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Soddisfa le esigenze di tutta la filiera? Allora è premium

Secchi (Syngenta Italia): “Siamo il primo anello della catena, puntiamo all’innovazione a 360 gradi”

“Il confronto con gli altri attori della filiera, in particolare con la Gdo, è stato molto costruttivo e ci ha confermato di essere sulla strada giusta”. Commenta così Elena Secchi, marketing operation lead di Syngenta Italia, il webinar Ortofrutta: come si diventa premium price” organizzato da myfruit.it martedì 18 ottobre sul canale Linkedin.

“La nostra attività di ricerca e sviluppo, in qualità di primo anello della filiera, deve mettere insieme le esigenze di tutta la filiera. Da un lato quelle dei produttori, che chiedono risposte concrete in termini di innovazione varietale – argomenta – dall’altro quelle dei consumatori, che chiedono gusto, qualità, attenzione allo spreco e all’impatto ambientale, ma anche visibilità e distintività del prodotto a scaffale”.

Risposte concrete alla filiera

“Lato produzione, consci del momento di grande difficoltà che il settore sta affrontando per via dei cambiamenti climatici, dei prezzi bassi delle commodities, dell’incremento dei costi delle materie prime, della difficoltà di reperimento della manodopera – prosegue – sviluppiamo varietà con migliorate tolleranze agli stress climatici e resistenze alle principali malattie, che garantiscono inoltre rese elevate, migliore gestione delle attività produttive, ottimizzazione delle risorse, ma anche facilità di confezionamento e di trasporto e che abbiano una lunga shelf life“.

“Lato Gdo e consumatore – aggiunge – sviluppiamo varietà capaci di distinguersi nel punto di vendita, di ridurre gli scarti e gli sprechi alimentari. Inoltre siamo concentrati sul  gusto, sulle caratteristiche innovative e distintive dei prodotti, quali l’assenza di semi, i nuovi colori, come nel caso dei pomodori o del cavolfiore e le diverse dimensioni dei frutti, come per esempio abbiamo fatto con le mini-angurie”.

Innovazione a 360 gradi

Un altro aspetto molto importante, per Secchi, è l’innovazione a 360 gradi. Per dimostrarlo ha portato l’esempio de Il Camone, quello vero.

“Si tratta di un pomodoro insalataro, liscio, tondo, croccante, e dal sapore bilanciato tra note dolci e acidule – riferisce – Elegante nell’aspetto, e dalle caratteristiche organolettiche distintive e uniche, viene raccolto esclusivamente a mano. Si tratta di un vero gioiello della tradizione agroalimentare, un’eccellenza del made in Italy. Inoltre rappresenta un progetto di innovazione a tuttotondo, dal seme al consumatore“.

L’innovazione genetica

“I prodotti Syngenta hanno alcuni denominatori comuni, sono buoni, sani, conservabili e facilmente commercializzabili – ribadisce – E il Camone non fa eccezione. Si tratta di un pomodoro che, oltre a piacere al consumatore per il suo gusto, si adatta e resiste a diversi climi e in diversi areali di produzione. Tutte caratteristiche che ne hanno decretato il successo commerciale”.

Quest’ultimo, però, ha generato la presenza sul mercato di varietà simili nell’aspetto, ma con caratteristiche organolettiche e qualitative, per esempio la conservabilità, totalmente differenti.

L’innovazione nel rapporto di filiera

Una situazione che ha creato confusione tra i consumatori e ha rischiato di sminuire e danneggiare il lavoro e il ruolo degli agricoltori che producono nel rispetto di disciplinari ad hoc e che sostengono i costi per garantire sostenibilità e tracciabilità del prodotto – sottolinea – Da qui l’esigenza di rilanciare il prodotto e di valorizzare i produttori”.

Syngenta è dunque partita dall’analisi dello scenario: molti consumatori non hanno una cultura del pomodoro, non conoscono le caratteristiche del Camone e dunque non distinguono quello autentico da varietà simili. Non percependone il valore, il consumatore non è disposto a pagare un premium price. E, di conseguenza, la Gdo mette in assortimento prodotti qualitativamente molto diversificati.

“Abbiamo avviato un progetto strategico e un piano di comunicazione per far conoscere al consumatore il vero Camone, in modo che lo possa identificare in maniera univoca – spiega – Con un articolato sistema di formazione e informazione abbiamo agevolato la Gdo nella valorizzazione del vero Camone, a tutela del consumatore e a vantaggio dell’intera filiera”.

Il primo passo è stato la creazione di un brand fresco e moderno, riconoscibile e distinguibile e capace di raccontare l’essenza del prodotto.

Da novembre introdurremo nuovi packaging di impatto – anticipa Secchi – sia per aumentare la visibilità  a scaffale, sia per veicolare alcune informazioni utili al consumatore, quali l’origine, il metodo di coltivazione, le caratteristiche organolettiche, la modalità di consumo”.

Innovazione nella comunicazione

“In qualità di azienda sementiera e primo anello della filiera abbiamo sentito la responsabilità e il dovere di contribuire a creare informazione e cultura del prodotto ortofrutticolo – dice Secchi – Siamo stati tra le prime aziende sementiere a mettere a punto un progetto di filiera per arrivare a comunicare con il consumatore finale”.

Oltre alla realizzazione di video tutorial e testimonianze dei produttori, è stato migliorato il sito come punto di approdo e contenitore e, soprattutto, è stata implementa un’importante campagna di comunicazione ed educazione rivolta al grande pubblico con l’intervento di Sonia Peronaci e di altri food influencer.

Anche in questo ambito – conclude Elena Secchi – abbiamo importanti novità per la nuova campagna di comunicazione, che vedrà Sonia Peronaci passare da testimonial a madrina”.

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