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Frutta a guscio ed essiccata

Sulla nocciola è importante fare cultura

Roberta Bevione: “E’ fondamentale rimarcare la qualità delle nostre Igp rispetto a quelle di provenienza estera”

La nocciola è una questione anche di cultura. Tanto che, per vincere l’agguerrita concorrenza estera, che si propone in Italia con prezzi decisamente inferiori rispetto al prodotto interno, occorre sempre più formare chi acquista, dal professionista al consumatore finale. Ad esserne convinta è Roberta Bevione che, insieme al marito e al figlio, conduce l’Azienda Terre Bianche a Castagnole delle Lanze (Cuneo).

“Premesso che abbiamo iniziato di recente la nostra attività, ovvero poco prima dell’emergenza pandemica – spiega Bevione – stiamo notando una fase di stanca nel mercato. Abbiamo lavorato abbastanza bene nel periodo natalizio, sia con clienti professionali sia con privati, e speriamo ora nel mese di marzo, che potrebbe essere quello della ripartenza”.

L’azienda Terre Bianche propone sia semilavorati per gelaterie e pasticcerie, sia prodotti finiti come creme spalmabili, olio e biscotti a base di nocciola, per i privati interessati che possono rivolgersi sia al punto vendita aziendale, sia al sito internet.

Ma c’è anche un altro tema importante che introduce Bevione e riguarda appunto l’importanza di fare cultura sulla nocciola. “Stiamo ricevendo interesse per i nostri prodotti dall’estero – spiega – perché talvolta proprio in altri paesi percepiscono meglio la qualità contenuta in una Nocciola Piemonte Igp rispetto a quello che avviene in Italia. Capita, cioè, che all’estero siano spesso disposti a riconoscere la qualità superiore delle nostre nocciole rispetto a quelle provenienti da altri paesi. Uno dei motivi per cui, in questa parte iniziale del 2022, gli acquisti in Italia hanno un po’ rallentato è dovuto anche ai prezzi. Prezzi che per diverse ragioni si mantengono piuttosto alti. Ma c’è anche una qualità superiore nelle Nocciole del Piemonte, e questo bisogna sempre rimarcarlo. Le nostre nocciole sono selezionate una a una, una differenza che al palato si sente”.

Dal punto di vista agronomico, Roberta Bevione conclude: “L’anno scorso, nei nostri 20 ettari di noccioleto, abbiamo raccolto circa il 40% in meno rispetto a una stagione standard. Quest’anno la fioritura è stata buona, ma, per evitare problematiche future, ora deve piovere”.

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