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Retail

Conad, servizi oltre le merci (e i numeri)

Non solo prodotti, quote di mercato e format, ma anche un ecosistema disegnato su tempo libero, salute, benessere e assicurazioni

Servizi per il tempo libero, servizi finanziari e per la salute. E ancora: servizi per la mobilità e gli animali.

Conad è un attore sociale, di relazione, non vendiamo solo scatolette”. È questa la Conad del futuro e anche un po’ già quella del presente. Ad affermarlo, durante la consueta conferenza stampa di fine anno a Milano, Francesco Avanzini, direttore generale operativo Conad, e Mauro Lusetti, da maggio presidente di Conad e alla sua prima presenza in questo importante appuntamento di dicembre che fa il punto della situazione e traccia le prospettive di quello che è ormai l’attore leader in Italia nel mondo della grande distribuzione, quanto meno sul fronte delle quote di mercato.

Bene fatturato e patrimonio netto

Non ci interessano le quote di mercato” e ancora: “Non siamo solo interpreti economici, siamo attori sociali”. Sebbene la cifra stilistica dell’incontro sia stata volutamente indirizzata per cercare di portare l’attenzione della stampa verso altri argomenti che non fossero solo quelli prettamente economici e di mercato, ovviamente i consueti numeri di fine anno per fotografare lo stato di salute della prima della classe non potevano essere certo messi in disparte.

E così se la quota di mercato di Conad è del 15% – un dato più di una volta non enfatizzato dai due manager, che non lo considerano fondamentale in uno scenario molto frammentato come quello della Gdo italiana – e il fatturato anche nel 2023 continui a crescere –  20,2 miliardi di euro, +9,1% sul 2022 –, sono stati altri i dati sui quali i due manager hanno soffermato la loro attenzione. A partire dal patrimonio netto aggregato che ha raggiunto i 3,30 miliardi. 

Crescono Mdd e i format concept

Ci sono poi i prodotti a marchio, che hanno raggiunto una quota del 33,5% con un fatturato di 6 miliardi (+12,9% a valore): in futuro sarà fondamentale aumentare la segmentazione e il numero dei prodotti premium, per ora al 25%, senza invece avventurarsi nei primi prezzi per fare concorrenza ai discount.

“Non abbiamo primi prezzi perché c’è già il marchio Conad a interpretare la convenienza, non basta fare 200 prodotti entry level: tanto se uno vuole andare al discount ci va lo stesso”, ha osservato Avanzini.

Le vendite sono cresciute, sia a parità di rete che a rete assoluta un po’ in tutti i formati nei quali Conad è presente sul mercato, tranne che nel segmento iper, che qui prende il nome di Spazio Conad e nell’universo City, vale a dire quello di prossimità, dove comunque vengono mantenute le posizioni.

Bene i superstore (+12%) e molto bene i concept di Conad, quindi i negozi specializzati: Parafarmacia, Ottico e PetStore Conad crescono del 15%. Un tema, quest’ultimo, che non a caso si riallaccia a quello dei servizi, che secondo i due manager, rappresenteranno il futuro per il mondo del retail e per Conad in particolare.

Un mondo di servizi nell’ecosistema Hey Conad

“Il retail moderno, nel mondo occidentale, avrà una quota di servizi più alta e porterà marginalizzazione. Dietro i servizi ci sono le persone e le relazioni”, ha spiegato Avanzini.

Nel concetto stesso di omnicanalità di Conad, fornire servizi all’interno del perimetro sia fisico che digitale del cosiddetto ecosistema chiamato Hey Conad è centrale ora e lo sarà ancora di più in futuro grazie ad accordi che vanno tutti in questa direzione: nel settore dei viaggi e del tempo libero partnership strategica stretta con Welcome Travel Group, nel settore della salute e del benessere accordo con Bianalisi, azienda leader nelle esecuzioni di analisi di laboratorio e indagini diagnostiche alla persona, nel settore finanziario prossimamente verrà annunciato un accordo con un leader mondiale nei servizi assicurativi e anche sul fronte del mondo petcare, che  continua a crescere senza sosta, verrà stipulato una collaborazione un operatore che gestisce cliniche veterinarie.

Tutti servizi, secondo Avanzini, che fidelizzano i clienti Conad, anche perché poi torni nei negozi a comprare i prodotti che hai mangiato in vacanza, le medicine che ti hanno prescritto o il cibo per i tuoi amici a quattro zampe. La normale spesa on-line?Non è la madre di tutte le questioni – ha continuato Avanzini – Vale il 3% ovunque, anche in Uk o Francia, se togli Londra e Parigi”.

“Non ci sono Signor Conad, ma i soci” 

Prima i soci imprenditori, le insegne e la sostenibilità, dopo tutto il resto, compresi i dirigenti.

“Non siamo una holding, ma un consorzio cooperativo con le sue regole. Gli unici che possono fregiarsi di essere chiamati Signor Conad sono i soci, che non sono pro-tempore. Noi dirigenti invece siamo qui sino a quando lo vogliono loro”, ha detto Lusetti all’inizio del suo intervento, cercando di marcare subito una sorta di differenza rispetto al recente passato.

Pur non citando mai il suo predecessore, Francesco Pugliese, se non quasi obtorto collo a domanda esplicita rivoltagli dalla stampa in merito all’indagine ministeriale dello scorso maggio (“Si è chiusa senza rilievi”), il presidente di Conad ha come voluto portare al centro del villaggio i soci e le loro decisioni.

La reputazione per noi fondamentale. Non siamo un’organizzazione semplice, che possa essere gestita con l’idea di un singolo imprenditore o di un gruppo di imprenditori. Noi siamo un po’ più lenti perché siamo una cooperativa, ma poi diventiamo rapidi quando abbiamo condiviso le idee”.

Ora è tempo di abbassare i prezzi

Nel futuro prossimo di Conad, oltre a 2 miliardi di investimenti divisi nel prossimo triennio, ci sono la canalizzazione di nuovi format, maggior efficienza e ricerca delle competenze giuste. “Facciamo fatica a trovare laureati nel digitale e ingegneri gestionali”, ha chiarito Avanzini, che auspica una minor focalizzazione sui prezzi e una maggiore sull’analisi dei dati e dei clienti. “Anche perché in futuro gli acquisti li faremo con l’intelligenza artificiale”.

L’inflazione morde meno e, soprattutto nel paniere dei prodotti Bassi & Fissi, circa 600 a seconda dei periodi, i prezzi cominceranno a scendere a inizio 2024. “Ora i listini non devono più aumentare”, ha concluso Avanzini. Più che un auspicio, un imperativo. I fornitori sono avvisati.

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