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26 gennaio 2026

Uragano Harry, perdite importanti nel settore agrumicolo

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Al suo passaggio in Sicilia, l’Uragano Harry ha lasciato una lunga scia di danni che non hanno risparmiato infrastrutture, strutture e coltivazioni. La Regione stima perdite per quasi un miliardo e mezzo di euro, concentrati soprattutto sulla costa orientale, ma non solo. I dati tuttavia sono ancora provvisori e, soprattutto per il settore agricolo, bisognerà analizzare con calma lo stato degli impianti produttivi per capire cosa è realmente accaduto e, soprattutto, cosa è rimasto. 

Tra le colture che più hanno sofferto ci sono le arance, frutto simbolo proprio della zona più colpita e in piena fase di maturazione in queste settimane. Nell'areale infatti molti frutti sono caduti a terra sotto i colpi della pioggia torrenziale e del forte vento. A questo, si aggiungono i danni a quelli rimasti sulle piante: avendo sbattuto con forza sui rami, alcuni presentano ora una buccia danneggiata che li rende invendibili o a rischio di ulteriori deterioramenti. I terreni inoltre sono ancora allagati. Sulla Sicilia non ha infatti ancora smesso di piovere, anche se le precipitazioni non hanno più l’intensità della scorsa settimana.

Nel Siracusano

"Sulle zone costiere, i forti venti hanno determinato, sull'arancio maturo, una caduta ingente di prodotto. Ciò è legato anche a una evoluzione della maturazione molto rapida del prodotto, conseguenza del maltempo costante degli ultimi mesi - ha spiegato a myfruit.it Chiara Lo Bianco, ceo di BioSikelia, nel Siracusano. 

L'uragano dunque è andato a appesantire situazioni già sotto pressione. "Nel periodo natalizio avevamo avuto difficoltà a raccogliere a causa delle continue piogge. Adesso che si poteva andare in campo, è arrivato l'uragano. Laddove il frutto non è caduto, ma è maturo c'è un problema di evoluzione del prodotto. Man mano che si entrerà in campagna, si vedrà cosa si riesce a raccogliere e la qualità del prodotto. La percentuale di scarto sicuramente aumenterà. Difficile fare previsioni". Meno dura la situazione per i limoni che, al momento, hanno meno frutti sulla pianta visto che i precoci sono già stati raccolti. 

Nel Catanese

"Una ricognizione precisa richiederà qualche tempo - spiega a myfruit.it Salvo Laudani, responsabile marketing di Oranfrizer Unifrutti - Al momento, dai primi riscontri, pensiamo che il danno possa avere un'incidenza di circa il 30%. Non è come quello che si riscontra sulla costa, ma comunque c'è. Alcune conseguenze non sono subito visibili. Bisognerà capire se più avanti si manifesteranno. Serve pertanto un'analisi più accurata".

La situazione appare disomogenea, con zone più colpite di altre.  Dalla provincia di Catania arriva anche il bilancio di Aurelio Pannitteri, presidente di Op Rosaria e titolare, insieme al fratello Salvatore, della Pannitteri &C, realtà attiva nel panorama agrumicolo siciliano: “Le perdite di produzione potrebbero raggiungere tra il 50 e il 100% del raccolto”, spiega.

Pannitteri riporta l’attenzione su quanto questo possa significare per i produttori, alle prese con situazioni pregresse non facili: “Si parla di mare, turismo e ristoranti, ma anche l’agricoltura è in ginocchio”, sottolinea. Le ripercussioni, soprattutto per i piccoli produttori con una forza economica limitata, possono diventare pesanti. C'è chi teme una stagione 2025-2026 compromessa.

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