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In sintesi

Cavolo nero e cavolo cappuccio: per Verde Intesa un avvio positivo

Redazione
Autore Redazione

La campagna si preannuncia soddisfacente con un aumento produttivo del 20% grazie all’ingresso di nuovi soci da Puglia e Abruzzo

Verde Intesa, Organizzazione di produttori di Goito (Mantova), con oltre 60 aziende associate, 1.600 ettari coltivati e 62mila tonnellate di prodotti commercializzati fa il punto sulla campagna delle brassicacee. “Siamo a inizio raccolta, ma le previsioni sono positive, nonostante le difficoltà incontrate a causa della pandemia; ci sarà addirittura un importante aumento della produzione grazie all’ingresso di nuove aziende produttrici pugliesi e della zona di Avezzano, in Abruzzo”: afferma Paolo Segalla, responsabile dell’ufficio agronomico.

“L’ingresso di queste nuove aziende ci consente di soddisfare una domanda sempre maggiore e una produzione sui 12 mesi, al contrario degli anni precedenti dove il periodo di campagna era, al massimo,  di 80-90 giorni”: sottolinea, a sua volta, Andrea Rossi, direttore commerciale dell’Op mantovana.

Produzione, quotazioni e global gap

Oltre alla Puglia e all’Abruzzo, gli altri soci produttori di cavolo nero e cavolo cappuccio, aderenti a Verde Intesa, si trovano in Lombardia per una superficie totale attorno ai 100 ettari, di cui 80 sono coltivati a cavolo cappuccio bianco e solo il restante 20 a cavolo cappuccio viola. La resa di queste brassicacee è di circa 400 quintali ad ettaro e le quotazioni oscillano da un minimo di € 0,55 a un massimo di € 0,85 al chilo. Il cavolo nero invece è un prodotto di nicchia, più regionale, presente soprattutto nella cucina toscana e meno richiesto a livello nazionale, anche se si comincia a registrare una domanda anche in altre regioni del nord Italia. Cavolo cappuccio e cavolo nero, ortaggi poveri e caratteristici dei mesi invernali, sono coltivati a campo aperto senza la necessità di particolari trattamenti; l’unica attenzione va posta nell’eventuale attacco  di lepidotteri.

Come tutti i prodotti di Verde Intesa, anche il cavolo nero e il cavolo cappuccio sono certificati Global Gap, attestazione che definisce uno standard di buone pratiche agricole. Si tratta di una certificazione di qualità che garantisce il rispetto di rigidi parametri in tema di sicurezza alimentare e rispetto per l’ambiente, quali la rintracciabilità delle materie prime, l’uso limitato delle sostanze chimiche, la sicurezza dei lavoratori. Il Global Gap è nato da una partnership equa tra produttori agricoli e grande distribuzione alimentare per garantire al consumatore una certa sicurezza in tutti i livelli della filiera.

Le personalizzazioni esclusive di Verde intesa

Restando sempre in ambito di cavolo nero e cappuccio, da quest’anno Verde Intesa ha aumentato il numero dei propri clienti grazie anche all’offerta di speciali servizi personalizzati. A questo proposito, vengono confezionate cassette di prodotto sfuso da 6-7 pezzi o da 8-10 pezzi di minor pezzature; sono molto apprezzate anche le cassette mix dove si trova, sempre sfuso, sia cavolo cappuccio bianco che viola. Inoltre molto richiesti dal mercato sono anche i cavoli cappucci confezionati singolarmente con sigillo di prodotto lombardo.

“Verde Intesa è l’unica società commerciale in Italia che attualmente garantisce queste due ultime personalizzazioni, così da offrire un servizio sempre più tailor-made ai suoi clienti”: conclude Andrea Rossi.

I principali canali distributivi di Verde Intesa sono la Gdo e i mercati generali, entrambi italiani perché al momento non è stata ancora programmata l’esportazione di questi due ortaggi.

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