Si chiude un anno non certo facile per la mandorla d’Avola. Il prodotto premium siciliano, che nasce in provincia di Siracusa, ha dovuto far fronte a una raccolta dai risultati piuttosto deludenti. L’andamento climatico sfavorevole ha inciso sui numeri, portando a una produzione talmente scarsa che molti produttori, ben il 60-65% circa, hanno preferito non procedere con la raccolta.
Produzione scarsa e prezzi raddoppiati
“La quantità di frutto per albero in molti casi era davvero irrisoria. In alcuni casi si trattava di otto o dieci frutti. I costi erano ben superiori agli eventuali ricavi”, spiega a myfruit.it Paolo Santoro, membro del Cda del Consorzio di tutela e responsabile commerciale di MandorlAvola Tossani, azienda nata nel 2001 e specializzata nella lavorazione di questa eccellenza siciliana.
La prima conseguenza della situazione generatasi in campo è stato un drastico aumento dei prezzi, arrivati anche al doppio rispetto a quelli del 2024. Allo stato attuale, per il prodotto sgusciato si va da un minimo di 20 a un massimo di 30-32 euro al chilo a seconda della pezzatura. Per le mandorle in guscio i prezzi si aggirano intorno ai 4/4,50 euro al chilogrammo.
Dall'industria del confetto al consumatore finale
Prezzi troppo alti per l’industria del confetto, primo mercato di riferimento per la pregiata mandorla siciliana. “Diverse aziende non la mettono in listino e questo ci preoccupa tanto per il futuro”, aggiunge Santoro. La mandorla di Avola non si adatta bene alla produzione di torroni, panettoni o biscotti e, sempre più spesso, le aziende operanti nel comparto della confetteria optano per prodotti con altre provenienze e prezzi inferiori. Ma è la mandorla d'Avola si presta invece bene a un consumo diretto, anche come snack di uso quotidiano.
Un cambio di prospettiva è già in atto per garantire un reddito ai produttori e presentare al mercato un prodotto di qualità, tutto italiano. “Stiamo lavorando a una maggiore valorizzazione verso il consumatore, mettendo in evidenza le eccellenti proprietà nutrizionali di questo prodotto unico al mondo”, spiega Santoro.
In un momento di mercato difficile, con poco prodotto e una forte concorrenza, la via da seguire può essere proprio quella di dialogare con chi è più attento al proprio benessere e può pertanto apprezzarne le caratteristiche: “La presenza del nostro prodotto nella dieta quotidiana sta crescendo. Questo rinnovato interesse è frutto di una maggiore attenzione per il cibo sano. La mandorla d’Avola è ricca di potassio e vitamine. E, soprattutto, non contiene aflatossine, un fungo considerato altamente cancerogeno che invece è presente sulla frutta secca proveniente dai Paesi esteri”.
Spazio alla promozione
Il lavoro del Consorzio sì basa proprio sulla promozione di questi elementi. “Il consumatore deve sapere che cosa mangia e i rischi che corre - aggiunge Santoro - In collaborazione con il Ministero, stiamo studiando degli spot pubblicitari per la valorizzazione del prodotto”. In programma anche la partecipazione a delle fiere sia di carattere nazionale che internazionale. “Siamo stati a New York. Nel 2026, saremo al Sigep e forse anche altrove”.
E’ possibile trovare la mandorla d’Avola nei negozi specializzati o negli e-commerce degli stessi produttori, come nel caso della MandorlAvola Tossani. “Le vendite on-line hanno dato ottimi riscontri. La nostra azienda commercializza i propri prodotti in confezioni sottovuoto da un chilo. In vista del Natale, abbiamo lanciato una promozione per l’acquisto di quantitativi superiori a cinque chilogrammi. e la risposta da parte dei consumatori è stata ottima”.