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04 febbraio 2026

Lollobrigida a Berlino: "Mercosur buon affare"

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Va bene l’aumento dell’export, benissimo il valore in crescita e pure il fatto che si sia scampati al taglio dei fondi della Pac. Ma il Mercosur? "Un buon affare". Così ha risposto il ministro Francesco Lollobrigida ai giornalisti, tra cui myfruit.it, che lo hanno seguito durante il tour tra gli stand degli espositori nella giornata inaugurale di Fruit Logistica. 

Assaggi, photo opportunity, battute – tratto caratteristico del rappresentante del dicastero dell’Agricoltura – e distribuzione di braccialetti che esaltano lo spirito nazionale: "Io sono la cucina italiana". Il ministro appare rassicurante, nonostante i tanti dubbi del settore sugli accordi con l’America Latina e l’India, e ottimista anche sull’esito finale dei fondi del Pnrr. Del bando Agrisolare si sa: si aspetta l’ultimo bando. E sui mercati all'ingrosso? Cita Verona, dove hanno chiuso prima della scadenza dei termini.

A Cso Italy il ministro punta sulla reciprocità

“Molecole” è la parola forte del settore: quelle interdette, per le quali si chiede di poter avere ancora tempo per utilizzare alcuni dispositivi fitosanitari. Il ministro rivendica la necessità della reciprocità, ovvero un trattamento unico: non Paesi dove certe sostanze sono autorizzate e altri dove sono centrali nel trattamento della frutta e della verdura. Lollobrigida strappa l’applauso sul tema. La molecola mancante mette tutti d’accordo.

Il Mercosur è un "buon affare"

Serpeggiano dubbi e timori tra i produttori sull’accordo sudamericano. Lollobrigida non mostra tentennamenti e risponde sicuro: "È un buon affare". Secco.  Poi spiega "siamo riusciti a evitare i tagli della Pac e ad ottenere nuovi fondi. Abbiamo ulteriori dieci miliardi che andranno ad aumentare la competitività delle imprese". E i soggetti deboli? "Abbiamo ottenuto misure che ci permettono di tutelare tutti, non solo il vino, i formaggi e l’olio". L’ortofrutta è il sorvegliato speciale per evitare perdite di competitività.

Immigrati? "Ci servono"

Scarta la domanda su Vannacci – "restiamo sull’agricoltura" – ma risponde sul lavoro nero: "Gli imprenditori sono seri, combattiamo chi sfrutta l'immigrazione". Si cade sul tema: "Gli immigrati: ci servono". Difficile rispondere diversamente quando manca la manodopera nei campi.

Massimo ottimismo sui fondi del Pnrr

Abbiamo chiesto al ministro come sta procedendo la spesa, e quindi la realizzazione dei progetti, dei fondi del Pnrr dedicati alla modernizzazione dei mercati all'ingrossi. "Stiamo andando bene, ho partecipato all'inaugurazione del mercato di Verona. Un progetto che permette di ridurre i costi energetici degli operatori. Oggi la spesa è andata a beneficio di chi ha fatto lavori, domani andrà a vantaggio delle imprese che lavorano nei mercati". 

Visita alla fiera con tremila espositori da 90 Paesi

Fruit Logistica 2026 ha aperto oggi a Berlino confermandosi hub globale per il commercio ortofrutticolo, con circa 2.600–3.000 espositori da oltre 90 Paesi e visitatori attesi da più di 150 nazioni.  Secondo gli organizzatori, l’obiettivo di questa edizione è “coltivare il futuro globale dell’ortofrutta”, rafforzando strumenti, contenuti e piattaforme di innovazione per tutta la filiera, dai produttori ai retailer. E, in effetti, l’edizione 2026 punta forte su innovazione e tecnologia: intelligenza artificiale e automazione sono i driver chiave, applicati a produzione, controllo qualità, logistica e commercio, con un focus specifico nei forum tematici e nel Logistics Hub dedicato alle soluzioni per la catena del freddo e il trasporto efficiente. 

Debuttano i New Product Showcases, un’area centrale con undici prodotti pionieristici tra fresh produce, machinery & technology e logistics, dove spiccano anche nuove soluzioni di packaging sostenibile. 

Alla collettiva di Cso Italy il ministro: "Garantiamo qualità e sicurezza alimentare come nessuno in Europa"

:“Nessun governo nella storia della Repubblica ha impegnato 8,9 miliardi  nel settore primario con l'obiettivo di garantire innanzitutto l’efficientamento delle aziende. Abbiamo garantito una stabilità istituzionale senza precedenti, diventando interlocutori credibili e ascoltati nei confronti dell’Unione Europea e in ambito internazionale. Abbiamo un’Italia che fa sistema ed il settore dell’ortofrutta ne è un esempio. La qualità e la sicurezza alimentare offerte dalle produzioni nazionali sono uniche a livello mondiale. Grazie all’azione di governo abbiamo recuperato sui tagli previsti dalla Pac 10 miliardi  e portato l’accordo Ue-Mercosur a condizioni ottimali. Abbiamo aperto all’immigrazione legale, che ci garantisce manodopera, e ci battiamo perché i produttori abbiano gli strumenti indispensabili a combattere malattie e parassiti delle piante, convinti che le nostre produzioni garantiscano il consumatore più di qualsiasi prodotto di importazione”.

Il ministro Francesco Lollobrigida allo stand di Cso Italy

Queste le parole del ministro, intervenuto all’inaugurazione della Collettiva Italy (30 grandi aziende, mille metri quadri), promossa da Cso Italy in collaborazione con Fruitimprese. Di fronte a lui una platea di grandi nomi dell’ortofrutta italiana e presenze istituzionali, a partire da Edmondo Cirielli, viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dal presidente dell’Ice Matteo Zoppas e dall’ambasciatore d’Italia a Berlino, Fabrizio Bucci, da assessori regionali all’agricoltura come Gianluca Gallo della Regione Calabria.


L’intervento del ministro è stato preceduto dagli interventi del presidente di Cso Italy Paolo Bruni, del presidente di Fruitimprese Marco Salvi, del presidente di Apo Conerpo Davide Vernocchi, del presidente di Nomisma Paolo De Castro, del capo dipartimento del ministero Felice Assenza.

Numeri positivi sul commercio, non per la produzione

Due temi su tutti: gli strumenti indispensabili a combattere le fitopatie con la richiesta di uno scenario europeo di condizioni comuni tra i Paesi membri e gli sviluppi di attualità in tema di pratiche sleali. E il punto sul settore ortofrutta, ben evidenziato da Paolo Bruni e Marco Salvi: export +8% in volume e +13% in valore nei primi 9 mesi del 2025, consumi nazionali al +5% dopo anni di cali, produzione però scesa da 26 a 24 milioni di tonnellate. Marco Salvi ha precisato un dato significativo sul mercato tedesco, che è pari al 30% dell’export italiano di ortofrutta e resta il principale mercato di sbocco: nel 2025 le esportazioni italiane sono cresciute del 4% a fronte di un calo sullo stesso mercato dell’export spagnolo dell’8% e dell’export greco del 4%. Insomma, l’ortofrutta italiana si fa onore nel mondo; con strumenti per difendere le produzioni e con l’apertura di nuovi mercati farebbe ancora meglio.

In attesa delle Tea

Bene l’incremento di risorse per Frutta nelle scuole e fondamentale il ruolo del Pnrr in un contesto di mercato cambiato in modo radicale, tuttavia “finché non saranno operative le TEA - ha affermato Davide Vernocchi - dobbiamo difendere le produzioni con gli strumenti a disposizione, pena l’ulteriore perdita di ettari a disposizione della frutticoltura nazionale. Vogliamo la transizione green ma c’è bisogno di tempo”.

Felice Assenza ha ricordato la grande crescita dei controlli fatti dall’ispettorato centrale tutela qualità e repressione frodi negli ultimi quattro anni in tema di pratiche sleali: controlli passati da un anno all’altro da 138 (nel 2022) a 400, a 800 e a 3.200 (nel 2025). La materia è tuttavia complessa. “La determinazione del giusto prezzo - ha sottolineato Assenza - richiede massima trasparenza e dati oggettivi considerata la volatilità del mercato dell’ortofrutta”.

Il coordinamento europeo sulle pratiche sleali, grazie al forte intervento dell’Italia, è alle porte, come annunciato da Paolo De Castro, perché proprio la settimana prossima andrà in Parlamento il testo finale della direttiva europea che armonizza i controlli sulle pratiche sleali anche nei confronti dei prodotti provenienti dai Paesi extra-UE. Un passo avanti decisivo per la tutela del prodotto nazionale.

Forte presenza delle cooperative 

Molto nutrita anche quest’anno la partecipazione delle cooperative italiane. Sono più di 200 le imprese associate presenti in fiera, anche aggregate in consorzi o strutture commerciali, in rappresentanza di un sistema che conta oltre 45mila produttori ortofrutticoli, dal Trentino alla Sicilia, riuniti in più di 500 cooperative aderenti a Confcooperative che fatturano più di 8 miliardi.


“Un sistema aggregato – ha commentato il presidente del settore ortofrutta Davide Vernocchi – che la Commissione e gli Stati Membri da anni indicano da anni come esempio tra i più virtuosi per l’utilizzo delle risorse attraverso il sistema dei programmi operativi delle organizzazioni di produttori. Non a caso, proprio in considerazione dei risultati raggiunti dal regime particolare di sostegno dell’ortofrutta in termini di innovazione, impegni ambientali, ricerca e formazione, la Commissione si è posta anche l’obiettivo di estenderlo ad altri settori. Auspichiamo che la salvaguardia e il rafforzamento del modello che fa capo alle Op resti una priorità per Burxelles: nella proposta del nuovo quadro normativo che dà spazio a una sostanziale de-regolamentazione, c’è infatti il rischio di perdere alcune certezze normative oggi consolidate, a partire dal budget aperto per il settore”.

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