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Maltempo: le gelate inaugurano la primavera e arrivano i danni

Colpiti alberi in fiore e ortaggi di Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. In Provincia di Cuneo toccati i -5 gradi

L’inizio della primavera con temperature scese improvvisamente sotto lo zero e gelate notturne potrebbe compromettere la produzione di ciliegi, albicocchi, peschi, susini e mandorli già fioriti per via del caldo delle settimane precedenti, ma anche degli ortaggi coltivati. È quanto emerso dal monitoraggio Coldiretti sugli effetti dell’ondata improvvisa di maltempo fuori stagione con gelo artico su tutta la Penisola e la caduta di neve che ha imbiancato gli alberi in fiore anche nel Mezzogiorno.

Confagricoltura Toscana lancia l’allarme: “Gelo anomalo ha compromesso albicocchi, peschi e susini”

Il gelo calato sull’Italia in questi giorni rischia mettere in ginocchio le imprese agricole della Toscana, in particolare quelle centro e della costa toscana. “Ad oggi le previsioni sono nefaste – dice Antonio Tonioni, presidente della sezione ortofrutta di Confagricoltura Toscana – sono stati colpiti soprattutto albicocchi, susini, peschi. Gran parte delle fioriture ha registrato danni ingenti. Tra 15 giorni potremo quantificare i danni con precisione, si tratta di un’ulteriore tegola sulle imprese agricole toscane, colpite dal gelo per il terzo anno consecutivo”.

“E’ stata una gelata atipica, non stratificata, come avviene normalmente, ma con correnti di aria fredda che hanno fatto scendere le temperature fino a 5,3 gradi sottozero. Successe la stessa cosa nel 2003 e le conseguenze furono disastrose – conclude Tonioni – In fase di fioritura anche gli impianti anti-gelo, di cui alcune aziende sono dotate, possono fare ben poco.
Per non dire delle coperture assicurative: sono molto onerose e il rimborso non va oltre il 60 per cento del valore assicurato, così non si coprono neanche le spese”.

La situazione della provincia di Cuneo

“In Provincia di Cuneo – sottolineano i tecnici di Coldiretti –  le temperature sono scese sotto lo zero, con i dovuti distinguo, un po’ dappertutto, in campagna si è toccato i  -5° C nelle zone più fredde, per tutte e tre le mattinate di sabato, domenica e lunedì”.  Il colpo di coda inverno ha provocato uno shock termico alle coltivazioni dopo un inverno che si è classificato in Italia nella top ten dei più caldi dal 1800 a livello climatologico facendo registrare una temperatura addirittura superiore di 1,08 gradi rispetto alla media storica di riferimento, secondo l’analisi Coldiretti su dati Isac Cnr, che hanno favorito il risveglio della vegetazione che è ora più sensibile al grande freddo.  Nel corso del fine settimana i tecnici Coldiretti hanno girato per le aziende per fare le prime valutazioni sui danni causati dal gelicidio.

Non è ancora possibile una stima dei danni, ma sulle parti più basse delle drupacee dove sono state raggiunte queste temperature – precisano i tecnici di Coldiretti – abbiamo riscontrato molti fiori bruciati dal gelo”.  Numerose aziende agricole, su indicazione dei tecnici, hanno attivato i sistemi di protezione dalla brina nelle mattine di sabato, domenica e lunedì riuscendo così a proteggere i propri raccolti. Dagli anni ’90 i tecnici dell’agenzia 4A di Coldiretti, monitorano costantemente le temperature nei momenti di freddo rilevando ogni sera le temperature e comunicando la loro previsione di brinata alle aziende agricole e a frutticoltori, in un contatto diretto e costante con la rete delle capannine della Regione Piemonte.

Danni a frutta e verdura

“L’abbassamento della colonnina di mercurio per lungo tempo sotto lo zero – afferma Roberto Moncalvo, delegato Confederale di Coldiretti Cuneo – provoca danni gravissimi con la perdita della futura produzione di frutta e verdura ma lo sbalzo termico ha inevitabilmente un impatto anche sull’aumento dei costi di riscaldamento delle produzioni in serra.  Siamo di fronte in Italia alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che ha fatto perdere oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.”

“Le assicurazioni per coprire il rischio gelo – aggiunge Fabiano Porcu, direttore di Coldiretti Cuneo – hanno dei premi elevati e procedure complesse, basti pensare al periodo di carenza di 12 giorni. Stiamo lavorando affinché le compagnie semplifichino le proprie procedure perché l’agricoltura cuneese, anche per effetto dei sempre più significativi cambiamenti climatici, non può fare a meno di assicurare le proprie produzioni nell’interesse delle imprese, oltre che di tutta l’economia generata a beneficio del territorio”.

Colpite le province ad alta vocazione frutticola dell’Emilia Romagna

“È ancora presto per stilare un report sulla conta dei danni, ma il gelicidio ha danneggiato in particolare le drupacee coltivate in regione,  cinquemila ettari di albicocchi; 3.500 ettari di susini e all’incirca diecimila ettari di alberi di pesche e nettarine, più 1.800 ettari di superficie a ciliegio – colpendo duramente soprattutto le province ad alta vocazione frutticola, da Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna, a Bologna, Ferrara e Modena”, avverte il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini.

Dai primi sopralluoghi nei frutteti, non ci sono dubbi sul disastro: sono caduti a terra i fiori di albicocco completamente bruciati dal gelo intenso; gli ovari dei fiori di pesco e susino sono “neri” quindi compromessi in maniera irreversibile. Da valutare il danno sul kiwi, ma anche sugli alberi di melo e pero.

Gli agricoltori rilanciano l’allarme circa la mancanza di strumenti risolutivi a difesa delle produzioni. “Serve una riforma del sistema assicurativo agricolo perché inadeguato: gli imprenditori sottoscrivono polizze senza sapere il costo e gli sgravi applicati. Va detto pure che non tutte le compagnie sono state tempestive nell’apertura della campagna assicurativa 2021 E non solo – sottolinea infine il presidente regionale di Confagricoltura entrando nel vivo del problema – L’assicurazione scatta esclusivamente dopo 12 giorni dalla sottoscrizione, pertanto chi, quest’anno, si è assicurato il 10 marzo non può usufruire della copertura. Bisogna infine accelerare sul fronte della ricerca per arrivare a coltivare piante più resistenti al freddo”.

Strage di piante e fiori anche in Veneto

In Veneto i danni più rilevanti sono sulle fioriture degli alberi di albicocco che dopo il brusco calo delle temperature presentano pistillo e l’ovulo annerito dunque improduttivi.

Nonostante i fuochi accesi per ridurre lo choc termico sceso di dieci gradi, i frutteti sono stati colpiti in un delicato momento vegetativo. E’ quanto afferma Coldiretti Veneto nel registrare sul territorio le problematiche legate all’ondata di maltempo che sta interessando tutta l’Italia. “Disastrosi gli effetti sui campi del clima pazzo che – sottolinea la Coldiretti – azzera in pochi attimi l’intero lavoro di un anno con i fiori delle piante completamente bruciati dal gelo che compromette le produzioni di frutta in maniera irreversibile”.

“Il colpo di coda inverno provoca perdite alle coltivazioni dopo un mese di febbraio segnato da temperature superiori di 2,2 gradi la media del periodo, secondo l’analisi Coldiretti su dati Isac Cnr, che hanno favorito il risveglio della vegetazione che è ora più sensibile al grande freddo. L’abbassamento della colonnina di mercurio per lungo tempo sotto lo zero – precisa la Coldiretti – ha compromesso la futura produzione di frutta e verdura, il meteo  ha inevitabilmente un impatto anche sull’aumento dei costi di riscaldamento delle produzioni in serra”.

“Siamo di fronte in Italia alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che ha fatto perdere – conclude la Coldiretti – oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti”.

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