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Focus GDO Myfruit

Claudio Mazzini: “Così soddisfiamo le diverse unità di bisogno”

Il reparto ortofrutta di Coop Italia tra crisi climatica, carenza di manodopera e transizione ecologica

I dati diffusi da Istat relativi ai prezzi al consumo di febbraio 2024 evidenziano, rispetto a gennaio, un indice generale di inflazione stabile con lo 0,8% in più su base annua, mentre il carrello della spesa segna una significativa diminuzione con il +3,7% su base tendenziale.
Da questi dati parte l’intervista di myfruit.it a Claudio Mazzini, responsabile freschissimi Coop Italia, per la rubrica Focus Gdo.

“A febbraio si conferma una inflazione a doppia cifra per l’ortofrutta, con una ulteriore contrazione dei consumi. Il contesto economico resta segnato dall’incertezza, anche a causa delle tensioni geopolitiche in corso, oltre che dalla fragilità dei consumi – commenta – Stiamo portandoci dietro gli effetti devastanti del meteo 2023 che ha colpito un po’ tutti i prodotti, dalle pesche ai kiwi, dalle carote alle patate. Vedremo cosa accadrà con le prossime novelle siciliane, se il prezzo sarà più alto continueremo a accumulare inflazione”.

Dopo due anni di forte inflazione che ha avuto rilevanti effetti negativi sul potere d’acquisto, le famiglie hanno cambiato le abitudini, orientandole sempre di più in un’ottica di risparmio e convenienza. “Il cambiamento nelle modalità d’acquisto ormai è consolidato – osserva Mazzini – Si va a fare la spesa con maggiore frequenza (due o tre volte a settimana), gli acquisti sono oculati, si spreca meno e si consuma un po’ meno, con un carrello che, di conseguenza, vale meno”.

Capitolo a sé il biologico. “Il bio è in grande sofferenza. A quelle cifre bisogna iniziare a porsi l’interrogativo. Interrogativo che non riguarda la quota premium che invece cresce, anche se meno di quanto crescano i prodotti low price. Insomma, si sta concretizzando la famosa clessidra, crescono i consumi in alto, crescono in basso e il mezzo si stringe. Fermo restando che quando il prodotto è buono, si vende”.

E, qui, l’esempio delle insalate di IV gamma Fior Fiore è lampante. “Abbiamo creduto da subito al valore del progetto e abbiamo deciso di sposare l’idea di Kilometro Verde annoverandolo nella linea Fior Fiore. Ci hanno convinto la forza innovativa e la capacità di usare la tecnologia in chiave sostenibile, ma soprattutto la bontà e croccantezza del prodotto, la sua distintività – dice Mazzini – Prodotto, packaging più bello, prezzo, gli ingredienti ci sono tutti. Ecco spiegato perché da dicembre a oggi abbiamo raddoppiato le vendite. Ma anche la linea di Verdure cotte sta andando molto bene. A conferma che per il prodotto servizio con grande livello qualitativo lo spazio c’è”.

Soddisfare diverse unità di bisogno

Non solo, poi sono arrivati i prodotti effetto sorpresa di Coop, gli Spesotti. “Sono partiti bene – rivela il responsabile freschissimi – I segnali di gradimento ci sono tutti, soprattutto perché colgono le diverse unità di bisogno e permettono ai consumatori di scegliere in base alla destinazione d’uso e alternare, ad esempio, le cipolle di qualità Coop con le fragole Fior Fiore. Da non trascurare, poi, il fatto che non cannibalizzano la quota del prodotto a marchio Coop”.

Nell’offerta Spesotti ci sono già arance, limoni, mele Golden, patate, carote e cipolle; sono in arrivo zucchine e arance bionde e si sta già lavorando alla campagna primaverile/estiva. “Per quanto riguarda la frutta secca e i legumi siamo usciti con segmentazione coerente con il resto del supermercato quasi un anno fa e gli Spesotti hanno preso la quota che ci aspettavamo”.

Supermercati essenziali, sfida aperta

In questa analisi non può mancare una battuta sui discount o, meglio, sui supermercati essenziali, come li definisce Mazzini. “Lavoriamo su spazi mediamente più grandi – spiega il manager di Coop Italia – dobbiamo usare i loro punti di forza per un numero superiore di unità di bisogno, quindi aumentare l’ampiezza e non la profondità dell’offerta. Dobbiamo cioè presidiare dando più opportunità e sfruttando i maggiori spazi a disposizione. Senza dimenticare che la competizione è cresciuta anche in termini di qualità”.

Tra incognita clima e crisi manodopera

Si termina con l’attualità. “Tutta la vicenda dei trattori denuncia una cosa vera, cioè la sperequazione economica – conclude Claudio Mazzini – Non si può ignorare la transizione ecologica ma non si può nemmeno pensare che debbano pagarla solo produttori e consumatori. Purtroppo, in ortofrutta la filiera è più di costi aggiuntivi che di valore aggiunto e al sistema distributivo non resta che la competizione dei prezzi, il che a pensarci bene è un vantaggio per i consumatori. Ma è evidente che serva altro”.

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