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Ingrosso

Dai mercati: zucchine ancora sopra i 2 euro, in calo i pomodori

Le quotazioni all’ingrosso di ortaggi, carciofi, arance, clementine, fragole, e il listino della frutta secca

Scendono un po’ i prezzi degli ortaggi, ma per diversi articoli restano sostenuti. L’indicatore principale sono le zucchine che con il calibro medio scendono dai 2,50 euro della settimana scorsa, ma sono sempre sopra i 2 euro il kg. Con il paradosso che lo zuccone italiano, destinato all’estero, costa quanto le zucchine medie di importazione spagnola: il primo quota 1,90, le seconde 1,80 euro.

In calo anche i pomodori, il grappolo sotto i 2 euro e il datterino sotto i 3, ma si vende poco e c’è la concorrenza estera. I carciofi vanno da 40 a massimo 75 cent il capolino a seconda della varietà. Ampia forbice per le clementine, da 0,50 fino ai 3 euro per il prodotto extra Israeliano, e tengono il prezzo le arance Tarocco con i calibri più grandi sui 2 euro il kg.

Zucchine fino a 3 euro con i calibri piccoli

“La settimana scorsa le zucchine siciliane toccavano i 2,50 euro con il calibro medio (14721) ora sono scese intorno 2,30 euro il kg. Si può comprare a meno con prodotti da Spagna e Marocco dove siamo sotto i 2 euro ma non è la stessa qualità. Il calibro piccolo in media quota 2,50, ma può salire anche ai 3 euro il kg con prodotto soprattutto da Fondi. Infine lo zuccone, calibro 21 +, lavorato in cartoni da 5 kg e destinato all’estero si vende a 1,90 euro il kg”. Parole di Andrea Bonizzi, agronomo e responsabile qualità e listino prezzi del mercato ortofrutticolo di Verona.

In calo melanzane e lattughe

Sempre sui banchi degli ortaggi: “Le melanzane siciliane si vendono 1,50 euro il kg, sono scese di circa 30 cent rispetto alla settimana scorsa. I finocchi sono in piena produzione e ci sono diverse offerte. Quotano 1/1,20 euro il kg, al massimo raggiungono 1,50 euro con il top di prodotto”.

Anche le lattughe registrano un ribasso secondo i dati di Bonizzi: “La Gentile locale è nel pieno della produzione, il prezzo è sceso rispetto a due settimane fa e ora si attesta intorno a 1 euro il kg. L’insalata Cappuccio di origine meridionale quota 1,30 euro il kg per la padella da sei pezzi.

Cetrioli stabili, prodotto anche dall’Albania

Tengono le quotazioni i cetrioli: “I prezzi sono rimasti stabili nelle ultime due settimane, con i siciliani doppio strato a 1,80 euro il kg mentre il monostrato quota intorno ai 2 euro. C’è pure prodotto da Albania, a più strati a 1,50 euro il chilo”.

Carciofi da 40 a 75  cent il capolino

Al mercato di Verona ci sono tutte le varietà. “Il Romanesco pugliese da 10 pezzi quota 0,65 euro a unità, con lavorazioni speciali a mazzo può arrivare a 1,20 euro. Il Violetto da 20 pezzi quota 0,40 come il Tema 16 pezzi si attesta a 0,40. Infine la quotazione più alta per l’ Apollo che arriva a 0,75 euro per il dieci pezzi”.

Le quotazioni dei radicchi

Sempre al mercato di Verona non può mancare un quadro completo di un prodotto tipico regionale e di stagione: il radicchio. Queste le quotazioni: “Il rosso tondo 1,50 euro il kg, rosso lungo 1,80 euro, semi lungo da 1,80 a 2,20 euro, il variegato 2,20. Infine il tardivo di Treviso da 3,80 a 4 euro il chilo. A Verona c’è anche il rosa, in piccole quantità, che quota 3,20/3,50 euro il chilo”.

In calo i pomodori, il datterino a soli 2 euro

Bonizzi presenta le dinamiche dei pomodori. “I prezzi sono un po’ scesi. Il grappolo siciliano 1,50/1,70 euro il kg, calibro piccolo e poca richiesta. Il Ciliegino venduto in confezioni da 3 kg quota intorno a 2,20 mentre il datterino il 2,30/2,40 euro“. Quando spesso la quotazione è ben sopra i 3 euro il chilo. C’è anche del grappolo dal Marocco a 0,90 euro il chilo.

Clementine: da 0,50 a 3 euro

Tante clementine con buona disponibilità. “Si parte con il calibro 5 sfuso a 0,50 il kg, segue il 4 a 0,65 mentre il 2 in doppio strato arriva a 1,10 euro il kg e tocca con il calibro 1 extra 1,20/1,50 euro il kg”. Questo è il dato per il prodotto italiano. “La varietà Orri da Israele quota 1,80/2,50 euro, anche 3 euro per il calibro 1 X. La varietà Tango si attesta intorno ai 2 euro per i calibri 1 e 2”. Dalla Sicilia il kumquat quota intorno ai 2,50 euro il chilo.

Arance: vendita stabile, fino a 2 euro i calibri grossi

E’ tempo di arance, le vendite? “Stabili, nella norma con prezzi medio alti. Il Tarocco calibro 9 quota intorno a 1 euro mentre il calibro 4 arriva a 2 euro. C’è anche prodotto estero”.

Fragole da Campania, Sicilia e Basilicata

Ampia l’offerta di fragole anche se le vendite non sono altissime. “Con le quotazioni si parte dalla Campania (da 4 a 5 euro il kg) poi Sicilia (da 5 a 6 euro il kg) e infine il prodotto della Basilicata con un prezzo medio dai 7 agli 8 euro il kg mentre Candonga e il prodotto extra arriva a 8/10 euro. Una padella tocca i 20 euro, ma si procede con calma nella vendita”.

Infine a Verona sono stabili le mele, sempre sostenute per i noti motivi produttivi le pere Abate. “Arrivano anche le Abate spagnole e siamo sui 3 euro per il calibro 70/75, la Decana Comizio dall’Olanda con i 16 pezzi quota 2 euro il kg. Quotazioni buone per la Santa Lucia che a Verona vede un buon areale di produzione”.

Cipolle sopra l’euro, patate anche da Francia, Germania e Olanda

Sempre sostenuto il prezzo delle cipolle. Le tonde bianche raggiungono anche 1,50 euro il kg. Ecco alcune quotazioni dai mercati: Milano (1,50), Verona (1,30), Firenze (1,40), Bologna (1,35), Bergamo (1,10). le dorate (60/80): Milano (1,20), Firenze (1), Bologna (1,20), Torino 0,95). Infine le rosse: Verona (1,20), Milano (1,30), Firenze (1,35), Bologna (1,20).

Le patate gialle vedono la compresenza di diverse origini: Francia (0,50), Germania (0,45/0,90), Olanda (0,70/1,20). Vediamo le quotazioni del prodotto italiano: Milano (0.95), Firenze (1,10), Bologna (0,70),

Il kiwi giallo anche a 8 euro, origine greca per il verde

Il kiwi giallo è stabilmente intorno ai 5 euro in tutti i mercati. Se a Cesena si ferma a 4 euro, a Bologna lo Zespri oscilla fra i 6 e gli 8 euro il kg. Sui 5 euro a Firenze, Milano, Verona, Torino. Il verde vede la presenza di prodotto di origine greca. Al mercato di Bologna il 120/130 grammi quota 2 euro il kg, per salire a 2,30 a Milano. Nel mercato del capoluogo lombardo l’italiano quota fino a 2,50 euro il kg e lo Zespri arriva ai 4 euro il kg.

Il listino della frutta secca: lente le nocciole, risveglio delle noci

Dopo il top di vendite del mese scorso finite le festività è tempo di calma per la frutta secca nei mercati all’ingrosso. Marco Zaniboni, operatore dell’azienda Laffi Giorgio,  scatta la fotografia per myfrui.it dal mercato di Bologna. “Gennaio è la normalità, si viene dal top delle vendite natalizie. In questo mese si consumano le rimanenze e gli acquisti sono meno intensi”.

Le tendenze del momento? “Registriamo una certa lentezza nella vendita delle nocciole, stanno correndo poco. C’è invece un timido risveglio delle noci con il prodotto francese e americano che registra una forbice di prezzo dai 3,50 ai 4 euro il chilo. I prezzi non sono alti e fanno aumentare le vendite”. Il prodotto nazionale? “Abbiamo la varietà Lara, quotazioni più alte ma c’è anche poco prodotto. I prezzi vanno dai 6,50 ai 7,50 euro il kg per calibri grossi. Quelli che la gente cerca, vanno poco le noci più piccole”.

Bene pistacchi e mandorle della California

Un altro prodotto che viene richiesto? “Continua discretamente la vendita di pistacchi con quotazioni di 13/13,50 euro il kg. C’è soprattutto origine californiana, meno iraniana che io non tratto. La Grecia fondamentalmente non è mai arrivata per i costi alti e gli eventi meteo che hanno inciso negativamente sulla produzione. Qualche importatore propone il pistacchio spagnolo che costa come quello americano“.

Capitolo mandorle: “Si vendono, ormai da tempo, quelle sgusciate dove si è spostato il mercato. Il prodotto è di origine californiana e si attesta intorno ai 7/7,50 euro il kg, poi ci sono anche tante origini da Italia alla Spagna. Un mercato molto vario”.

Vanno forte gli anacardi

Come abbiamo visto anche per altri operatori del settore si registra un trend in crescita costante per gli anacardi: “Si vendono sempre un po’ di più, stanno entrando nelle abitudini di consumo. Una bella nicchia di mercato con prodotto sia crudo che tostato. Io tratto soprattutto prodotto del Vietnam, non va tanto quello sudamericano come l’origine del Guatemala con un gusto troppo intenso”.

Disidratata in ritardo, bene i legumi secchi

Per quanto riguarda la frutta disidratata ci si scontra con i problemi geopolitici internazionali: “In particolare le tensioni sul Mar Rosso costringono alla circumnavigazione dell’Africa e si allungano i tempi di consegna. Ora sta arrivando la merce di dicembre, tutto spostato di un mese per il prodotto che arriva dalla Thailandia”.

Marco Zaniboni

Passiamo ai legumi secchi. “Si continuano a vendere benino – sottolinea Zaniboni – meno farro, grano saraceno e quinoa che hanno un mercato più estivo visto che si usano soprattutto nelle insalate fredde. Ora è tempo di fagioli borlotti, cannellini, zuppe miste. Alimenti ben presenti nella dieta, spesso come sostitutivi della carne. Si vendono bene anche fave e ceci“.

Non vanno più i fichi secchi, resistono i datteri e le prugne

Al contrario “vanno sempre meno i fichi secchi, in diminuzione pure i datteri da circa 4/5 anni ma quest’ultimi reggono meglio grazie al mercato degli stranieri che li consumano e ai tanti negozi gestiti da commercianti extracomunitari. Tendenza sempre positiva per le prugne secche, consumate in particolare dagli anziani anche se si è registrato un calo a causa dell’aumento del prezzo negli ultimi due anni“.

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