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15 gennaio 2026

A Marca il manifesto per la giustizia economica di genere

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La giustizia economica di genere non è un tema astratto né un obiettivo lontano: riguarda il modo in cui il lavoro è organizzato, il valore riconosciuto alle persone e la qualità dei sistemi produttivi. Da questa consapevolezza nasce il Manifesto per la Giustizia Economica di Genere, presentato questa mattina a MarcabyBolognaFiere al termine di un percorso condiviso che ha messo attorno allo stesso tavolo imprese, istituzioni e associazioni..

Il progetto è stato promosso da Cefa – Il seme della solidarietà e Aidda Emilia-Romagna, e curato con l’obiettivo di trasformare il confronto in uno strumento operativo capace di orientare scelte concrete nei contesti di lavoro.

Un percorso al quale l’Associazione nazionale Le Donne dell’Ortofrutta ha partecipato fin dall’inizio, contribuendo a portare il punto di vista di una filiera in cui la presenza femminile è diffusa e qualificata, ma dove persistono divari nell’accesso ai ruoli decisionali, discontinuità occupazionale e una distribuzione del lavoro di cura ancora sbilanciata.

Il Manifesto indica una direzione chiara, articolata attorno a quattro parole chiave – parità, coraggio, cura e collaborazione – che non restano principi teorici ma diventano impegni concreti. Parità significa lavorare sulla trasparenza dei processi retributivi e di carriera; coraggio vuol dire investire in formazione, leadership e linguaggi capaci di superare stereotipi radicati; cura richiama la necessità di organizzazioni del lavoro più attente all’equilibrio tra vita professionale e personale; collaborazione indica la costruzione di reti e alleanze tra imprese, istituzioni e associazioni per sviluppare soluzioni condivise.

A Marca, queste parole hanno trovato una prima traduzione concreta nella firma della carta degli impegni per la giustizia economica di genere, che impegna chi sottoscrive a rendere misurabili e verificabili le azioni intraprese.

Tra le prime firmatarie, l’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta, che considera la giustizia economica di genere uno dei valori fondanti del proprio impegno nel settore.

“Questo Manifesto parla del nostro lavoro quotidiano, ma assume una valenza più ampia e internazionale – afferma Alessandra Damiani, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta –. Anche grazie al contributo di Cefa, ci ricorda che in molti Paesi la condizione lavorativa delle donne è ancora più fragile. Per questo il nostro invito va oltre l’associazione e oltre le sole donne: chiediamo che la Carta sia sottoscritta anche dagli uomini e dalle aziende, perché la giustizia economica di genere è una responsabilità condivisa e una leva di futuro per l’intera filiera”.


Fonte: Associazione nazionale Le Donne dell’Ortofrutta

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