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In Grecia aumenti di prezzi sino al 230%

E’l’ortofrutta la più colpita dai rincari del dopo-Euro

Grecia: prezzi impazziti dopo l’arrivo dell’euro

Tra il giugno 2002 e lo stesso periodo del 2003 i prezzi degli alimentari nella penisola ellenica sono mediamente aumentati del 9%. La Grecia a buon mercato di qualche anno fa si avvia a diventare rapidamente un ricordo, come probabilmente scopriranno le decine di migliaia di italiani che vi trascorreranno anche quest? anno le vacanze. Infatti, secondo l? agenzia statistica «Ue Eurostat» , gli aumenti dei prezzi in Grecia sono in molti settori sensibilmente sopra la media dell? Unione, e quasi il quadruplo della media europea nel caso degli alimentari. I dati, ripresi dalla stampa ellenica, mostrano che, a fronte di una media di rincari del 2,2% nell? Unione europea, i prezzi di «alimentari e bevande non alcoliche» sono cresciuti in Grecia dell? 8,7% tra il giugno 2002 e il giugno 2003.

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Per rendersi conto della consistenza dei rincari, basti pensare che il secondo Paese nella classifica degli aumenti nel settore alimentare, l? Olanda, mostra una crescita del 4,2%, meno della metà del tasso greco. Ma non ci sono solo gli alimentari a conoscere i forti rialzi: Eurostat mostra che nel settore della sanità, degli alberghi e dei ristoranti (questi ultimi due cardini dell? industria turistica ellenica) gli aumenti sono stati rispettivamente del 4,4% per il settore sanitario (2,5% la media Ue) e del 4,6% per gli altri due casi. Gli aumenti nel settore turistico, oltretutto, sono stati registrati prima dell? alta stagione, che normalmente spinge in alto i prezzi. A questo, ha scritto nella sua edizione inglese il quotidiano « Kathimerinì», si aggiunge il fatto che «la Grecia è, in ogni caso, tristemente famosa per offrire servizi di basso livello a prezzi gonfiati in questo settore», fra l? altro prendendo in molti casi di mira proprio i turisti. Magra consolazione, questi rincari nel settore alberghiero e della ristorazione sono più o meno in linea con quelli di altri Paesi a forte vocazione turistica dell? Europa meridionale, come Italia, Spagna e Portogallo. E anche se calano di più le tariffe telefoniche (-5,8% contro un -0,8% della media Ue), l? inflazione greca resta la più alta dell? Ue insieme a quella irlandese (3,6% quella ellenica e 3,8 quella irlandese secondo i dati armonizzati della Banca centrale europea). I turisti troveranno quindi una serie di prezzi sorprendentemente alti in generi di vasto consumo: un cappuccino al centro di Atene o in un? isola turistica come Mykonos costa in media 3,50 euro al tavolo, e un espresso 2,50, con punte di oltre 4 euro per i cappuccini in alcuni grandi alberghi della capitale. Si tratta, rilevavano qualche settimana i quotidiani greci, del caffè più caro d? Europa con l? eccezione di Londra. Resta ancora basso il costo della benzina (in media 75 centesimi al litro per la verde), anche se in zone turistiche come Creta e il Dodecaneso il prezzo ha toccato negli ultimi giorni gli 82 centesimi, facendo scattare l? allarme al Ministero dello Sviluppo, che minaccia di calmierare i prezzi se non verranno immediatamente bloccati gli aumenti. Al tempo stesso l?acqua potabile in bottiglia costa ormai più della benzina: nelle zone turistiche si pagano 50 centesimi per mezzo litro. Lo stesso ministero aveva ieri annunciato multe contro alcune decine di speculatori nei mercati rionali: in un caso, gli ispettori ministeriali avevano riscontrato su un banco di frutta e verdura aumenti del 230%. La giustificazione è, da mesi, la stessa: colpa del tempo. Aumenti che non faranno certo rinunciare ad un viaggio nelle bellissime isole elleniche molti turisti europei. La differenza, rispetto al passato, è che anche nei «paradisi» si continuerà a brontolare contro euro e rincari.

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