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Trend e Mercati

Guerra in Ucraina: gli impatti sul mercato delle patate

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Autore Redazione

I Paesi coinvolti nel conflitto sono tra i principali produttori al mondo. Fruitimprese Veneto traccia un’analisi degli scenari

“Purtroppo la guerra è tornata sul suolo europeo – scrive in una nota Domenico Citterio, consigliere di Fruitimprese Veneto – dopo quasi 30 anni dalla tragedia occorsa in ex-Yugoslavia e dai bombardamenti Nato sulla Serbia in sostegno dell’indipendenza del Kosovo, l’invasione russa dell’Ucraina ha riportato d’attualità scene che speravamo di non vedere mai più”.

“Ma mentre la guerra nella ex-Yugoslavia aveva avuto un impatto estremamente limitato sull’economia del resto dell’Europa (per non parlare del resto del mondo), la guerra in Ucraina rischia di mettere in crisi l’economia di molti paesi, a causa dell’enorme importanza che l’Ucraina e la Russia rivestono come produttori di materie prime, in particolare di materie prime agricole, tra cui le patate. Infatti l’Ucraina con oltre 20 milioni di tonnellate e la Russia con oltre 19 milioni sono risultati essere nel 2020 rispettivamente il terzo ed il quarto paese produttore nel mondo, dopo Cina e India”.

Per confronto, l’Italia è 40esima ed è un’importatrice netta, poiché la produzione nazionale non è sufficiente a coprire il fabbisogno. “Queste cifre – prosegue Citterio – danno un’informazione importantissima: contrariamente a quanto spesso si crede, la produzione di patate non è un’esclusiva europea o americana, al contrario: la patata è diventata una materia prima agricola fondamentale in Asia, dove ha addirittura spodestato il riso come quantitativo prodotto e consumato (non dimentichiamo che la Russia ricade per circa il 77% del suo territorio in Asia, anche se la sua capitale è in Europa). E l’Asia è il continente più popolato, con circa il 60% della popolazione mondiale.

Le conseguenze

“Fatte queste necessarie premesse la guerra in Ucraina, per diversi motivi, avrà molto probabilmente un notevole impatto sul mercato delle patate e tutti gli indizi ci portano a prevedere una riduzione delle superfici coltivate e/o un aumento delle esportazioni, che, in parallelo all’aumento dei costi di produzione, dovrebbero portare le quotazioni di mercato su livelli mediamente più alti rispetto a quelli riscontrati negli ultimi anni”.

Una grossa incognita è però rappresentata dall’impatto del prezzo e/o disponibilità del gas russo sulla produzione di patate trasformate, che rappresenta una quota notevole del mercato europeo e che potrebbe soffrire molto di più la concorrenza americana di quanto non stia succedendo adesso, portando di converso a una riduzione delle quantità ritirate e/o contrattate e influendo quindi negativamente sullo sviluppo dei prezzi per questo tipo di prodotto.

“Al momento lo sviluppo della situazione è ancora incerto – conclude Citterio – quindi le considerazioni fin qui fatte sono scenari ipotetici; l’unica cosa certa è l’attuale notevole aumento dei costi del gasolio agricolo e dei fertilizzanti, che comunque, già da solo, depone per una diminuzione delle superfici coltivate (fenomeno per altro già registrato nelle zone più precoci) e per un aumento delle quotazioni di mercato. Tale tendenza rischia di diventare la regola se lo sviluppo della situazione internazionale non dovesse mutare nel medio periodo”.

Fonte: Fruitimprese Veneto

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