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Reparto Ortofrutta

Fungo Italiano Certificato. Debutto in Gdo e nei fruttivendoli

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Redazione
Autore Redazione

Sta arrivando in questi giorni nei punti vendita delle principali catene della Gdo in tutta Italia il Fungo italiano certificato, marchio coniato dall’omonimo Consorzio nato nel luglio scorso dalla volontà di alcuni tra i più importanti coltivatori italiani di funghi. Mattozzi: “Vogliamo aumentare il consumo di funghi in Italia”

Il Fungo Italiano Certificato si contraddistingue da un particolare packaging che pone in evidenza il logo unico ma lascia spazio all’identità dei singoli produttori. Sono 6 le varietà commercializzate: prataiolo bianco o champignon, prataiolo crema, portobello, pioppino, pleurotus o gelone e cornucopia.

Il Consorzio, che rappresenta il 70% della produzione italiana di funghi, si è posto due obiettivi principali, come ci spiega il presidente Mario Mattozzi: “La nostra volontà è quella di certificare un prodotto, i funghi coltivati, che vanta una lunga storia in Italia e al tempo stesso educare i consumatori alla conoscenza di un prodotto che presenta doti nutrizionali da valorizzare, quali alto contenuto proteico, basso contenuto calorico e zero grassi”.

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La commercializzazione nella Gdo e nei negozi di ortofrutta è iniziata a settembre e sarà a regime su tutto il territorio nazionale, assicura Mattozzi, “entro fine ottobre”.

Gli aderenti al consorzio devono rispettare un rigido disciplinare che comprende tutto l’iter produttivo, a cominciare dal terreno. Il neo-consorzio conta al momento quattro produttori associati che coprono le principali zone di produzione – Romagna, Veneto e Lazio – e concentrano la maggioranza della produzione italiana. “L’obiettivo è da un lato quello di crescere, allargando la platea dei consorziati alla totalità dei produttori italiani e dall’altro di aumentare il consumo dei funghi: in Italia consumo medio è solo di 1 kg per persona, un dato molto lontano da altri Paesi”.

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