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Sacmi: una cooperativa con ambiziosi obiettivi

La società romagnola che ha lanciato la tecnologia NIR in Italia punta a un fatturato di 2000 mld in 5 anni

Comunicato stampa Sacmi:

SACMI A QUOTA MILLE MILIARDI
Un futuro da protagonista nella packaging valley

Imola – Oltre mille miliardi nel 2000 e l’obiettivo minimo di raddoppiare il giro d’affari entro cinque anni: il gruppo Sacmi, 35 aziende nel mondo con 1754 dipendenti, approva il bilancio, rinnova il consiglio di amministrazione e disegna le strategie per il futuro. Obiettivo: conquistare un ruolo di primo piano nella packaging valley e nel processing.
Si è svolta oggi a Imola l’assemblea ordinaria della cooperativa leader nelle macchine per la realizzazione di prodotti ceramici. I 272 soci, tutti dipendenti dell’impresa con una quota di 136 milioni, hanno licenziato un esercizio che ha portato i ricavi del consolidato a 1.014 miliardi (22,5% in più rispetto al ’99), con l’82,5% di export, il cash flow a 136 miliardi e la posizione finanziaria netta oltre 200 miliardi. Il risultato operativo ha compiuto un balzo, passando da 66 a 103 miliardi. I due settori storici in cui Sacmi è numero uno al mondo hanno dato soddisfazioni importanti: la divisione per la costruzione di macchine ad alta tecnologia per la lavorazione della ceramica ha ricominciato a crescere dopo il rallentamento ’98-’99 e si è riportata a 850 miliardi, mentre il comparto delle macchine per tappi a corona ha raggiunto nuovi traguardi, grazie ai produttori di birra che ancora scelgono questi tappi insieme al vetro per la loro bevanda. Tale comparto è parte della divisione macchine e impianti completi per l’industria del beverage e del packaging che nel 2000 ha superato i 150 miliardi, ma che coltiva ambizioni molto più importanti. L’obiettivo del gruppo infatti è di portare il giro d’affari a 2.000 miliardi in cinque anni. Uno sviluppo che avverrà in parte con acquisizioni, in parte grazie all’innovazione tecnologica e per linee interne.
Le aziende a cui guarda Sacmi, per realizzare la crescita programmata, sono vincenti e riconosciute come leader nel loro settore. L’intento è di rispettarne l’identità e l’autonomia. Il management delle acquisite sarà coinvolto e contribuirà ai programmi di sviluppo.
Questa scelta nel packaging ben si sposa con l’altra via di crescita intrapresa recentemente da Sacmi nel settore del processing. Per svilupparsi in quest’ambito Sacmi ha stretto un accordo con la famiglia Catelli di Parma, azionista di maggioranza della “Rossi e Catelli” e ha dato vita, nel febbraio 2001, a “Sacmi e Catelli”, una holding con capitale sociale di 25 miliardi, controllata al 60% da Sacmi e al 40% dalla famiglia Catelli. L’impresa ha lo scopo entrare nel food processing e ha già realizzato una prima acquisizione a fine marzo. Nel mirino è finita la danese Gram Equipment, leader nella costruzione di macchine per il gelato industriale. Trentatre miliardi il valore dell’intesa, per il controllo del 100% di una società leader, con un fatturato di 80 miliardi ogni anno, 2,5 miliardi di utile netto nel 2000 e il 30% delle quote del mercato mondiale. Processing e packging, per Sacmi dunque, nella convinzione che qualsiasi prodotto frutto di un processo va prima o poi confezionato.
<La base sociale ha dimostrato molta soddisfazione per i risultati ottenuti, perché gli obiettivi che si era prefissata sono stati ampiamente raggiunti – commenta il presidente Demos Baldisserri – i numeri testimoniano infatti la costante crescita di Sacmi e i progetti dimostrano che siamo un’azienda viva, dinamica che si sta adeguando bene ai mutamenti del mercato>.

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