Coda all’ingresso, metropolitana intasata, così come le strade da percorre per arrivare. I dati ufficiali arriveranno, ma l’impressione, fin dalle prime ore di apertura della 18esima edizione di Fruit Attraction è quella di una fiera che si continua a dimostrare in ottima forma.
Ovviamente saranno gli incontri, soprattutto con i buyer, da parte della filiera ortofrutticola, a partire da quella italiana presente a Madrid con 322 aziende, seconda solo alla Spagna padrona di casa, a decretare realmente il valore di una fiera che, anno dopo anno, sembra rosicchiare sempre più interesse e attenzione a tutte le altre, a partire dal leader incontrastato, ovvero Fruit Logistica di Berlino.

Paolo Bruni (Cso Italy): “Dimensione sempre più internazionale”
“Fruit Attraction ha assunto una dimensione internazionale sempre più rilevante e si colloca in un momento dell’anno particolarmente favorevole, alle porte della stagione autunno-invernale. Il primo giorno non ha deluso le aspettative in termini di affluenza e qualità dei visitatori” ha dichiarato Paolo Bruni, presidente di Cso Italy, presente con una nutrita collettiva nel padiglione 8 della fiera.
“Non vediamo questo appuntamento in antitesi con Macfrut, che resta strategico per il sistema ortofrutticolo italiano: i due eventi possono esprimere una forte complementarità”.

Marco Salvi (Fruitimprese): “Una fiera che ha messo d’accordo politica e imprese”
“Ritengo veramente che si stia meritando il titolo di fiera dell’ortofrutta mondiale” dice a myfruit.it Marco Salvi, presidente di Fruitimprese, l'Associazione nazionale imprese ortofrutticole che rappresenta le principali realtà italiane di importazione ed esportazione di prodotti ortofrutticoli, e presente nello spazio Ice nel padiglione 4.
“È una fiera che è riuscita a mettere d'accordo politica e imprese, perché ricordiamoci che questa è stata la chiave del successo di questa fiera. Una volta c’erano tante fiere locali in Spagna, tutte nelle zone di produzione, che venivano poco frequentate. Ora i risultati di questo accordo si vedono”.
Secondo Salvi è difficile fare un confronto con Fruit Logistica di Berlino. “Sono diverse. Questa è la fiera della produzione, qui vieni in un periodo dell’anno ideale per fare programmazione su tante filiere che partono adesso: ad esempio agrumi, mele, kiwi, le pere. Berlino è invece la fiera del mercato tedesco, il principale a livello europeo, che ha saputo intercettare un vuoto, in tempi non sospetti. È chiaro che adesso c’è un'alternativa che sta portando via spazio; dovranno essere bravi anche loro a misurarsi con un ruolo che probabilmente sta cambiando”.

Emilio Ferrara (Consorzio Edamus): “Crescono i visitatori internazionali”
“La prima impressione è certamente positiva, c’è una buona partecipazione non soltanto nella parte che riguarda gli espositori italiani e spagnoli, ma anche nell'affluenza degli operatori professionali in generale in tutta la fiera” spiega a myfruit.it anche Emilio Ferrara, presidente del Consorzio Edamus, l’ente promotore e ideatore del format di internazionalizzazione Italian Fruit Village, anch’esso presente nello spazio organizzato dall’Ice.
“Abbiamo avuto molte visite da parte di addetti del settore. Non tantissimi buyer, forse, quanto meno non come ci aspettavamo, però è ancora il primo giorno e il bilancio è positivo”.
Secondo Ferrara non siamo ancora allo stesso livello di Fruit Logistica, però la crescita della fiera di Madrid è evidente a tutti. “La parte espositiva aumenta e c'è un’attenzione maggiore alla presenza di visitatori che provengono da più parti del mondo, aspetto che negli anni passati non era presente come in questo momento.