Biologico

Mosca della frutta: la difesa (biologica) si fa con un fiore

La tesi di Alessandra Govigli, discussa all’Università di Pisa, analizza le doti antiparassitarie dell’olio estratto da Carlina acaulis

La Carlina bianca (Carlina acaulis L 1753), la pianta erbacea perenne tipica dei prati di alta montagna, potrebbe risolvere molti problemi ai produttori ortofrutticoli. Lo ha dimostrato Alessandra Govigli, neolaureata in Produzioni agroalimentari e gestione degli agrosistemi all’Università di Pisa. Per la sua tesi di laurea ha, infatti, studiato l’impiego dell’olio essenziale estratto da questa pianta dalla caratteristica forma stellata come principio attivo per la lotta biologica alla mosca della frutta (Ceratitis capitata).

“La mosca della frutta è molto dannosa perché, deponendo le uova nel frutto, fa spuntare il comune vermetto nei frutti, ad esempio, nelle mele – ha spiegato la neodottoressa a Elisa Valentini su La Nazione Pistoia – L’obiettivo che il Dipartimento di entomologia sta portando avanti è l’utilizzo di prodotti di derivazione non sintetica, ma che nascono da principi attivi naturali, per contrastare in modo ecosostenibile questi insetti dannosi. In particolare, ha acceso l’interesse dei ricercatori l’impiego degli oli essenziali. Per la mia tesi sperimentale ho utilizzato quelli estratti dalla Carlina, il tipico fiore spontaneo di montagna, e quelli ottenuti da una pianta di origine egiziana. Li ho testati in varie concentrazioni per verificarne l’effetto. Mescolati con sostanze zuccherine e proteiche, attrattive per l’insetto, ne provocano la morte proprio per la tossicità dell’olio essenziale”.

In una seconda fase, Alessandra Govigli ha poi testato l’effetto che questi oli producono sul comportamento degli insetti che li ingeriscono osservandone per ore ogni interazione.

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