Biologico

15 luglio 2026

Bio, ecco cosa cambia con la revisione del Regolamento 848

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La commissione Agricoltura e sviluppo rurale (Agri) del Parlamento europeo ha approvato il 14 luglio la propria posizione sulla revisione mirata del Regolamento (Ue) 2018/848, che disciplina la produzione biologica e l'etichettatura dei prodotti bio. Il testo, elaborato dalla relatrice Camilla Laureti, è stato adottato con 37 voti favorevoli, quattro contrari e otto astensioni.

L'obiettivo della revisione è intervenire su alcune criticità emerse nei primi anni di applicazione della normativa, senza riaprire l'intero impianto del regolamento. Restano al centro della revisione le norme sul commercio con i Paesi terzi e sull'utilizzo del logo biologico dell'Unione europea.

Il dossier passerà ora all'esame della plenaria del Parlamento europeo, prima dell'avvio del confronto con il Consiglio nell'ambito del negoziato interistituzionale.

Coldiretti: "Maggior trasparenza, ma serve semplificazione"

Il voto sul biologico del Parlamento europeo rappresenta un passo avanti per assicurare maggiore trasparenza sulla provenienza dei prodotti importati ma serve uno sforzo maggiore verso la semplificazione per un settore che oggi deve affrontare un aggravio burocratico di almeno il 30% in più rispetto all’agricoltura tradizionale. 

E’ quanto afferma Coldiretti Bio in occasione dell’adozione da parte della Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale della relazione sulla revisione del regolamento (Ue) 2018/848 sulla produzione biologica.

La relazione finale approvata, con alcuni mirati emendamenti di compromesso ben gestiti dalla relatrice italiana del dossier Camilla Laureti, ha indirizzato una discussione parlamentare che rischiava di allargarsi ad aspetti tecnici di dettaglio che potevano minare alcuni principi di base del biologico.

In particolare, secondo Coldiretti, si interviene positivamente sulla norma sull’utilizzo del logo europeo nei prodotti biologici importati da paesi extra Ue che migliora la proposta della Commissione, rendendone l’uso più restrittivo. 

Una misura importante considerato il record di arrivi di prodotti da Paesi terzi fatto registrare sulle tavole italiane nel 2025, con un aumento del 26% delle importazioni rispetto all’anno precedente.  
Positive anche le modifiche relative alla certificazione di gruppo, che dovrebbero facilitare l’adozione di questa importante semplificazione per la certificazione bio dei piccoli agricoltori.

Uno sforzo verso la semplificazione che però dovrebbe essere affrontato in maniera ancora più significativa in un settore nel quale l’eccesso di burocrazia rappresenta oggi un costo inutile ed eccessivo per tutti gli agricoltori biologici.

“L’auspicio è che nei successivi passaggi di confronto tra le istituzioni europee per arrivare alla definizione finale del regolamento possano essere stralciati alcuni elementi di scarsa chiarezza e di ulteriore complicazione – dichiara la presidente di Coldiretti Bio Maria Letizia Gardoni - perché oggi il biologico ha necessità di norme stabili e ben definite, per garantire la corretta concorrenza tra produttori dei diversi paesi e mantenere elevate le garanzie verso i cittadini”.

FederBio: "Apprezzamento, ma restano criticità"

FederBio esprime apprezzamento per il lavoro svolto dalla relatrice Camilla Laureti, che ha guidato un confronto complesso favorendo il proseguimento del percorso legislativo e accoglie con favore l'adozione della relazione da parte degli eurodeputati, ma ribadisce la necessità che la revisione rimanga circoscritta agli interventi tecnici e urgenti, senza mettere in discussione i principi fondanti dell'agricoltura biologica.

“Desideriamo ringraziare l'eurodeputata Camilla Laureti per il lavoro svolto e per l'attenzione dimostrata nei confronti delle istanze del settore biologico - commenta Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio La conclusione di questa revisione è fondamentale per dare certezza normativa alle imprese. Allo stesso tempo, riteniamo fondamentale che il testo finale non introduca modifiche che possano indebolire l'integrità del sistema biologico o compromettere la fiducia costruita negli anni da produttori e consumatori”.


Per FederBio restano infatti alcuni elementi di forte criticità che dovranno essere affrontati nelle prossime fasi del confronto tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione. In particolare, desta preoccupazione l'ipotesi di introdurre deroghe.

A queste si aggiungono nuovi obblighi amministrativi e di controllo – compresi quelli relativi alle vendite online e ai requisiti aggiuntivi di etichettatura – che rischiano di aumentare gli oneri burocratici per gli operatori senza apportare un reale valore aggiunto. Preoccupa inoltre la previsione di una clausola di revisione periodica del Regolamento, che potrebbe generare instabilità normativa proprio in una fase in cui il settore necessita di regole certe e durature.

“Il biologico europeo ha costruito la propria credibilità su regole rigorose e su un rapporto di fiducia con i cittadini che non può essere messo in discussione - prosegue Mammuccini - Le deroghe devono rimanere strumenti eccezionali e temporanei, non diventare la normalità. Allo stesso modo, l'accesso al pascolo rappresenta un principio qualificante dell'allevamento biologico e non può essere sostituito da soluzioni che ne snaturino l'impostazione". 

"La proposta originaria della Commissione europea aveva un obiettivo preciso: risolvere alcune criticità tecniche senza riaprire l'impianto del Regolamento. È questa l'impostazione che chiediamo venga mantenuta anche nei prossimi negoziati. FederBio continuerà a lavorare in sinergia con Ifoam Organics Europe e insieme alle istituzioni europee e alle organizzazioni del settore, affinché il testo finale garantisca certezza giuridica agli operatori e, soprattutto, salvaguardi l'integrità e l'autorevolezza del modello biologico europeo”.


Fonte: Europees Parlement - Coldiretti - FederBio 

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