Reparto ortofrutta

17 giugno 2026

Svizzera, torna il sacchetto nel peso di frutta e verdura

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La Svizzera si prepara a modificare nuovamente le regole di pesatura per frutta e verdura vendute sfuse. Dopo l’introduzione, all’inizio del 2025, dell’obbligo di escludere il peso degli imballaggi dal calcolo del prodotto acquistato, il Parlamento federale ha deciso di tornare a una procedura più semplice per consumatori e distributori.

Il Consiglio degli Stati ha infatti approvato una mozione che consente di includere nuovamente nel peso netto sacchetti e altri imballaggi leggeri, purché non superino i due grammi.

Cosa era cambiato nel 2025

Dall’inizio del 2025, nei supermercati svizzeri i consumatori erano tenuti a indicare il tipo di imballaggio utilizzato al momento della pesatura del prodotto sfuso. Le bilance dovevano infatti sottrarre il peso del sacchetto o del contenitore per determinare con precisione il peso netto del prodotto.

La modifica derivava da una revisione delle norme sulle indicazioni quantitative, con l’obiettivo di evitare che il consumatore pagasse anche il peso dell’imballaggio, seppure minimo.

Le critiche di distributori e consumatori e il via libera del Parlamento

Secondo la promotrice della mozione, la consigliera nazionale Daniela Schneeberger, il nuovo sistema si è rivelato poco pratico. L’obbligo di selezionare l’imballaggio durante la pesatura è stato giudicato macchinoso dai clienti, mentre il beneficio economico risultava pressoché trascurabile, dato che il peso dei sacchetti interessati è generalmente inferiore a due grammi.

Anche la distribuzione organizzata ha evidenziato costi aggiuntivi legati all’adeguamento dei sistemi informatici, ai controlli e alla gestione operativa delle nuove procedure.

La mozione aveva già ottenuto il sostegno del Consiglio federale nel novembre 2025. Con il voto favorevole del Consiglio degli Stati, arrivato il 15 giugno 2026 dopo l’approvazione da parte del Consiglio nazionale, il Parlamento svizzero ha completato l’iter politico necessario per reintrodurre la possibilità di includere nel peso netto gli imballaggi molto leggeri.

L’esecutivo ha inoltre espresso l’intenzione di lasciare aperte entrambe le opzioni operative, consentendo ai dettaglianti di scegliere il sistema più adatto senza dover affrontare ulteriori modifiche organizzative.

Un ritorno alla semplificazione

La decisione rappresenta quindi un ritorno alla prassi adottata in Svizzera fino alla fine del 2024. Per il consumatore l’impatto economico sarà minimo, ma l’obiettivo dichiarato è quello di ridurre la complessità delle operazioni di pesatura e alleggerire gli oneri amministrativi per il commercio al dettaglio.

Italia e Ue: resta il principio del peso netto

La scelta svizzera si distingue dal quadro normativo vigente nell’Unione europea e in Italia. Nel nostro Paese, infatti, i sacchetti ultraleggeri utilizzati per l’acquisto di frutta e verdura sfuse sono a pagamento, ma il loro costo viene addebitato separatamente rispetto al prodotto acquistato.

Sul piano della pesatura continua invece ad applicarsi il principio della vendita a peso netto, secondo cui il peso della merce deve essere determinato al netto della tara, cioè escludendo sacchetti, contenitori e altri materiali di confezionamento. 

Lo stesso principio è alla base delle norme europee in materia di informazione al consumatore e di metrologia legale, che fanno riferimento alla quantità netta del prodotto.

In questo contesto, la decisione elvetica non rappresenta un cambiamento di principio sul fronte della tutela del consumatore, ma l’introduzione di una deroga limitata agli imballaggi ultraleggeri fino a due grammi. 

L’obiettivo dichiarato è semplificare le operazioni di pesatura e ridurre gli oneri amministrativi per la distribuzione, a fronte di un impatto economico considerato trascurabile per chi acquista frutta e verdura sfuse.

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