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Disastro pere, le perdite produttive superano il 70%

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Autore Redazione

A dirlo la Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra. Sul banco degli imputati gelate primaverili, cimice asiatica e maculatura bruna

I cambiamenti climatici, ambientali e agronomici sono stati al centro del workshop “Gelate tardive 2021 sui fruttiferi”, organizzato dalla Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra che si è svolto ieri presso il centro didattico “Alessandro Navarra” del Borgo Le Aie di Gualdo di Voghiera. Il colpo di coda dell’inverno che ha portato neve e gelo su buona parte dell’Italia e in quasi tutta Europa ha causato gravi danni all’agricoltura, e nel caso specifico ha provocato la necrosi letale degli organi fiorali con conseguente grave perdita della produzione frutticola ferrarese.

Disastro pere

Il presidente della Fondazione Nicola Gherardi Ravalli Modoni ha ripercorso i dati delle varietà presenti nell’areale ferrarese che sono stati maggiormente colpiti come l’Abate e la Williams. La perdita produttiva media stimata dagli uffici tecnici di alcune tra le principali strutture di raccolta, stoccaggio e lavorazione delle pere è pari a circa l’80% per le varietà Abate e Kaiser mentre per Williams la perdita si attesterebbe al 70%. Le gelate primaverili, insieme al problema della cimice asiatica e alla maculatura bruna hanno evidenziato l’estrema fragilità delle aziende agricole ferraresi, in quanto caratterizzate da una eccessiva specializzazione a Pero, con l’aggravante di una quasi monocoltura di Abate Fétel. La mancata diversificazione varietale ed interspecifica ha pertanto, messo in ginocchio l’agricoltura ferrarese.

L’importanza della ricerca

Davanti ad una platea composta da politici (tra cui l’assessore all’agricoltura della Regione Emilia Romagna Mammi, il consigliere regionale Bergamini, l’assessore regionale al bilancio Calvano, l’assessore ferrarese Fornasini, vari sindaci del ferrarese e presidenti delle associazioni di categoria) il presidente Gherardi ha ribadito l’importanza della sperimentazione agricola della Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra, un ente morale che trae origine dal lascito testamentario del 1923 dei fratelli Gustavo e Severino. La Fondazione ha creato nel sito di Malborghetto un centro di eccellenza per la ricerca in campo agricolo e settori correlati, al fine di offrire a tutti gli operatori un punto di confronto e di reperimento di informazioni. Infatti, l’ente rappresenta un fiore all’occhiello nella individuazione di nuove tecniche sostenibili 4.0 di difesa chimica, biologica e agronomica contro le fitopatie e ponendo al centro di tutto il lavoro l’adattamento ai cambiamenti climatici delle varietà e delle tecniche colturali. Nell’ambito del pero la Fondazione ha messo a punto percorsi produttivi più efficienti per le varietà storiche e sta indagando inoltre, su nuove cultivar al fine di accrescere l’offerta varietale. La Fondazione ha messo inoltre in atto un progetto che dal 2022 la vedrà occupata nella sperimentazione di nuovi impianti, quali Kiwi e Nocciolo. Tutti i risultati sperimentali ottenuti in campo vengono trasferiti al mondo agricolo attraverso convegni e seminari che la Fondazione organizza periodicamente, così come attraverso i propri canali social. Nell’intenzione di sostenere lo sviluppo e l’economia agricola attraverso il trasferimento del proprio know-how acquisito con la ricerca in campo agli studenti, futuri tecnici agricoli, e al mondo imprenditoriale, la Fondazione non prescinde dall’osservanza della sostenibilità ambientale, proprio perché intende lo sviluppo agricolo come un patrimonio che deve soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri. Secondo Gherardi tuttavia, la ricerca e la sperimentazione non è sufficiente per sopperire ad un periodo storico così difficile per l’agricoltura, servono infatti risorse economiche che diano sostegno alle imprese agricole e anche un ammodernamento al D.Lgs. 102/2004, ossia una revisione più agevolata di quelle misure volte a concedere indennizzi per i danni alle produzioni del settore primario.

Fonte: Fondazione Navarra

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