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Prodotti

Cipolla di Airola: lavori in corso per il rilancio

Redazione
Autore Redazione

Con un presidio dedicato, Slow Food spinge la coltivazione del prodotto campano. Oggi sono 20 le tonnellate prodotte, l’obiettivo è arrivare a 200

Il rilancio della produzione della cipolla di Airola passa da un nuovo presidio di Slow Food: “La città del Beneventano – racconta Armando Ciardiello, fiduciario della condotta Slow Food Valle Caudina – vanta una tradizione così lunga e radicata nella produzione di cipolla tanto che, in passato, gli abitanti del centro venivano chiamati cipollari, un nomignolo che sottolinea il legame forte tra il territorio e il suo prodotto agricolo di punta”. Poi la debacle produttiva intorno agli anni Sessanta e ora il tentativo di valorizzazione, non tanto del prodotto, quando del prezzo. 

Un territorio vocato

Airola si trova nella Valle Caudina, nel centro della Campania, e il suo territorio è attraversato dai torrenti Tesa e Faenza, che conferiscono ai terreni della zona le caratteristiche ideali per la coltivazione della cipolla: “Non sempre il gusto della cipolla è facile – spiega Nello Falzarano, giovane referente dei produttori del nuovo presidio Slow Food – La nostra, grazie al connubio di dolcezza e sapidità, è invece davvero una prelibatezza”.

Qualità che, nella prima metà del secolo scorso, la rendevano apprezzata e commerciata, e di conseguenza coltivata in ogni angolo di terra disponibile. Il successo prosegue fino agli anni Sessanta poi, come spiega Ciardiello, l’industrializzazione forzata, l’abbandono dei territori agricoli e l’avvio delle colture di tabacco hanno relegato la tradizionale cipolla a un consumo familiare, facendole perdere prestigio e, soprattutto, valore economico.

La crisi dei prezzi e il tentativo di rilancio

Proprio quello economico rimane l’aspetto più problematico di questa cipolla. Negli ultimi anni, infatti, il suo prezzo all’ingrosso è crollato fino a poche decine di centesimi al chilo, troppo poco per pensare di poterlo renderlo un business appetibile. Il riconoscimento come presidio Slow Food, tuttavia, può essere l’occasione di rilancio e rappresentare “quel valore aggiunto che dia riconoscimento alla vera cipolla di Airola e consenta di venderla a un prezzo equo”, spiega Ciardiello.
I produttori del presidio oggi sono quattordici, per 20 tonnellate annue complessive: “Contiamo di arrivare a duecento nel giro di qualche anno, ma soprattutto puntiamo a far conoscere questa eccellenza” aggiunge Ciardiello.

Tra i produttori ci sono alcuni veterani over 70 e anche qualche giovane: “Altri vorrebbero – conclude Falzarano – ma non vedono ancora la speranza di ricavarne un reddito sufficiente. Se noi che cominciamo per primi riusciamo a ingranare, allora credo che potremo essere un esempio per chi oggi è titubante“.

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