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Api, agricoltura e ambiente: tre priorità nelle sfide sul clima

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Autore Redazione

Apot: la buona agricoltura sarà il driver principale per affrontare le sfide del clima e andare verso un futuro sostenibile

Si è svolto mercoledì al Teatro Sociale di Trento, il periodico convegno di Apot, quest’anno dal titolo “AAA: Api, Agricoltura e Ambiente. Tre priorità nelle sfide sul clima”.
L’evento rientra nelle attività programmate del “Progetto Trentino Frutticolo Sostenibile”, l’iniziativa di monitoraggio e mappatura del territorio che dal 2016 Apot promuove con l’obiettivo di condividere con la comunità locale lo stato di salute dell’ambiente frutticolo trentino, alla ricerca di soluzioni per il migliore sviluppo sostenibile.

Il convegno, rivolto agli operatori del settore agroalimentare regionale e nazionale, oltre che al pubblico, ha visto l’intervento di molti esperti e studiosi. L’obiettivo era richiamare l’attenzione ai cambiamenti climatici in atto e all’impatto che questi generano nel mondo delle api e dell’agricoltura; un tema sensibile, visto che come evidenzia la Fao, tre coltivazioni su quattro dipendono fortemente dall’impollinazione e che la qualità dei prodotti dipende in misura importante dall’attività delle api. Ma anche un segnale di allarme per la biodiversità, dato che le api sono un indicatore dello stato di salute dell’ambiente.

Il messaggio che è emerso da tutti gli interventivisibili in versione integrale al sito di Apot – è univoco: il cambiamento climatico in atto ci pone di fronte a urgenti risposte, e fra tutti i comparti colpiti da questa trasformazione ambientale, quello agricolo è il più esposto. Ciò significa allora che proprio l’agricoltura sarà il driver trainante cui convogliare risorse e ricerche, attraverso il quale poter affrontare un futuro sostenibile per la sopravvivenza.

L’evento è stato introdotto da Ennio Magnani, presidente Apot Associazione produttori ortofrutticoli trentini, ecco una sintesi del suo intervento: “Dall’inizio del progetto di informazione sulle attività di Apot e delle Op Melinda e la Trentina sono passati sei anni e, come ormai consuetudine, ci incontriamo per dialogare su questo percorso di evoluzione del modo di fare frutticoltura. Prosegue così quel percorso di impegno verso obiettivi di sostenibilità che cercano di accompagnare ed avvicinare la frutticoltura verso le istanze dei cittadini e dei territori”.

I numeri ci dicono che stiamo rispettando gli impegni, ma ci suggeriscono anche qualche riflessione più orientata ad un futuro che dovrà guardare con profonda attenzione all’organizzazione dell’informazione, all’innovazione tecnologica, all’agricoltura di precisione ed alla genetica intelligente, come nuovi strumenti necessari per realizzare il sogno verde – continua Magnani – Oggi parliamo di api, su cui abbiamo aperto un capitolo di confronto importante proprio per migliorarci. Ma anche noi siamo un po’ come le api, cioè a rischio, ed il confronto quindi deve essere più attento, equilibrato e rispettoso da parte della società civile e da parte della politica verso le criticità dell’agricoltura. La natura, come dico sempre, è il nostro datore di lavoro. Oggi aggiungo che la sostenibilità è fatta anche di rispetto, per la natura e per le persone“.

Il cambiamento climatico, tema centrale dell’evento, è stato approfondito attraverso l’esperienza di Luca Mercalli, presidente Società meteorologica italiana e giornalista scientifico, che ha presentato lo scenario attuale, in termini di surriscaldamento planetario, indicando l’agricoltura come il comparto sì più colpito, ma anche chiave di volta per mettere in atto un atteggiamento di tutela globale da parte di tutti: “Non è sufficiente finora quello che abbiamo fatto di fronte alla gravità dell’innalzamento delle temperature, ma possiamo intervenire, ascoltando la scienza e l’enorme massa di dati a nostra disposizione, senza continuare a negare il riscaldamento climatico; possiamo moderare i danni se agiamo subito e con decisione, perchè di fronte a quello che abbiamo di fronte non ci esistono vaccini”.

I risultati dei controlli della campagna agraria 2021 e i trend del progetto di sostenibilità

L’appuntamento 2022 è stato anche l’occasione per presentare attraverso le parole di Alessandro Dalpiaz, direttore di Apot, i risultati dei controlli della campagna agraria 2021 ed i trend dei principali indicatori del progetto di sostenibilità.
È emerso un quadro in significativo miglioramento, ma con alcune aree di residua criticità verso le quali saranno indirizzati gli sforzi di miglioramento nel prossimo futuro.

Tra i risultati ottenuti nel 2021, spiccano il trend di riduzione dell’impiego di fitofarmaci, che passano da quasi 52 kg/ha nel 2012 a poco più di 30 kg/ha nel 2020 (-42% sul 2012). Nel 2021 è stato ulteriormente affinato il metodo di calcolo del “rischio” connesso all’impiego di fitofarmaci, con l’adozione del l’Indice di Rischio armonizzato (Hri) impiegato a livello comunitario. Anche in questo caso la riduzione è molto significativa e, fatto 100 il rischio all’anno 2014, le scelte tecniche introdotte dal sistema Apot in collaborazione con il Centro di trasferimento tecnologico della Fondazione E. Mach hanno portato ad una riduzione dei rischi associati all’impiego di fitofarmaci di oltre il 43% in sei anni. Confermati i confortanti rsultati riguardanti la biodiversità dei suoli trentini e la fase di assestamento del progetto di coltivazione biologica del mele.

L’intervento dei ricercatori della Fondazione E. Mach ha portato un grande contributo alla conoscenza del rapporto tra fitofarmaci ed apicoltura, con significativi miglioramenti di alcuni aspetti ma anche il permanere di elementi di criticità, verso cui saranno indirizzati gli sforzi del sistema frutticolo per modellare nel miglior modo possibile le strategie di utilizzo dei fitosanitari sulle esigenze degli apicoltori e delle api nei periodi di maggiore sensibilità.

Molto apprezzato il contribuito apportato dalle storiche cantine toscane Marchese Antinori, attraverso la testimonianza dell’amministratore delegato Renzo Cotarella, che ha raccontato la storia di questa unica realtà agricola italiana, che per prima ha saputo cogliere l’importanza del legame con il proprio territorio: “La nostra logica imprenditoriale è proiettata alla bellezza, alla qualità, alla comunicazione emozionale dei luoghi dei nostri vigneti, alle interazioni con il territorio. Gran parte del valore del vino è emozionale, quindi legato anche al territorio dove viene realizzato: per questo il territorio deve far parte della comunicazione. E se il territorio dà tanto all’azienda, l’azienda deve lasciare tanto al territorio: è una comunione voluta”.

Giulia Zanotelli, assessora all’Agricoltura, foreste, caccia e pesca della Provincia autonoma di Trento, ha chiuso la serie di interventi: “Lasciatemi sottolineare il grande lavoro che la Provincia ha fatto e che si impegna a fare sui tre temi trattati oggi, Agricoltura, Api, Clima. Il percorso che abbiamo condotto in questi anni è sempre stato fatto in collaborazione con il mondo della ricerca, la Provincia ha tutta l’intenzione la volontà come dimostrato fino a oggi, di accompagnare il comparto agricolo nelle sfide che ci attenderanno; aggiungo che un’altra sfida su cui dovremo lavorare – un’altra A – è l’acqua, di fronte alla quale il Trentino è stato apripista ed è oggi protagonista a livello nazionale.
Agganciandomi alla recente legge sul biologico, sottolineo infine l’importanza della promozione e valorizzazione delle nostre produzioni, per coniugarne la qualità ma anche l’aspetto bucolico; i distretti del cibo che abbiamo voluto inserire all’interno della legge Provinciale sull’agricoltura, vanno in questa direzione, costituiscono una sfida che dobbiamo saper cogliere per garantire al nostro territorio la competitività che merita”.

Fonte: Apot

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