Nei siti economici africani ci sono due notizie, una vicina all'altra, che riguardano sia l'uva da tavola sia l'Italia. La prima é quella più conosciuta da noi e riguarda l'accordo per l'esportazione dei nostri acini e e grappoli nelle diverse varietà in Sudafrica e l'altra descrive il settore del Paese e soprattutto offre al lettore i numeri e le dimensioni della filiera. Una grande macchina da guerra economica, ma non immune da problemi.
Nell'ultima campagna 81 milioni di cartoni, un record per l'industria sudafricana
Il comparto dell’uva da tavola dell'uva da tavola ha raggiunto un volume di 81,25 milioni di cartoni (un cartone equivale a 4,5 chili) nella stagione 2025/26. Un aumento del 3% su base annua. Gli affari vanno bene per i protagonisti della filiera sudafricana, soprattutto considerando una serie di problematiche rilevanti: perturbazioni meteorologiche, ritardi logistici, l’aumento dei costi e la crescente concorrenza globale.
"Nonostante queste sfide, l’industria sudafricana dell’uva da tavola ha ancora una volta dimostrato resilienza, registrando i volumi di ispezione (la quantità totale di prodotto che è stata controllata e certificata dalle autorità competenti prima dell’export Ndr) più alti mai rilevati", ha dichiarato Alwyn Dippenaar, presidente dell’associazione di settore SATI (South african table grape industry), a Food Business Middle East e Africa.
Crescita continua: Ue e Uk le destinazioni più importanti: 86% del totale
I dati finali indicano 78,3 milioni di cartoni come il volume delle esportazioni totali effettive raggiunte durante la stagione, un valore definito in crescita rispetto alla stagione precedente. Unione europeauropa e Regno Unito sono le principali destinazioni di esportazione del Sudafrica, rappresentando insieme l’86% del totale. L’Europa si conferma il mercato più importante, con volumi in crescita del 16% su base annua, pari a 52,1 milioni di cartoni.
Una produzione record come spiegano dall'associazione sudafricana: Nonostante una lieve diminuzione della superficie coltivata (0,4%), l'industria ha registrato il suo raccolto più grande di sempre grazie all'impiego di nuove varietà a resa più elevata.
Si registrano cali in Uk e in Usa
Come riporta Food Business "l’aumento dell’offerta proveniente dal Sudafrica e da altri esportatori dell’emisfero sud ha portato a periodi di sovraccapacità di mercato, esercitando pressione sui prezzi. Le esportazioni verso il Regno Unito sono diminuite del 6%, scendendo a 13,5 milioni di cartoni". Considerando il ruolo del Regno Unito come mercato chiave "ad alto valore per l’uva sudafricana, questa tendenza merita un’analisi più approfondita", ha commentato Dippenaar che auspica che "con la crescente concorrenza da altre origini dell’emisfero sud, il settore deve assicurarsi di mantenere e rafforzare la propria posizione in questo mercato strategico".
Sono poi diminuite le esportazioni verso il Nord America, scendendo del 53% a 3,5 milioni di cartoni. "I volumi verso Stati Uniti e Canada sono stati influenzati da vincoli logistici, incertezze tariffarie, pressioni sul tasso di cambio e costi in aumento", ha spiegato Dippenaar. "Le esportazioni verso il Canada, in particolare, sono state limitate dalla scarsa disponibilità di navi. Questo evidenzia l’importanza di un accesso al mercato affidabile e di soluzioni logistiche solide", ha aggiunto.
La via verso i nuovi mercati: dalla Cina alle Filippine
Alle criticità nel vecchio continente si sommano le opportunità in nuovi mercati. Illustrate in un comunicato dell'associazione dei produttori sudafricani. Ad iniziare dalla Cina, dove l’accesso è stato migliorato "grazie al recente schema di preferenze a tariffa zero per il Sudafrica". Ma le uve sudafricane hanno raggiunto anche le Filippine (foto di una promozione in apertura) con "la prima spedizione dopo l’ottenimento dell’accesso al mercato nel 2025" e infine la Corea del Sud "che ha concluso il protocollo di esportazione a febbraio 2026, con le prime spedizioni previste per il 2027".
Secondo Mecia Petersen, Ceo di Sati: "La stagione 2025/26 ha dimostrato la resilienza della nostra industria in condizioni difficili. Costruire su queste fondamenta sarà fondamentale per posizionarci come fornitore globale preferito di uva da tavola di qualità".
Questa la carta d'identità dinamica sudafricana, che grazie alla complementarietà delle stagioni produttive, secondo il Governo italiano e gli imprenditori non crea criticità ma opportunità per il nostro Paese. La logica è chiara: puntare sulla cooperazione e lo scambio per cresce insieme: ognuno nella sua stagione. Almeno fino a quando non cambino, ma con dimensioni sostanziali, i tempi produttivi.