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Prodotti

Rossatti, Mele Valtellina: “E’ il territorio che traina il prodotto”

Il direttore del Consorzio di tutela spiega: “Le olimpiadi Milano-Cortina 2026 saranno un importante volano”

L’apprezzamento del prodotto passa anche dalla conoscenza del territorio. A dirlo a myfruit.it è Nicola Rossatti, direttore del Consorzio di tutela della Mela di Valtellina Igp, che precisa: “Il consumatore oggi mette in tavola abitualmente frutta e verdura, è consapevole dell’aspetto salutistico di questi prodotti. Compito del Consorzio è valorizzare e promuovere le mele, ma anche diffondere la conoscenza del luogo di produzione”.

Il potenziale di 10mila tonnellate e il climate change

“I primi passi del Consorzio sono del 1992, quando nasce come unione di frutticoltori della Valtellina e con l’obiettivo di tutelare, promuovere e valorizzare le varietà di mele coltivate nel nostro territorio – ricorda Nicola Rossatti – Il riconoscimento ministeriale arriva però nel 2010″.

Oggi il Consorzio conta 200 soci produttori, due confezionatori, circa 400 ettari coltivati e un potenziale produttivo di 10mila tonnellate: “Dal 2017, quando ci fu la gelata più importante degli ultimi anni, osserviamo l’intensificarsi di fenomeni catastrofici, che penalizzano le produzioni – riferisce Rossatti – Nonostante la Valtellina sia un territorio vocato alla melicoltura per via dell’esposizione est-ovest e per l’influenza positiva della breva (la brezza, ndr) che arriva dal Lago di Como, non possiamo negare il cambiamento climatico in atto e la conseguente riduzione delle produzioni, che si attesta tra le 8mila e le 9mila tonnellate”.

I mercati, le conoscenze del consumatore e il futuro

Il 20% della produzione è destinata all’export, con la Germania primo mercato di riferimento. Circa il 15% delle mele proviene da coltivazione con metodo biologico, sono 20 i produttori che hanno optato per la conversione: “Il biologico negli ultimi tempi ha un po’ sofferto, ma il Consorzio crede in tutte le pratiche che siano sostenibili sia dal punto di vista ambientale, sia dal punto di vista economico e sociale”.

“L’ultima stagione, lato produzione, l’abbiamo chiusa con 9mila tonnellate – precisa Rossatti – Lato distribuzione, dopo un paio di anni difficili, abbiamo trovato un mercato positivo e propositivo. Penso che ci siano diversi motivi, ma di sicuro conta la crescente attenzione dei consumatori in materia di prodotti ortofrutticoli”.

Non una, ma quella mela

“Il consumatore – prosegue Rossetti – oggi non compra una mela, ma quella mela, così come acquista quell‘ortaggio e non un ortaggio. E’ consapevole dell’importanza del consumo di frutta e verdura e pertanto, se identifica un prodotto come buono e di qualità, lo riacquista, senza guardare la fascia di prezzo”.

La mela, in questo senso, è un prodotto privilegiato: “La mela in generale, e la nostra in particolare – argomenta Rossatti – è disponibile tutto l’anno. Come recita infatti il nostro disciplinare di produzione, può essere conservata dalla raccolta a quella successiva. Il consumatore la può dunque acquistare 12 mesi all’anno”.

Oggi i soci produttori coltivano tre varietà, ma il Consorzio si sta preparando a una new entry: “Partiamo con la varietà precoce Gala, circa il 15% della produzione, per poi proseguire con Red Delicious (circa il 35%) e Golden Delicious (circa il 50%) – riferisce il direttore – Stiamo ragionando sull’introduzione di una nuova varietà, una club capace di identificare il nostro territorio”.

“E’ il territorio che trascina il prodotto”

Ed è il proprio il territorio, secondo il direttore Rossetti, un aspetto cruciale per informare e fidelizzare i consumatori. “Tra le diverse azioni di promozione e valorizzazione che il Consorzio porta avanti, tra cui la partecipazione a eventi fieristici internazionali quali Fruit Logistica, Anuga, Tutto Food, Marca, riteniamo particolarmente efficaci quelli che coinvolgono tutto il territorio. Penso per esempio alla presenza in televisione. Da ottobre a oggi abbiamo partecipato a diversi programmi volti proprio a far conoscere la Valtellina e le sue eccellenze. E’ il territorio che trascina il prodotto, non il contrario“.

Le Olimpiadi Milano-Cortina saranno un volano

In quest’ottica appare strategico l’accordo che i cinque Consorzi agroalimentari Valtellinesi (bresaola, mela, formaggi Casera e Bitto, vini e pizzoccheri, ndr.) hanno firmato con la Fondazione Milano-Cortina 2026 in vista dei giochi olimpici invernali.

“Stiamo definendo le azioni concrete di promozione e valorizzazione, ma quello che è certo è che la nostra mela sarà protagonista del villaggio olimpico – conclude Rosatti – Lavoreremo affinché le Olimpiadi invernali siano un volano di crescita per il nostro prodotto. E, soprattutto, lavoreremo affinché i giochi invernali siano un punto di partenza e non di arrivo”.

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