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Il caro-prezzi visto dal Mercato di Roma

Alcuni spunti per interpretare le polemiche di questi giorni

MERCATI GENERALI

«Siamo una piccola borsa, cresce la domanda e salgono i prezzi»

La previsione era giusta. Coldiretti e grossisti dalle colonne del Corriere della Sera all’inizio di agosto avevano lanciato l’allarme: «Appena la domanda crescerà con il rientro dei romani dalle ferie, i prezzi schizzeranno: sarà colpa dell’effetto combinato di maltempo al nord e siccità al sud. Ma anche delle speculazioni dei furbi», avevano detto l’associazione degli agricoltori e i grossisti ortofrutticoli. Oggi, dopo quattro settimane di serrande semi-abbassate e vendite scarsissime, ai mercati generali sono tornati i negozianti al dettaglio per comprare frutta e verdura da rivendere ai cittadini tornati dalle ferie. «Ancora i volumi di scambio rispetto alle medie annuali sono inferiori del 40-45%», dicono gli addetti ai lavori. Ma l’aumento della domanda rispetto ai giorni scorsi è stato sensibile. E i prezzi sono volati. «É inutile meravigliarsi – spiega un grossista della Confcommercio – I fornitori che arrivano dal sud fanno il prezzo seguendo la legge della domanda e dell’offerta. Funzioniamo come una piccola Borsa. E quando la gente compra di più, i prezzi salgono. É normale. Ma non siamo noi che speculiamo».
I fornitori e gli intermediari respingono però ogni accusa: «I prezzi li fa il mercato, non li facciamo noi», dice un venditore che piazza a Roma i prodotti acquistati in Sicilia, nel mercato di Vittoria. Insomma, il solito scaricabarile. Ma i prezzi intanto volano. «E questo è solo l’inizio», profetizza un addetto dei mercati generali.
L’alibi dell’effetto combinato della siccità al sud e del maltempo al nord comunque non regge, per spiegare i rincari. «Siamo di fronte a speculazioni – taglia corto la Coldiretti – La lattuga romana aumenta del 15-20% in un mese (da 0,58 a 0,67 euro al chilo, ndr) , ma nel Lazio non ci sono stati eventi climatici tali da giustificare questi aumenti». E lo stesso discorso vale per peperoni gialli, passati da 0,77 a 0,93 euro (»20,7%), o per le zucchine romanesche, volate da 1,5 a 2 euro al chilo (»33%). Per quanto riguarda la frutta, in calo i prezzi di cocomeri (da 0,15 a 0,10 euro al chilo, -33%) e meloni (da 0,6 a 0,5 euro, -16,6%), ma aumentano banane (»9,4% da 0,85 a 0,93 euro) e l’uva Vittoria (»23,3% da 0,77 a 0,95 euro).
«Nei prossimi giorni il volume delle vendite salirà ancora – spiegano i grossisti – Se chi ci porta le cassette con frutta e verdura alza i prezzi, anche noi dovremo adeguarci». Insomma, la nuova escalation è iniziata. E il maltempo forse è solo un pretesto per ritoccare i cartellini dei prezzi.

Paolo Foschi

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