia può esportarli in Giappone con l’indicazione JAS bio sulle confezioni all’ingrosso.
L’operatore giapponese autorizzato, trasformatore e frazionatore, lavora nuovamente i prodotti JAS bio e li fraziona in piccole unità, vi appone il marchio JAS bio e le altre indicazioni necessarie e può venderli in Giappone.
2) Nel caso che, sulla base dell’equipollenza, venga effettuata l’esportazione dall’Italia con apposizione di certificato del governo italiano.
Per i prodotti che hanno ottenuto l’autorizzazione in Italia, si indica sulla fattura che si tratta di prodotti alimentari biologici, si allega il certificato governativo italiano e si esporta ad un importatore di biologici giapponese autorizzato.
L’importatore giapponese autorizzato, dopo aver controllato sulla base del certificato del governo italiano ai sensi della normativa comunitaria europea, applica il marchio JAS e può vendere in tutto il territorio.
Questo sistema viene già adottato con risultati effettivi: gli importatori giapponesi autorizzati fanno domanda per la procedura all’Ambasciata d’Italia in Giappone, ne ricevono la documentazione ufficiale e vendono i prodotti alimentari biologici italiani sul territorio giapponese.
Dato che il riconoscimento di biologico italiano viene considerato equipollente a quello JAS bio, ritengo che per esportare in Giappone questo metodo sia più comodo per tutti, più di quello che ho esposto al punto 1).

Termino con questo il mio intervento.

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