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Frutta a guscio ed essiccata

I Cup Mix Manuzzi sanciscono il matrimonio tra frutta secca e cioccolato

Marco Baroni: “Si tratta di una novità ma anche di una case history destinata a coprire un’intera stagionalità”

Da metà novembre, sugli scaffali della Grande distribuzione ma non solo, arriverà una nuova specialità firmata Manuzzi in collaborazione con Barry Callebaut, leader mondiale nel settore del cioccolato di qualità. Si tratta dei Cup Mix, ovvero frutta secca selezionata e finissimo cioccolato fondente belga al 54%, che l’azienda romagnola specializzata nella lavorazione e commercializzazione di frutta secca sgusciata, essiccata e disidratata per l’ingrosso e la Gdo propone in tre varianti di gusti: Arancione, Verde e Viola.
La Cup Mix Arancione prevede uva sultanina, mandorle salate e nocciole tostate, la Cup Mix Verde è con uvetta, anacardi tostati e cocco, la Cup Mix Viola con mirtilli essiccati e noci pecan croccanti.

Uno dei punti di forza di questa novità è il suo pack: a forma di tazza in Pet 100% riciclabile, con un pratico tappo apri-chiudi. Ogni “cup” può essere quindi portata ovunque, nel vano porta bibite dell’auto o nello zaino. In altri termini, ideale per una sosta gustosa durante un viaggio, o per l’ufficio o per una merenda durante una pausa dallo studio.

A parlarne con myfruit.it è Marco Baroni, responsabile commerciale della Manuzzi. “I Cup Mix – spiega Baroni – sono un prodotto pensato per la Grande distribuzione ma non solo. Con questa iniziativa, infatti, abbiamo l’intenzione di approcciare anche il canale on the go, visto appunto il pack particolare. Ora, peraltro, i Cup Mix saranno una sorta di osservati speciali tra i nostri prodotti, in vista eventualmente di futuri sviluppi. E saranno presi in considerazione anche come case history dalla filiale italiana di Barry Callebaut”.

Prodotti dalla stagionalità completa

Peraltro, non si tratta affatto di un prodotto pensato per ricorrenze speciali, ma per un consumo continuativo dall’autunno alla primavera inoltrata. “Come azienda – spiega ancora Baroni – stiamo pensando non più tanto a prodotti da ricorrenza, bensì a proposte che abbiano una stagionalità completa. Del resto, questa è un po’ la tendenza che richiede oggi anche il mercato. Emblematico, in questo senso, è il caso dei datteri e dei fichi, che una volta si vendevano solo in prossimità del Natale, mentre anche lo scorso anno hanno registrato una forte domanda anche dopo il Natale. Specialmente i datteri Medjoul, quelli di alta qualità che trattiamo noi, ad averne avuta la disponibilità si sarebbero venduti fino a Pasqua”.

Affrontando poi il tema più generale della prevista crescita dei prezzi anche nel comparto della frutta secca, Baroni commenta: “La preoccupazione per gli aumenti è evidente, anche nel nostro settore. Per quanto ci riguarda, siamo un po’ nella situazione del vaso di coccio tra due vasi di ferro, ovvero siamo tra i fornitori da una parte e la moderna distribuzione dall’altra. Spezzando però una lancia a nostro favore, posso  rilevare che, storicamente, il nostro comparto risente molto dell’andamento di una singola annata, quindi ha già subito in passato grandi oscillazioni di prezzo, anche se queste ovviamente non si potranno riflettere tutte completamente sul consumatore finale”.

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