Dal primo gennaio 2026 il quadro regolatorio dell’Imo, l’International Maritime Organization (Organizzazione marittima internazionale), l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite che definisce le regole globali della navigazione, cambia passo.
Non si tratta di un semplice aggiornamento tecnico, ma di un’evoluzione che ridefinisce il concetto stesso di sicurezza marittima, ampliandolo oltre gli aspetti tradizionali legati alle navi e alle infrastrutture.
E, insieme alla sicurezza della navigazione, mette al centro in modo strutturale le persone e la qualità dei processi, dalla formazione degli equipaggi alla gestione del carico, fino alla manutenzione e alla prevenzione dei rischi operativi.
Un cambio di paradigma che fa il paio con un’altra notizia rilevante per la logistica italiana: l’ingresso del porto di Salerno in un collegamento diretto con la East Coast statunitense, destinato ad avere ricadute concrete sui flussi commerciali e sull’export.
Nuova normativa, le ricadute sull’agroalimentare
Partendo dalle novità normative, la riforma adottata dal Maritime Safety Committee aggiorna convenzioni e codici chiave, con ricadute concrete sulla catena del freddo e sui traffici agroalimentari containerizzati, settori in cui affidabilità, continuità del servizio e gestione del rischio sono elementi essenziali.
L’obbligo globale di segnalare senza ritardo la perdita di container in mare e l’avvistamento di unità alla deriva aumenta la tracciabilità degli incidenti di carico, un tema particolarmente sensibile per merci deperibili ad alto valore. Le informazioni standardizzate (posizione, numero e tipologia dei container, eventuale presenza di merci pericolose) incidono direttamente sulla gestione delle emergenze, sulle comunicazioni verso clienti e autorità e sui profili assicurativi, rafforzando la trasparenza lungo la supply chain.
L’entrata in vigore dell’Imdg consolidato (emendamento 42-24) rafforza inoltre i requisiti documentali e di stivaggio per le merci pericolose, con effetti indiretti anche sui terminal che movimentano prodotti agroalimentari su navi miste cargo-passeggeri o su rotte complesse. Cambiano classificazioni, istruzioni di imballaggio e obblighi informativi, imponendo maggiore attenzione in fase di accettazione e pianificazione del carico.
Per operatori logistici e spedizionieri cresce quindi l’esigenza di una maggiore integrazione tra formazione del personale, procedure interne e sistemi di controllo, mentre le nuove regole su combustibili, antincendio e manutenzione mirano a ridurre i rischi operativi lungo tutta la filiera, aumentando la resilienza dei traffici marittimi.
Il servizio Salerno – New York
Sul fronte dei traffici, delle rotte e soprattutto dell’efficienza, c’è una notizia che merita di essere rilevata. Cma Cgm ha infatti annunciato l’inclusione di Salerno nel servizio container Tux (Turkey US Express), una rotta regolare che collega porti come Iskenderun, Aliaga, Istanbul e Pireo con destinazioni negli Stati Uniti, tra cui New York, Norfolk e Savannah.
La prima toccata è prevista il prossimo 2 febbraio con la Cma Cgm Lapis (4.360 Teu). La rotazione sarà: Iskenderun (Turchia) – Aliaga (Turchia) – Istanbul (Turchia) – Pireo (Grecia) – Salerno – New York – Norfolk (Inghileterra) – Savannah (Usa).
Punto di forza dichiarato del servizio è il transit time di dieci giorni tra Salerno e New York, un fattore competitivo per l’export agroalimentare del Mezzogiorno e per la stabilità dei collegamenti transatlantici, in un contesto di mercato sempre più attento a tempi, affidabilità e continuità del servizio.