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Frutta secca, calo di fatturato per l’export

frutta secca

Nei primi sei mesi del 2016, le esportazioni di frutta secca aumentano nei quantitativi ma calano in valore. E’ questa, in estrema sintesi, la “fotografia” tracciata da Fruitimprese, nel consueto report mensile che si basa su dati Istat. In particolare, rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, l’export di frutta secca è aumentato in quantitativi del 12,3%, passando da 25.651 a 28.804 tonnellate. In termini di fatturato, tuttavia, il valore è calato del – 8%, passando da 209,65 a 192,80 milioni di euro. Una situazione per molti versi similare si riscontra anche sul fronte dell’import. Da gennaio a giugno 2017 compreso, le importazioni di frutta secca sono aumentate del 6,6%, passando dalle 89.972 tonnellate del 2016 alle 95.933 tonnellate del 2017. In termini di valore, tuttavia, si è registrato un -12,4%, che significa passare da 551.87 a 483,39 milioni di euro.

Dando uno sguardo agli altri generi ortofrutticoli, nell’export dei primi sei mesi di quest’anno sono buone le performance della frutta fresca (+6,6% in valore), dei legumi e ortaggi (+4,3%) e della frutta tropicale (+16,6%), mentre registrano un notevole deprezzamento gli agrumi (-15%). Per quanto riguarda l’import, balza agli occhi l’aumento di valore degli agrumi (+43%) e rimangono pure sostenuti i ritocchi al rialzo di legumi e ortaggi, frutta fresca e frutta tropicale, tutti quanti superiori al 9%.

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