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The Vegetarian Chance. Vince Antonio Zaccardi

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Redazione
Autore Redazione

Si è conclusa la terza edizione di The Vegetarian Chance, il concorso ideato dallo chef vegetariano Pietro Leemann e dal giornalista Gabriele Eschenazi. Vince Antonio Zaccardi, sous chef del ristorante Piazza Duomo ad Alba

Oltre 150 persone nella sala Khaled al-Asaad del Mudec di Milano hanno assistito alla terza edizione del concorso The Vegetarian Chance, ideato dallo chef Pietro Leemann e dal giornalista Gabriele Eschenazi.

A salire sul gradino più alto del podio, quest’anno, è stato Antonio Zaccardi, sous chef al Piazza Duomo di Alba, ristorante tre stelle Michelin dello chef Enrico Crippa, da sempre molto attento all’utilizzo di frutta e verdura nei suoi menu.

Zaccardi ha presentato “Rosso”, una rivisitazione degli spaghetti al pomodoro e Tacos di mandorle, una creazione a base di frutta secca e profumi di zafferano, fiori ed erbe. La presentazione, la sostenibilità, il valore nutrizionale, il gusto hanno convinto la giuria, che l’ha premiato all’unanimità.

Al secondo posto  l’olandese Lennart van Weert, con un primo piatto dal titolo “Fresco dalla terra nella mani dello chef”. Due piatti in uno: nel primo asparagi bianchi, che emergono dalla “terra”, nel secondo un variegato insieme di erbe unite a perle di tapioca e anelli di patata. Il secondo piatto di Lennard aveva invece come titolo “Iniziare dalla mia terra e poi lasciare la mia mente libera di spaziare”: un caviale di melanzane avvolto in ravioli a base di farina e farina di ceci. Lennart, che lavora nell’hotel Sandton Chateau de Raay, era giunto dall’Olanda in auto con tutti i vegetali da lui raccolti personalmente.

Una menzione speciale per la sostenibilità è stata attribuita dalla giuria al giapponese Okuda Masayuki del ristorante Al-checciano di Tsuruoka. Okuda ha proposto “Profumo del bosco“: un insieme di cinque funghi diversi per sapori e consistenze uniti a spaghetti italiani. La seconda creazione di Okuda, Caponata cruda, verdure tagliate con spessori di millimetri e condite con la “bava” degli okra e pochissimo olio di oliva e sale.

Molto alto anche il livello di tutti gli altri concorrenti che hanno fatto scoprire ai giudici e al pubblico tradizioni gastronomiche poco conosciute come Basolu, la zuppa di ceci di Fabio Vacca (Punta Caneddi) o diverse interpretazioni di piatti conosciuti come il Risotto con asparagi di Tommaso Segato (La Montecchia Alajmo) e le orecchiette fresche con finti pomodorini di pomodoro di Andrea Ferrucci (Marcelin). L’unica donna in gara quest’anno, Sabina Joksimovic (Venissa), serba, ha proposto Non è liquida, una zuppa di zucchine alle erbe e lenticchie rosse, molto delicata e colorata con gnocchi della sua terra a base di semolino, farina di riso, farina di grano saracemo e patate.

Fonte news: ufficio stampa The Vegetarian Chance. Foto di Yoshie Nishikawa

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