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Prodotti

Ciliegie: prove tecniche di alleanza tra Emilia, Puglia e Trentino

Obiettivo: accedere a fondi del Pnrr per fare innovazione non solo in campo, ma anche nella lavorazione e promozione

Tre fra i più importanti distretti cerasicoli nazionali potrebbero presto stringere un’alleanza per presentarsi uniti in una domanda di accesso a fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). Il tutto, finalizzato all’innovazione.

Ad annunciare questa grande novità sono Walter Monari, direttore del Consorzio Ciliegia di Vignola Igp (nella foto), e Gianni Porcelli, presidente del Consorzio Ciliegia di Bisceglie e del Comitato ciliegie di Italia Ortofrutta.

Monari spiega: “Confrontandoci tra le nostre realtà, abbiamo condiviso l’importanza di fare innovazione, introducendo non solo miglioramenti dal punto di vista varietale, ma anche di impianti di coperture e magazzini di lavorazione, per arrivare sul mercato con un prodotto eccellente. Per questo, stiamo lavorando già con la Puglia, ma vogliamo coinvolgere anche il Trentino (Melinda, ndr), per accedere a un bando del Pnrr della durata di quattro anni. Su questa linea ci sono complessivamente, a oggi, 1,2 miliardi di euro, ed è possibile avere accesso, con una partecipazione interregionale, fino a 50 milioni”.

“Potrebbero esserci, quindi, risorse utili per i produttori – continua il direttore del Consorzio Ciliegia di Vignola Igp – allo scopo di espiantare vecchi impianti con varietà ormai superate e piantare nuove cultivar. Non dobbiamo nasconderci, del resto, che nel ciliegio l’innovazione è fondamentale: bisogna sapere leggere i tempi, non rimanere ancorati o affezionati a varietà ormai passate di moda. Il consumatore oggi cerca una ciliegia grossa, bella, soda e con buone caratteristiche organolettiche. Se non si fa innovazione, il rischio è che possa avvenire quanto sta accadendo da alcuni anni in Puglia. La produzione c’è, ma si vende a prezzi bassissimi, non sostenibili per il produttore. E questo – precisa Monari – è un discorso che come Consorzio intendiamo portare avanti nel tempo, nel senso che anche per il futuro bisognerà continuare a innovare, espiantando ad esempio tra dieci anni quelle piante che sono state messe a dimora alcuni anni fa”.

Insieme l’80% della produzione nazionale di ciliegie

“Stiamo lavorando a un contratto di filiera che interessa la richiesta di contributi non solo per la parte della produzione (nuovi impianti, acquisto mezzi, ecc.), ma anche la lavorazione e la promozione del prodotto – aggiunge Gianni PorcelliLa scadenza per presentare la domanda è il 20 settembre. Stiamo quindi procedendo alacremente: con Vignola abbiamo avuto già diversi incontri, con il Trentino soltanto uno, ma l’impressione è che sia stato molto positivo. Insomma – conclude Porcelli – siamo ancora in una fase embrionale, ma ci stiamo impegnando ad andare avanti perchè abbiamo bisogno di fare innovazione e di lavorare su progetti di lungo respiro. Se riuscissimo a mettere insieme le nostre realtà, riusciremmo a riunire circa l’80% della produzione nazionale di ciliegie destinate al consumo fresco, con un calendario di raccolta esteso per tre mesi e mezzo”.

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