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Uva da tavola, un progetto integrato per risolvere le criticità

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Autore Redazione

Sei anni di ricerca per affrontare due macro-temi: l’agricoltura di precisione e il miglioramento della conservazione post-raccolta

Tra i nuovi progetti di ricerca applicata promossi da Italia Ortofrutta Unione nazionale in concerto con le Op associate si colloca il Progetto integrato di ricerca applicata per affrontare le principali criticità del prodotto uva da tavola a valere sui programmi operativi delle Op ortofrutticole realizzati alle condizioni previste dal regolamento (Ue) n. 1308/2013 e dal regolamento (Ue) 2021/2115.

Tale progetto, cofinanziato da 12 Op socie dell’Unione attive nel comparto uva da tavola, quali A.Bio.Med, Agritalia, Agrilogica, Apoc Salerno, Ecofarm, Fonteverde, Frutthera, Growers, Agricola Hortoitalia, Opens, Opi Sicula, Op Ortofrutticola Jonica, e  Ortofrutticola Jonica e Op Palmieri, che complessivamente coltivano oltre 5mila ettari di uva da tavola, segue la nuova logica dei progetti di ricerca applicata di durata poliennale focalizzati su uno specifico comparto e composti da specifiche linee progettuali modulabili di anno in anno per affrontare nuovi fabbisogni e criticità del comparto. I progetti si contraddistinguono da un coinvolgimento attivo delle Op e dei propri servizi tecnici agronomici nelle attività sperimentali, aspetto che consente di migliorare il trasferimento delle conoscenze dagli enti di ricerca alla realtà produttiva. Il progetto si compone di due linee di ricerca. 

Linea 1: Agricoltura di precisione 

Attraverso lo sviluppo della presente linea si intende trasferire alle organizzazioni dei produttori del comparto l’innovazione dell’agricoltura di precisione ed elementi utili a mettere in evidenza l’impatto di natura economica e ambientale derivante dall’applicazione di tali tecniche innovative. Le Op, mediante la presente attività sperimentale, potranno incrementare la sostenibilità economica ed ambientale della coltivazione mediante l’applicazione dell’agricoltura di precisione ai processi di coltivazione. L’agricoltura di precisione consente, infatti, di limitare gli interventi in campo, riducendo gli input produttivi e diminuendo quindi l’impatto ambientale. Oltre al Crea interviene nella fase sperimentale l’Università degli studi della Tuscia che realizza un’analisi economica volta a confrontare il risultato che deriva dall’applicazione dell’agricoltura di precisione con quello dell’agricoltura ordinariamente praticata e Ibf- Servizi che supporta il Crea-Ve nella digitalizzazione delle aziende pilota. Italia Ortofrutta cura le attività di coordinamento non scientifico e di trasferimento delle conoscenze. Nel corso dell’annualità 2023 sono stati realizzati 6 campi pilota di agricoltura di precisione. Di seguito alcune foto delle attività di mappatura e dei rilievi effettuati in campo.

Linea 2: Incremento della conservazione dell’uva in post-raccolta

Le Op partecipanti attraverso la realizzazione della presente linea progettuale potranno aumentare la propria conoscenza relativa all’applicazione di tecniche per il miglioramento della conservazione in post raccolta dell’uva in termini di allungamento dei tempi di stazionamento del prodotto in cella e di incremento della qualità. L’impiego delle innovazioni proposte nel progetto consentirà pertanto alle Op di ottenere un vantaggio competitivo sui mercati in termini di disponibilità del prodotto in periodi differenti e più lunghi e di raggiungimento di nuovi mercati di sbocco più lontani. Saranno effettuate a titolo non esaustivo prove di refrigerazione, di prerefrigerazione in aria forzata e prove in atmosfera controllata.

Fonte: Italia Ortofrutta

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