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Melinda ristruttura

Presentato ai soci il piano di riorganizzazione triennale

Melinda, la riorganizzazione può partire

Nel piano l’acquisizione di tutte le sale lavorazione che saranno poi ridotte il futuro del consorzio

di Carlo Bridi

CLES Prima importante verifica ieri pomeriggio a Cles per il progetto triennale di riorganizzazione di Melinda, con lo svolgimento dell’assemblea dei 300. Un’assemblea molto partecipata: la sala della Cassa rurale era infatti gremita e il clima che vi si respirava molto costruttivo. Diverse le richieste di chiarimento, ma l’auspicio generale emerso è quello che ora si vada avanti. «Non va dimenticato infatti che si tratta di un progetto che era nato ancora nel 1998 – spiega uno dei presidenti dei consorzi – e di questi tempi le decisioni non possono essere ulteriormente trascinate». L’assemblea era stata convocata dal consiglio direttivo per la presentazione del piano triennale che porta ad una profonda ristrutturazione del consorzio Melinda. Lo stesso piano è stato elaborato dal consulente dell’organizzazione dei produttori delle valli del Noce, il professor Roberto Della Casa, docente di marketing alla facoltà di economia e commercio di Forlì dell’Università degli studi di Bologna. Com’è noto il progetto era stato approvato a maggioranza con 11 voti favorevoli, 2 contrari e 2 astensioni dal consiglio direttivo di Melinda nella seduta dello scorso 19 dicembre. Il pronunciamento odierno era ritenuto un passo determinante dal presidente di Melinda Guido Ghirardini, anche in funzione delle verifiche e dell’approvazione che il piano 2002-2005 dovrà ottenere dalle assemblee dei soci delle 16 cooperative aderenti al consorzio. Viste le precedenti esperienze, in cui la base aveva accusato la dirigenza di Melinda di gestione “verticistica” e di poca informazione dei soci, fase conclusa un anno fa, con un profondo rinnovamento dei vertici, il consiglio d’amministrazione questa volta vuole procedere con un forte coinvolgimento di tutta la base sociale. Detto coinvolgimento dovrà però svolgersi secondo le indicazioni assunte dal consiglio, nell’arco dei prossimi tre mesi. Ma proprio in funzione di questa verifica con i soci l’assemblea di ieri assumeva una particolare importanza. Dopo aver ascoltato le relazioni di Ghirardini e di Della Casa, i membri dei consigli direttivi dei consorzi aderenti a Melinda, nonché i componenti dei collegi sindacali riuniti presso la sede centrale della Cassa Rurale di Tuenno valle di Non, a Cles, hanno dato vita a un dibattito con richieste di chiarimenti che ora dovrà proseguire all’interno di tutte le assemblee dei soci delle 16 cooperative frutticole delle valli di Non e di Sole aderenti a Melinda. Com’è noto il progetto strategico triennale di Melinda che analizza tutti gli aspetti dalla modifica dell’assetto varietale (con una significativa riduzione della produzione delle mele Golden del 12% e un conseguente aumento delle altre varietà) alla promozione, ha come punto cardine l’acquisizione da parte di Melinda di tutte le sale di lavorazione delle 16 cooperative aderenti. Il consorzio prevede poi di dismettere le più obsolete, ristrutturare quelle adattabili, costruirne di nuove se sarà necessario. Lo studio del professor Della Casa prevede da cinque a sette sale che, ovviamente, dovranno corrispondere ai requisiti di massima efficienza, e che verranno dislocate in posizione baricentrica rispetto ai magazzini. Il costo per l’intera operazione comporterà investimenti per circa 78 milioni di euro (150 miliardi di lire), nell’arco di un triennio. Un altro notevole cambiamento riguarderà il personale, che già dal prossimo agosto passerà tutto alle dipendenze di Melinda. Vengono inoltre meglio specificati i compiti della direzione generale e viene costituita la direzione di produzione con un responsabile per ciascuna sala di lavorazione. Questi saranno affiancati alla direzione commerciale che manterrà l’attuale articolazione per aree. Questa energica riorganizzazione dovrebbe portare entro un triennio, secondo il piano, a un risparmio del 20% delle spese e a un incremento del 10% dei ricavi. Tutto questo, come conseguenza del nuovo assetto generale del consorzio. In conclusione, la filosofia del progetto può essere definita come una forte azione di ristrutturazione, in funzione di una maggiore efficienza che tolga la presenza di compartimenti stagni e garantisca a chi avrà la regia generale di poter disporre con tempestività di tutti gli strumenti che la nuova organizzazione può offrire in funzione del mercato, cominciando da una maggiore diversificazione dell’offerta fino all’omogeneità dei prodotti che usciranno con il marchio Melinda.

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