Consumi e consumatori

08 luglio 2026

Surgelati, per Findus una soluzione antispreco

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In un contesto in cui la riduzione dello spreco alimentare è sempre più centrale per la sostenibilità dei sistemi alimentari e il costo della vita continua a crescere, un miglior utilizzo degli alimenti surgelati può far risparmiare alle famiglie europee fino a 624 euro l’anno, semplicemente riducendo gli sprechi ed evitando acquisti non necessari. 

È quanto emerge dalla seconda edizione di Frozen in focus, il report annuale presentato da Findus, parte del gruppo Nomad Foods, leader del settore surgelati in Europa, che ha coinvolto 10.750 adulti in Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Svezia e Croazia.

Secondo lo studio, una famiglia europea su due getta ogni mese verdure fresche non consumate, mentre meno di tre su 10 fanno lo stesso con quelle surgelate. Un dato che evidenzia il ruolo che una gestione più efficiente degli alimenti può avere nella riduzione dello spreco domestico e nel contenimento della spesa delle famiglie. 

I risultati si inseriscono in uno scenario di crescente pressione sui sistemi alimentari europei, in cui cambiamenti climatici, tensioni geopolitiche ed evoluzione delle normative stanno rendendo più instabili le filiere. 

Secondo la Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ogni anno nel mondo circa 526 milioni di tonnellate di alimenti vengono sprecate a causa di sistemi di refrigerazione insufficienti, pari a circa il 12% dello spreco alimentare globale.

In Italia risultata migliori della media europea

In questo contesto, i prodotti surgelati possono rappresentare un alleato concreto nella lotta al food waste, grazie alla lunga conservabilità, alla porzionatura flessibile e alla possibilità di utilizzare solo ciò che serve, quando serve.

Lo studio evidenzia un diffuso gap percettivo: permangono alcune percezioni che attribuiscono ai prodotti freschi un maggiore valore nutrizionale rispetto ai surgelati. Ad esempio, a livello europeo, il 65% ritiene che le patate fresche siano più nutrienti di quelle surgelate.

Una convinzione diffusa anche nel nostro Paese: il 62% degli italiani considera le patate fresche più nutrienti delle equivalenti frozen. Sul fronte degli sprechi, l’Italia mostra però risultati migliori rispetto alla media europea: se il 46% degli europei dichiara di buttare ogni mese verdure fresche non consumate, la quota scende al 39% nel nostro Paese

Inoltre, oltre un italiano su due (53%) afferma di non gettare mai le verdure surgelate, contro il 42% a livello europeo. Quasi la metà degli italiani (48%) riconosce inoltre che un maggiore utilizzo dei surgelati in cucina possa contribuire a ridurre lo spreco alimentare.

La raccolta dei dati è stata condotta da Focaldata, istituto di ricerca accreditato presso il British Polling Council. L’indagine ha coinvolto campioni i duemila persone nel Regno Unito, in Francia, Germania, Italia e Svezia, e un campione di 750 persone in Croazia. I campioni sono stati ponderati per garantire la rappresentatività nazionale rispetto a genere, area geografica ed età. La rilevazione è stata effettuata tra il 15 e il 27 aprile 2026.

“I prodotti surgelati possono rappresentare un alleato concreto per aiutare le famiglie a gestire meglio la spesa e ridurre gli sprechi alimentari, senza rinunciare alla qualità e al valore nutrizionale degli alimenti - commenta Renato Roca, country manager Italia di Findus - In un contesto in cui il costo della vita continua a incidere sulle scelte di acquisto, è importante promuovere una cultura alimentare sempre più consapevole, nella quale fresco e surgelato convivano valorizzando le caratteristiche e i benefici di entrambe le categorie. Grazie alla lunga conservabilità e alla possibilità di utilizzare solo ciò che serve, i surgelati rappresentano una soluzione pratica per contribuire a un’alimentazione più sostenibile”. 

A livello europeo, il 36% dei consumatori dichiara di utilizzare già i prodotti surgelati per risparmiare denaro, a conferma del ruolo del frozen come alleato concreto nella gestione della spesa alimentare.


Fonte: Findus

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