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Il 25 novembre si tinge di rosa

Conad, Lidl, Cia, Mercato di Genova: le iniziative per la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Una panchina rossa per sostenere tutte le donne vittime di violenza. In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne (che si celebra il 25 novembre, ndr), Conad Nord Ovest e i suoi soci sul territorio sostengono il progetto Panchine Rosse, lanciato dagli Stati generali delle Donne, promuovendo l’installazione di centinaia di panchine rosse. Perché educazione, cultura ed informazione sono la prima forma di prevenzione.

La panchina rossa, infatti, è simbolo universalmente riconosciuto e associato al tema della violenza di genere. In segno di sensibilizzazione e sostegno tangibile contro un fenomeno ancora troppo radicato e che si è purtroppo acutizzato nel periodo della pandemia.

Sono oltre 250 le panchine rosse donate complessivamente da Conad Nord Ovest e dai suoi soci sui territori di competenza, con l’obiettivo di ribadire l’impegno a respingere ogni forma di violenza e discriminazione sulle donne.

Le panchine, molte delle quali già in via di installazione, sono collocate nei pressi dei punti di vendita Conad, nelle sedi territoriali della cooperativa, in aree verdi e scuole medie e superiori, in collaborazione con i Comuni, le associazioni e i centri antiviolenza locali in Toscana, Emilia, Liguria, Lazio, Piemonte, Sardegna e Valle d’Aosta.

“Il Progetto Panchine Rosse ci consente di contribuire a sensibilizzare su temi estremamente importanti per Conad Nord Ovest e di aiutare concretamente le donne vittime di violenza – ha dichiarato il presidente di Conad Nord Ovest, Valter Geri – Il nostro impegno è quello di essere partecipi alle esigenze delle comunità e di contribuire con azioni concrete a creare valore nei territori che ci ospitano, stabilendo un legame che duri nel tempo. Grazie alla sensibilità e all’impegno dei nostri soci che hanno aderito con entusiasmo e partecipazione a questa importante iniziativa, il nostro auspicio è di diffondere consapevolezza, sensibilizzare l’opinione pubblica e dare un segno tangibile del nostro impegno, per essere ancora più vicini alle donne vittime di violenza. Un fenomeno quanto mai urgente e doloroso che, come ci mostrano i dati, si è acutizzato notevolmente nel corso della pandemia ed è diventato sempre più complesso far emergere”.

Lidl sceglie Women at business (Wab)

Meritocrazia, flessibilità come scelta, coinvolgimento e conciliazione come obiettivo, due partner – Lidl Italia e Wab – uniti per cambiare paradigma del mondo del lavoro al femminile e trovare una nuova modalità di inclusione, capace di conciliare la qualificazione dei percorsi di carriera al femminile e le esigenze di imprese, che vogliono mettere al centro delle loro scelte la sostenibilità sociale.

Lidl Italia sceglie la piattaforma Women at Business, fondata meno di due anni fa da un’idea di Laura Basili e Ilaria Cecchini, che sta crescendo velocemente insieme ai profili femminili che accoglie e le aziende che sempre più numerose la scelgono. Oggi infatti la community dà voce alle competenze di oltre seimila donne, dai diversi profili e percorsi professionali in ogni settore e dalle differenti aspirazioni. L’algoritmo di matching di proprietà ha generato nel suo primo anno più di duemila match.

Women at Business una rivoluzione copernicana nel campo della ricerca delle competenze: non è la donna che deve cercare il progetto professionale, ma è il progetto che trova la combinazione migliore tra le competenze femminili presenti nel data base, mediante l’algoritmo di matching.

Lidl Italia è una realtà inclusiva che crede che il riconoscimento del valore di ogni singola persona e l’equità di genere siano presupposti fondamentali per il raggiungimento del successo. Questo approccio è reso evidente dal progetto #womeninlidl attraverso il quale la catena dà voce alle tantissime donne che vi lavorano e che hanno contribuito allo sviluppo aziendale mediante le proprie capacità e valore aggiunto. Plus che si esplicano nel punto di vista diverso, nella caparbietà, empatia, capacità di entusiasmare, sensibilità, ovvero le caratteristiche della leadership femminile.

Queste le parole delle protagoniste della vita in Lidl che hanno “saputo accettare una sfida e inseguire un sogno” e che combattono per “non permettere a nessuno di dire che non sai fare qualcosa”. La motivazione, il rispetto, la fiducia, le competenze e la sostenibilità sociale delle competenze femminili sono i valori condivisi e la base della nuova collaborazione tra Lidl Italia e Women at business.

Alessia Bonifazi, responsabile comunicazione e Csr di Lidl Italia commenta così la scelta di aderire a Wab: “Il nostro team è caratterizzato da unicità e diversità: siamo convinti che solo valorizzando diverse esperienze, competenze, conoscenze e idee, saremo in grado di essere flessibili e di affrontare le sfide del futuro. Attualmente già il 65% della popolazione aziendale è donna e con questo progetto ci auguriamo di poter dare l’opportunità a nuovi talenti al femminile di entrare a far parte della nostra grande squadra per poter ricoprire stimolanti ruoli manageriali”.

Donne in Campo-Cia: rilanciare i Consultori

Serve rilanciare, su tutto il territorio nazionale, i Consultori familiari istituiti dalla legge 405/75 per l’assistenza alla maternità e alla famiglia. Caratterizzati da servizi multidisciplinari e da una forte visione di genere, costituiscono un patrimonio unico del nostro Paese da rafforzare e promuovere anche ospitando, laddove possibile, i centri antiviolenza rivolti a tutti. A dirlo, Donne in Campo, l’Associazione al femminile di Cia-Agricoltori Italiani che in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ribadisce non solo l’importanza del lavoro quale arma, tra le più potenti, contro le violenze di genere, ma invoca anche una rinnovata attenzione per la rete dei Consultori, unità diffusa a sostegno della famiglia, principale nucleo della società, oggi in crisi silenziosa e drammatica.

“La comprensione dei ripetuti casi di violenza e sofferenza – dichiara Pina Terenzi, presidente di Donne in Campo – è necessaria per fermare la conta degli episodi che connotano uno dei fenomeni più drammatici di questo secolo”. A tal riguardo, proprio una sanità a misura di donna fatta di assistenza di prossimità, consultori e telemedicina, può fare da cardine e garantire benessere e salute. Inoltre, insieme a una adeguata rete di asili nido e di assistenza agli anziani e ai diversamente abili, contribuisce a conciliare la vita lavorativa con quella familiare.

Una panchina e un grande cuore di mele rosse al Mercato di Genova

Una dedica a tutte le donne vittime di violenza nonché simbolo dell’impegno che tutti gli operatori genovesi dell’ortofrutta (donne e uomini)  hanno voluto riconfermare anche in questo 25 novembre per impedire il ripetersi di queste tragedie.
“I numeri dei femminicidi e delle violenze sono in crescita – commenta Giovanni Vassallo, presidente Società Gestione Mercato – Per questo anche le imprese, nell’ambito della loro responsabilità sociale, sono chiamate a mettere in campo azioni di sensibilizzazione e progetti dedicati. Questa nostra iniziativa per il 25 novembre è un sostegno, non solo simbolico, del mondo dell’ortofrutta ligure allo sforzo che Istituzioni ed associazioni stanno sviluppando ogni giorno per dire no ai maltrattamenti”.

A fianco della panchina, dove è evidenziato il numero Anti violenza 1522, un grande cuore composto da mele rosse. Intorno le scarpe rosse lasciate dalle donne che lavorano al Mercato.
“La panchina rossa, colore del sangue, è il simbolo del posto occupato da una donna che non c’è più, portata via dalla violenza – sottolinea Marina Saulle, componente del CdA di Società Gestione Mercato e presidente Comag operatori mercato – E’ importante averla collocata in un luogo simbolo del mondo del lavoro. Perché sono proprio le donne le più esposte a perdite di reddito e disoccupazione. In un settore tipicamente maschile, sono tante le donne che continuano a ricoprire un ruolo fondamentale nella filiera dell’ortofrutta che anche nel corso della pandemia non si è mai fermata garantendo ogni giorno prodotti freschi. Sono state proprio queste donne le prime a sostenere l’idea  di realizzare questa panchina”.

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