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06 ottobre 2026

Pink Lady, il gusto guida la scelta delle mele

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La salute convince ad acquistare mele, ma il gusto orienta la scelta di una varietà o marca. È uno dei risultati dello studio Usi & Attitudini 2026, presentato da Pink Lady Europe nel giorno di apertura di Fruit Attraction, a Madrid. 

L’indagine è stata condotta nel marzo 2026 su 4mila responsabili degli acquisti alimentari della famiglia, equamente divisi fra Italia e Spagna. I risultati presentati riguardano il campione italiano di 2mila intervistati.

Dalla salute al piacere

Il 47% degli intervistati indica la mela come il frutto che consuma più spesso. Il 59% cita la salute fra le principali motivazioni d’acquisto, mentre solo il 48% associa fortemente il consumo di una mela fresca al puro piacere.

Il passaggio dalla categoria alla scelta di una varietà o marca cambia però le priorità: il 56% privilegia il gusto. Fra i consumatori Pink Lady, il 65% dichiara di scegliere il brand proprio per questa caratteristica.


La lettura proposta dallo studio è quindi netta: la salute sostiene l’interesse per le mele, ma l’esperienza sensoriale contribuisce a costruire la preferenza. Per la filiera, significa affiancare al richiamo al benessere una valorizzazione più concreta di gusto, croccantezza e succosità.

Nuove occasioni, più frequenza

La leadership dichiarata della mela non si estende a ogni momento di consumo. Nella merenda dei bambini, per esempio, la banana precede la mela: 45% contro 31%.


È un dato che sposta l’attenzione dalla sola competizione fra varietà al confronto con altri frutti e snack. La crescita, secondo Pink Lady, può passare anche da una maggiore frequenza fra chi già acquista mele, attraverso nuove occasioni: dalla pausa lavoro al consumo fuori casa. Non si tratta dunque soltanto di conquistare nuovi consumatori, ma di rendere il prodotto più pertinente nelle abitudini quotidiane.

La scelta si costruisce a scaffale

Anche la distribuzione ha un ruolo: il 26% degli acquirenti italiani dichiara che l’insegna influenza le proprie future decisioni d’acquisto. Il reparto ortofrutta può quindi contribuire alla scoperta e alla differenziazione, anziché limitarsi a ospitare l’offerta.

Esposizioni curate, informazioni chiare sulle caratteristiche del prodotto e degustazioni sono le leve indicate dal documento per rafforzare questa funzione. La sintesi disponibile non ne misura l’efficacia, ma le propone come strumenti per trasformare un acquisto abituale in una scelta motivata.


È qui che emerge lo spunto più interessante della ricerca: alle mele non manca la riconoscibilità, ma possono mancare ragioni sufficientemente distintive per sceglierle. Per produttori, brand e Gdo, la sfida è rendere visibile quella differenza, senza affidarsi soltanto alla familiarità del prodotto.

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