L’inizio del 2026 è segnato da un’ondata di maltempo di intensità eccezionale che ha colpito gran parte dell’Europa centro-settentrionale. Neve abbondante, gelo persistente e forti venti hanno interessato simultaneamente Francia, Paesi Bassi, Belgio e Regno Unito e anche Italia, creando un quadro di forte criticità per il sistema dei trasporti e della logistica.
Un contesto che ha effetti diretti e indiretti sulla circolazione delle merci e sulla tenuta delle catene di approvvigionamento, comprese quelle agroalimentari e ortofrutticole, particolarmente sensibili ai ritardi e alla discontinuità dei flussi.
Porti congestionati e cargo rallentato
Se sul fronte passeggeri si contano migliaia di voli cancellati nei principali hub europei, l’impatto più strutturale riguarda il trasporto merci. Nei grandi porti del Nord Europa - Rotterdam, Amburgo e Anversa - il maltempo ha rallentato le operazioni portuali e intermodali.
Come segnalato da comunicazioni operative dei principali operatori marittimi, le basse temperature e il ghiaccio nei piazzali hanno ridotto la produttività dei terminal, con tempi di attesa più lunghi per navi e camion e difficoltà nel rispettare le finestre di carico e scarico.
Questi rallentamenti si traducono in un accumulo di container in attesa di movimentazione e in una minore prevedibilità delle consegne su gomma, un fattore critico soprattutto per le merci deperibili.
Anche il cargo aereo risente del blocco degli hub. La cancellazione massiccia di voli negli aeroporti di Amsterdam Schiphol, Parigi Charles de Gaulle e Bruxelles - come riportato da Ansa e dalle autorità aeroportuali - ha ridotto la capacità complessiva di transito merci.
Molte spedizioni viaggiano infatti sugli stessi aeromobili e utilizzano le medesime infrastrutture dei voli di linea, amplificando l’effetto dei disagi meteo sull’intero sistema logistico europeo.
Non va meglio al trasporto su gomma, per il quale si registrano viabilità difficile e tempi di consegna incerti. In altre parole, il trasporto stradale è uno dei settori più esposti agli effetti immediati del maltempo.
In Francia, neve e ghiaccio hanno causato forti rallentamenti soprattutto nell’Île-de-France, con ripercussioni anche sulla distribuzione delle merci. Come indicano le autorità locali, oltre ai problemi sulla rete ferroviaria e sul trasporto pubblico, si registrano difficoltà nella raccolta dei rifiuti e nella distribuzione della posta, segnali indiretti di una logistica urbana sotto stress.
In Belgio, l’Istituto meteorologico reale ha segnalato condizioni stradali insidiose per la formazione di ghiaccio, in particolare nelle province dell’Hainaut e di Liegi, con accumuli di neve fino a dieci centimetri. Situazione analoga nei Paesi Bassi, dove l’istituto meteorologico Knmi mantiene un’allerta arancione per ghiaccio e scarsa visibilità, fattori che rallentano anche il trasporto merci su gomma.
Trasporto ferroviario, infrastrutture fragili al gelo
Il freddo intenso ha evidenziato le fragilità del trasporto ferroviario europeo. Nei Paesi Bassi, come comunicato dalle Nederlandse Spoorwegen, il gelo ha provocato un aumento delle avarie agli scambi, costringendo la compagnia a operare con un orario invernale ridotto e a sospendere completamente alcune tratte, incluse aree strategiche come Rotterdam e Breda.
Anche la linea ad alta velocità verso il Belgio risulta fuori servizio.
In Francia, secondo quanto riferito dal consorzio Île-de-France Mobilités, la circolazione dei bus sta riprendendo gradualmente, mentre permangono disagi su diverse linee ferroviarie suburbane e regionali, con effetti anche sulla logistica delle aree metropolitane.
Italia: a rischio le colture ortofrutticole
Mentre il Nord Europa affronta i disagi logistici, in Italia tocca fare i conti non solo con i rallentamenti, ma anche con gli effetti del maltempo sulle produzioni agricole.
Per esempio Il Gazzettino racconta di gelate intense registrate nei primi giorni di gennaio che hanno portato le temperature a 20 gradi sotto zero in alcune località del nord. Un evento che gli esperti hanno definito d’altri tempi. Come del resto è accaduto in Pianura Padana e nelle aree interne del centro-nord, dove sono state segnalate gelate estese, con rischi concreti per ortaggi in campo e colture non protette.
Anche al sud la situazione appare delicata. In Calabria, in particolare nella Sibaritide, una gelata improvvisa ha danneggiato agrumi e ortaggi, rendendo parte della produzione non commerciabile e compromettendo anche le piante, con possibili effetti sulle campagne future, come riportato dalla stampa locale.
Anche In Puglia, evidenzia Coldiretti, la combinazione di nubifragi e gelo ha colpito colture in fiore esposte a sbalzi termici pericolosi per la qualità e la quantità dei raccolti. Coldiretti ha colto l'occasione per quantificare i danni da maltempo, riferendo che gli eventi climatici estremi rappresentano ormai una minaccia strutturale per l’agricoltura italiana: negli ultimi dieci anni, tra gelo, grandinate, alluvioni e siccità, i danni complessivi superano i 14 miliardi, con il comparto ortofrutticolo tra i più vulnerabili per l’elevata sensibilità alle variazioni termiche.
Segnali di miglioramento, ma attenzione alta
Sul piano meteorologico, la situazione mostra segnali di miglioramento, ma gli esperti invitano alla cautela. A Parigi e nel nord della Francia, nella mattinata di oggi si sono registrate nuove abbondanti nevicate registrate e restano in allerta per neve e ghiaccio 12 dipartimenti francesi tra cui Marna, Aisne e Ardenne.
L'Italia, secondo i principali servizi meteorologici, resta sotto l’influenza di correnti fredde e instabili nei prossimi giorni. Un vortice freddo continuerà a portare pioggia, neve anche a bassa quota e temperature sotto la media stagionale, con condizioni invernali diffuse da Nord a Sud almeno fino a martedì-mercoledì.
Le regioni settentrionali e parte del Centro saranno interessate da una graduale discesa di aria molto fredda, mentre al Sud permangono afflussi di aria leggermente più mite, ma con fenomeni di pioggia e neve sulle aree interne.