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Dossier pere in Cina. Bonaccini: “Massimo impegno dalla Regione Emilia Romagna”

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A settembre prevista visita degli ispettori cinesi in Italia. “Bisogna andare avanti” hanno ribadito CSO Italy e Fruitimprese, presenti all’incontro con il Presidente della Regione Emilia Romagna

Nonostante l’allarme Coronavirus, il percorso iniziato nel novembre del 2017 e che dovrebbe portare all’apertura delle frontiere cinesi per l’esportazione delle pere italiane, va avanti con forza e massimo impegno. È quanto ribadito anche dal presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini che ieri a Ferrara ha incontrato, nella sede del CSO Italy, il presidente Paolo Bruni e Marco Salvi, al timone di Fruitimprese.

La prossima tappa del percorso del dossier pere in Cina prevede l’arrivo di una delegazione di ispettori per la prima metà del prossimo settembre e si tratta di un appuntamento fondamentale. E questo nonostante il perdurare dell’allarme per il Coronavirus, come ribadito da Paolo Bruni e Marco Salvi. “Siamo consapevoli che ogni necessaria cautela sanitaria vada presa, nel caso l’infezione nei prossimi mesi non sia stata debellata, nel frattempo dobbiamo andare avanti”.

Dello stesso avviso anche il presidente Bonaccini: “Oltre al massimo impegno che garantiremo come Regione Emilia Romagna e Ufficio Fitosanitario regionale, chiederemo anche al Governo nazionale di adottare ogni misura per agevolare i rapporti bilaterali tra i due Paesi favorendo così  il completamento del dossier pere, particolarmente importante per una regione produttivamente nevralgica come l’Emilia Romagna”.

Il procedimento per l’apertura delle porte del mercato cinese alle pere italiane – la produzione media italiana degli ultimi 5 anni è stata di circa 700.000 tonnellate, di cui il 70% viene prodotta in Emilia Romagna su una superficie di 17.885 ettari – iniziò poco più di 2 anni fa dopo un incontro Shanghai al quale partecipò lo stesso Bonaccini. In seguito l’Ufficio Fitosanitario della Regione Emilia Romagna collaborò con l’Ufficio Fitosanitario del Ministero delle Politiche Agricole e con il competente ufficio di CSO Italy per portare avanti il dossier.

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