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Romagnoli, obiettivo sostenibilità ambientale e redditività

RomagnoliPatate

Positiva la campagna 2018 e ottime prospettive anche quest’anno. «Non siamo riempitori di sacchetti, ma sarti» spiega il direttore commerciale Roberto Chiesa. Obiettivi futuri: puntare sull’agroecologia e differenziarsi nel gusto

Per l’azienda bolognese Romagnoli F.lli Spa la campagna 2018 ha registrato un andamento di normalità, risultato del clima, della qualità e della quantità del prodotto, che ha portato a risultati positivi, seppur parzialmente diversi dalle aspettative iniziali, alimentate dalla riduzione di prodotto importato, a causa della siccità che ha interessato il Nord Europa, ma poi smorzate dai consumi interni che, proprio grazie al clima mite, sono rimasti stabili.

patata di campo romagnoliIn generale, per Romagnoli la campagna è stata positiva sia per la produzione che per la filiera. A tutt’oggi le scorte sono sufficienti e il prodotto si conserva molto bene.
L’azienda ha registrato un fatturato di 32 milioni di euro (di cui il 60% proveniente dal commercio di tuberi in seme, il 40% dal commercio di patate e cipolle di I gamma), ha commercializzato 30.000 tonnellate circa di patate nell’anno solare 2018, con un incremento dell’8% rispetto al 2017. Anche la rete commerciale ha visto un incremento del 10% comprensivo sia di nuovi clienti che dello sviluppo proveniente da clienti storici.

Per il 2019, l’azienda prospetta, per il secondo anno consecutivo, un’annata remunerativa. La stagione inizierà con la raccolta delle patate novelle verso il 20 marzo, per terminare durante la prima settimana di giugno. Romagnoli prevede una stagione regolare, dal punto di vista della qualità, nonostante gli abbassamenti di temperatura abbiano già causato qualche danno alla produzione.

Azienda atipica, Romagnoli ha un core business rappresentato per il 50% dalla produzione sementiera, ottenuta grazie al lavoro in partnership con alcuni importanti marchi del Nord Europa, il restante 50% proviene dal ritiro, trasformazione, confezionamento e distribuzione del prodotto per le principali insegne della Gdo come private label.

Non vogliamo essere vissuti alla stregua di “riempitori di sacchetti” – spiega il direttore commerciale Roberto Chiesa – ma come dei sarti. Sperimentiamo e studiamo le migliori varietà non OGM che si adattano in modo preciso ai diversi areali, per poi confezionare “abiti su misura” che verranno indossati dal nostro consumatore finale e che si traducono in un prodotto che si differenzia dagli altri nel gusto».

È in questa prospettiva che va l’orientamento strategico aziendale indirizzato all’agroecologia, ossia all’uso di pratiche che rispettano l’ambiente; sostenibilità ambientale senza intaccare la redditività delle aziende agricole e dando ai consumatori un prodotto dal sapore soddisfacente.

Romagnoli non applica una politica di marca che presuppone una leadership di mercato e una notevole visibilità sui canali tradizionali e sui social media, da molti anni preferisce creare delle partnership con le insegne della Gdo ed essere partner dei Consorzi agrari in cui è forte il legame dell’origine del prodotto con il territorio.

L’innovazione di Romagnoli riguarda lo staff tecnico, rafforzato numericamente negli ultimi anni, per permettere all’azienda di studiare maggiormente la fase agricola, dare suggerimenti tecnici e concentrarsi sulle innovazioni varietali e sulle tecniche di lavorazione. Del 2013, ad esempio, in collaborazione con Legaambiente, è la “Patata di campo amica dell’ambiente”. Una varietà che, grazie all’irrigazione a goccia, abbatte il consumo di gasolio necessario per irrigare, arrivando a un risparmio idrico pari al 30%.

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