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Frutta a guscio ed essiccata

“Grazie al biodinamico sono riuscito a salvare il mio noceto”

L’esperienza di Giovanni Drei (Tre Querce), che con questa tecnica è riuscito a sconfiggere una forte batteriosi

“Il biodinamico per le noci? Sì, lo consiglierei. Io ero già biologico, ma ero scettico sul biodinamico. Poi, con la batteriosi che mi trovai a fronteggiare nel 2014, la scelta era tra espiantare tutti i miei otto ettari di noceto, o provare con questa tecnica. Scelsi la seconda strada e, dopo un paio d’anni, le profonde cicatrici delle mie piante si sono completamente rimarginate, con una contestuale crescita nettamente superiore a chi ha scelto di contrastare la batteriosi con metodi convenzionali”.

Con queste parole Giovanni Drei, titolare dell’azienda agricola Tre Querce di Forlì, spiega il motivo per cui oggi, a distanza di nove anni da quando, nel 2012, iniziò a piantare noci nel suo podere, è convinto sostenitore non solo biologico, ma anche del biodinamico.

A myfruit.it, che lo ha interpellato per sapere della campagna 2021, risponde: “La raccolta quest’anno non è ancora iniziata. Come è avvenuto per altre colture, anche le noci sono in ritardo, almeno di una decina di giorni. Difficile dire quale sia la causa. Sicuramente il clima ha contribuito. A livello di quantitativi le previsioni sono comunque minori rispetto allo scorso anno, anche perché siamo stati danneggiati sia da grandinate, sia dalle gelate tardive primaverili”.

Drei, tra l’altro, che nel suo possedimento produce sia Chandler sia Lara “sono due varietà molto diverse tra loro, e abbiamo scelto di produrle entrambe per incontrare le esigenze dei consumatori”, fa parte di un gruppo di sei produttori, amici tra loro, che hanno importanti progetti nel cassetto.

“Al momento – spiega – tra di noi c’è una solida amicizia. Avendo iniziato a piantare solo pochi anni fa, a livello produttivo siamo solo agli inizi, ma non è escluso che, in futuro, potremmo presentarci con un marchio unico, ad esempio Le Noci di Castelfalcino, un brand che attualmente appartiene a una sola azienda del nostro gruppo. La volontà di fare bene e di sviluppare il nostro patrimonio di 50 ettari di noceto che abbiamo complessivamente non ci manca di certo”.

Ultima questione, i prezzi. “La soddisfazione sulle quotazioni dei propri prodotti è una domanda che non andrebbe mai fatta a un produttore”, scherza Drei. “Tuttavia, posso dire che il biologico spunta secondo me ancora differenze di prezzo troppo basse rispetto al convenzionale, perché è molto più complesso da gestire e le rese sono decisamente più basse”.

Attualmente l’azienda agricola Tre Querce vende i propri prodotti sia al dettaglio, sia attraverso altri canali, che arrivano fino alla grande distribuzione. 

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