Il punto di Fruchthandel

16 ottobre 2026

Ortofrutta, il futuro passa da dati (e consumatori over 50)

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Il futuro dell’ortofrutta non si gioca più soltanto nei campi e nelle serre. A determinare il successo delle imprese concorrono sempre più la conoscenza dei consumatori, l’affidabilità dei dati e la capacità di trasformare nuove esigenze in proposte commerciali. Lo sottolinea Michael Schotten nell’editoriale pubblicato su Fruchthandel n. 21, prendendo spunto dal DOGK 2026 (Deutscher Obst & Gemüse Kongress, il Congresso tedesco della frutta e della verdura) di Düsseldorf.

Il punto, nella lettura di Schotten, non è soltanto adattarsi alle trasformazioni in corso, ma riconoscerle prima che abbiano già modificato abitudini d’acquisto, costi e approvvigionamenti. La differenza è tra costruirsi uno spazio di mercato e ritrovarsi a inseguirlo.

La comunicazione entra nella gestione delle crisi

In una fase segnata da numerose criticità, tenere sotto controllo i costi resta essenziale, ma non è sufficiente. Anche la comunicazione assume un ruolo centrale nella gestione delle difficoltà, tanto per le singole aziende quanto per le filiere nel loro complesso.

Da qui nasce l’esigenza di rafforzare il confronto tra operatori. Schotten collega questa necessità anche alla nuova organizzazione degli spazi del DOGK, pensata per favorire incontri, circolazione delle idee e scambio di esperienze. Una scelta che, secondo quanto riferisce nell’editoriale, ha raccolto riscontri positivi dai partecipanti.

Il confronto diventa tanto più importante quanto più il cambiamento investe contemporaneamente ambiti diversi: produzione, consumi, logistica, qualità, freschezza, sostenibilità e imballaggi.

Tecnologia sì, ma con processi e competenze adeguati

Dalle conferenze e dalle presentazioni del congresso emerge il peso crescente delle innovazioni tecniche. Nei prossimi anni contribuiranno a ridisegnare il settore, senza però rappresentare, da sole, una soluzione ai suoi problemi strutturali.

Il loro valore risiede soprattutto nella possibilità di ricavare decisioni migliori dalle informazioni disponibili e da quelle che saranno raccolte. Perché questo avvenga, sottolinea Schotten, servono condizioni precise: processi aziendali adeguati, competenze e una base dati affidabile.

La sfida non si esaurisce quindi nell’adozione di nuovi strumenti. Riguarda la capacità delle imprese di utilizzarli per comprendere la domanda e gestire il rapporto tra offerta e mercato in un contesto che cambia.

Over 50, un pubblico da rileggere

Tra gli spunti del DOGK, Schotten dedica particolare attenzione agli over 50, un pubblico noto al marketing ma ancora sottovalutato nelle sue effettive potenzialità.

Nell’intervento richiamato dall’editoriale, Ines Imdahl del rheingold salon ha messo in discussione gli stereotipi sui consumatori tra i 50 e i 69 anni. Non una generazione necessariamente distante dalla tecnologia, concentrata sulla sicurezza e fedele ai marchi, ma un insieme di persone con capacità di spesa, propensione al consumo, aspettative elevate e apertura alle novità.

Per l’ortofrutta, il tema va oltre la comunicazione: riguarda quali prodotti proporre, come presentarli e a quali bisogni rispondere. A sostegno della riflessione, Schotten ricorda che in Germania una persona su due ha più di 45 anni e una su cinque più di 66.

Continuare a interpretare questi consumatori attraverso categorie anagrafiche superate significa, nella prospettiva dell’editoriale, rischiare di non vedere opportunità commerciali rilevanti. Conoscere chi acquisterà, che cosa cercherà e secondo quali criteri sceglierà diventa dunque una leva competitiva: non soltanto per affrontare il cambiamento, ma per anticiparlo.


Fonte: Fruchthandel Magazin

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