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Frutta a guscio ed essiccata

Mandorle: in Piemonte è nato un consorzio

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Valter Arnaudo: “Dal prossimo anno avremo il primo raccolto. Può essere una coltura alternativa alla pesca e al kiwi”

E se anche il Piemonte diventasse una regione dove si producono soddisfacenti quantità di mandorle? Al momento manca ancora l’ultima parola, ma la buona volontà c’è tutta. Tanto che, nel corso del 2021, è stato costituito anche il Consorzio Mandorle Piemonte, all’interno del quale una decina di soci stanno facendo sperimentazioni in circa 10 ettari. Ovviamente, se il progetto decollerà, le superfici allevate a mandorle potrebbero presto moltiplicarsi.

Tra i soci del neonato consorzio e tra coloro che ha una delle maggiori superfici a mandorle in Piemonte (3 ettari) c’è, dalla provincia di Cuneo, Valter Arnaudo, che spiega: “I primi impianti di mandorla abbiamo iniziato a farli quattro anni fa, quindi ci attendiamo di avere un primo raccolto già dal prossimo anno. Per ora, abbiamo solo proseguito la fase sperimentale”.

Molta attenzione è andata, in fase di avvio, alla scelta varietale. “Tre – spiega ancora Arnaudo – sono le varietà che stiamo valutando. Abbiamo infatti piantato la Tuono, una cultivar tradizionale che sta facendo molto bene anche altrove, più due nuove varietà come la Penta e la Makako, a fioritura tardiva, in modo da reagire potenzialmente meglio a un clima più freddo. Per ora, la sperimentazione sta andando bene”.

Il lavoro del Consorzio Mandorle Piemonte è quello di individuare anche possibili alternative per alcune colture che ormai da tempo e per diverse ragioni stanno soffrendo. “La mandorla – spiega ancora Arnaudo – se la sperimentazione darà esito positivo, potrebbe fungere da alternativa a colture come le pesche, che non hanno mercato, e i kiwi, molto colpiti da problemi fitosanitari”.

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