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Biologico

Se la Germania fa il 25% di bio? Il dibattito e i numeri a Sana 2022

Ancora ottimi i dati nazionali sulla quota di superficie agricola e l’export

“Quando pure la Germania arriverà al 25% di produzione biologica?”. Domanda non retorica di Angelo Frascarelli, presidente di Ismea, al convegno di apertura di Sana 2022 a Bologna. Un incontro che ha visto sul palco – prima dei saluti del presidente della Regione Stefano Bonaccini, del sindaco di Bologna Matteo Lepore e del presidente di BolognaFiere Gianpiero Calzolari – tra i più importanti protagonisti del settore impegnati in un confronto sul futuro del settore nello scenario nazionale ed europeo.

L’export bio cresciuto del 181% in dieci anni, ma la Germania…

Nell’intervento del presidente di Ismea non sono mancati i numeri brillanti: “L’export ha segnato un incremento del 181% negli ultimi 10 anni”. Bene, ma “quando anche la Germania arriverà al 25%di produzione?”. Il riferimento è alla quota minima che tutti gli stati dovranno raggiungere secondo la strategia europea Farm to Fork. Una meta lodevole, ma che fa perdere il vantaggio italiano che oggi segna il 16% contro il 9% di quota europea del biologico rispetto al convenzionale. C’è da riflettere. Inoltre “Il bio aumenta le vendite nei discount, si moltiplicano le promozioni e il private label. Una commodityzzazione del biologico, non più distintivo” conclude  Frascarelli.

Risponde la Gdo: “Democratizziamolo, in caso contrario resta una nicchia”

Carlo Alberto Buttarelli, consigliere delegato Associazione distribuzione moderna, si sente tirato in ballo. E risponde: “La distribuzione ha dato il volto al biologico, il 50% di vendite della marca del distributore non significa commodityzzazione, molte imprese sono cresciute con noi, abbiamo sdoganato i prodotti dalla fascia premium e aperto così l’accesso all’acquisto di una fetta maggiore di consumatori. Bisogna democratizzare il cibo, al contrario si rischia di rimanere confinati in una nicchia“.

Grande produzione ma bassa spesa pro-capite

La domanda sulla Germania al 25% ritorna nel ragionamento di Roberto Zanoni, il presidente di AssoBio: “Nel confronto europeo cambia la spesa pro capite: dai 64 euro in Italia agli oltre 100 della Germania“. I consumi interni non sono esaltanti. “Anche se si è recuperato con le mense che hanno riaperto dopo il lockdown. Nella gran parte dei bar ci sono snack, bevande e altri prodotti biologici, ma non tutto il consumo fuori casa è rilevato. Perdono gli specializzati ma crescono le vendite nei mercati, nei discount, nella vendita diretta. Il private label ben venga, vuol dire che la Gdo ci crede e ci mette la faccia“. Ma non tutto va bene: “Spesso è relegato in spazi non idonei, poi è necessario il credito d’imposta sulla certificazione biologica”.

Paolo De Castro, vicepresidente Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, annuncia alla platea il passaggio al price cap sul gas visto come un utile strumento per ridurre la pressione dei costi aziendali.”E stiamo andando bene, potremo chiudere l’export agroalimentare a 60 miliardi di euro. L’Europa è la prima potenza su export con 200 miliardi. Continuiamo a spingere sul biologico“.

Troppe importazioni, puntare sui prodotti locali bio

Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio, ha sottolineato la necessità di valorizzare il Bio Made in Italy e bilanciare così le importazioni: “Conviene puntare sui distretti bio che favoriscono le filiere corte e il consumo locale. Il valore del cibo legato al territorio si sposa con il marchio del biologico. C’è bisogno di un mercato trasparente ed equo”.

Gli ottimi numeri dell’Osservatorio Sana 2022

L’Italia si conferma leader nel settore biologico per quota di superficie agricola, operatori ed export. Molte – invece – le trasformazioni che riguardano i consumi interni che complessivamente si dimostrano in crescita grazie al traino dei consumi extra-domestici (ristorazione commerciale e collettiva segnano un +53%) a fronte di un segno meno della componente domestica (-0,8%) e un’incidenza dei consumi bio sul totale dei consumi alimentari ancora più bassa rispetto a quanto accade nei principali paesi europei. Sono queste alcune delle evidenze contenute nell’Osservatorio Sana 2022, presentato oggi all’interno dell’evento Rivoluzione Bio 2022 in programma fino al 9 settembre a Bologna Fiere.

Le dimensioni del mercato bio in Italia

Nel 2022 le vendite alimentari bio nel mercato interno (consumi domestici e consumi fuori casa) hanno raggiunto 5 miliardi di euro e rappresentano il 3,5% delle vendite al dettaglio biologiche mondiali. A trainare la crescita del mercato sono i consumi fuori casa che hanno superato il miliardo di euro, segnando una crescita del +53% rispetto al 2021 grazie alla dinamica sia della componente legata alla ristorazione collettiva (+20%) che a quella della ristorazione commerciale (+79%).In controtendenza i consumi domestici che segnano dopo anni una leggera flessione (-0,8% a valore rispetto allo stesso periodo 2021).

Questo l’esito di trend molto differenti legati ai canali: a soffrire è soprattutto la rete di negozi specializzati che segna una battuta di arresto (-8% rispetto allo stesso periodo del 2021); la Distribuzione Moderna di fatto mantiene a valore le dimensioni del 2021 (+0,8% a valore) mentre crescono del 5% gli altri canali (vendita diretta realizzata in mercatini e aziende, gruppi di acquisto solidale, farmacie, parafarmacie ed erboristerie).

La crescita dell’export bio Made in Italy  continua la sua corsa: +16% rispetto allo scorso anno, raggiungendo i 3,4 miliardi di euro di vendite sui mercati internazionali. Dal 2012 ad oggi il mercato interno legato al biologico è cresciuto del 131%, ancor più brillante la crescita dell’export  (+181% rispetto al 2008).

Distribuzione moderna primo canale

La Distribuzione Moderna rimane il primo canale per gli acquisti di biologico degli italiani, pesando per il 57% del totale delle vendite legate ai consumi domestici degli italiani. Nel 2022 le vendite di biologico nel canale si attestano a 2,3 miliardi di euro (+0,4% rispetto al 2021).

Iper e supermercati sono il canale che  veicola la maggior parte delle vendite bio: 1,4 miliardi di euro a luglio 2022, segnando un leggero calo rispetto allo scorso anno (-2,0%). Al secondo posto per dimensioni i discount, con vendite di biologico pari a 272 milioni, in crescita del +14% rispetto all’anno precedente. Come nel 2021 anche nel 2022 gli specialisti mostrano segno positivo (+5,7% ), pur rimanendo una piccola porzione delle vendite della Distribuzione Moderna. L’eCommerce  continua a crescere, ma con ritmi minori rispetto allo scorso anno (+5%), fa segnare vendite che raggiungono i 78 milioni.

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