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Orgoglio Gdo: «Da noi i luoghi più sicuri dove fare la spesa alimentare»

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143mila controlli, 100mila verifiche ispettive e 2,3 milioni di test su prodotti e superfici di lavoro. I numeri della sicurezza alimentare nella grande distribuzione. Alcune anticipazioni dello studio che verrà presentato alla fiera Marca di Bologna

Settimana prossima gran parte del mondo della distribuzione moderna italiana si darà appuntamento a Marca, fiera che ogni anno cresce sempre di più – quest’anno 750 espositori e una crescita della superficie del 10% – e dedicata ai prodotti a marchio del distributore (MDD). A Milano, invece, sono stati presentati in anteprima alcuni dei temi che animeranno i convegni della due giorni bolognese, a partire da quello della sicurezza alimentare.

«I negozi della moderna distribuzione italiana sono i luoghi più sicuri dove fare la spesa alimentare in Italia» ha orgogliosamente affermato nella conferenza stampa Giorgio Santambrogio, presidente di ADM (Associazione Distribuzione Moderna) nel presentare l’articolato position paper commissionato anche quest’anno a The European House – Ambrosetti.

E in effetti non si può certo dire che controlli all’interno dei supermercati di controlli non ne vengano fatti. Anzi, il numero e la complessità è talmente elevato che il numero di dipendenti delle più importanti insegne italiane che si occupano di qualità e sicurezza è aumentato negli ultimi anni vertiginosamente e riporta, nel 78% dei casi, direttamente all’amministratore delegato o al direttore generale, a conferma della centralità di questo settore.

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Da sinistra: Valerio De Molli managing director & ceo di Ambrosetti, Giorgio Santambrogio, presidente di ADM e Marco Momoli, Direttore Commerciale Italia di Bologna Fiere

Il vero e proprio ecosistema quello presente in Italia e coinvolge 4 Ministeri e 21 tra organi, enti e autorità. «In questo settore abbiamo numeri strabilianti, sorprendenti. E i controlli sui prodotti a marchio sono ancora di più rispetto a quelli privati perché in questo caso creiamo valore e legame con i consumatori» sottolinea il presidente di ADM. Ai controlli obbligatori – 143mila nel 2018, una media di 5/6 all’anno per punto vendita, 100mila verifiche ispettive, 2,3 milioni di test prodotti e superfici di lavoro – bisogna infatti aggiungere anche quelli volontari che ormai il 100% delle insegne italiane adottano, composto da 2000 controlli alle aziende copackaging e di fornitura di freschi e freschissimi, nonché tre standard volontari regolamentati (Global G.A.P., BRC e IFS).

Insomma, all’interno di un clima non certo favorevole alla grande distribuzione, tra attacchi costanti proprio alla sicurezza dei dei suoi prodotti in vendita o possibili chiusure domenicali, nello studio di Ambrosetti che verrà dettagliatamente illustrato mercoledì 16 gennaio nel convegno di apertura di Marca, non mancano dati vanno nella direzione di voler sottolineare ancora di più il ruolo decisivo, sia sociale che economico, della distribuzione moderna e dell’industria di Marca. A partire dal fatturato di prodotti MDD, che nel 2017 è stato di 10,1 miliardi e la cui crescita pesa circa il 30% di quella totale dell’industria alimentare con un’incidenza più che raddoppiata negli ultimi 14 anni e passata dal 2,9% del 2003 al 7,3% del 2017.

Appuntamento a Marca, quindi, fiera che vuole evolvere e, come annunciato da Santambrogio all’inizio della conferenza, diventare anche “evento culturale”, in grado di proporre stimoli e concetti di discussione a tutta la business community. Un messaggio chiaro, sulla consapevolezza e il ruolo che la distribuzione moderna intende ricoprire ancora di più nel futuro del Paese.

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