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Meno pesche e nettarine in Catalogna, incentivi all’estirpazione

Pesche
Redazione
Autore Redazione

Al via un piano per eliminare 2000 ettari di pesche e nettarine. Obiettivo: togliere dal mercato vecchie varietà non più richieste dai consumatori e riequilibrare il rapporto domanda/offerta

Incentivi economici per estirpare coltivazioni di pesche, nettarine e pesche piatte al fine di riequilibrare il rapporto tra la domanda e l’offerta e togliere dal mercato vecchie varietà che non sono più richieste dai consumatori e finiscono per far abbassare i prezzi. È la decisione presa in Catalogna dal Ministero dell’Agricoltura locale che lunedì ha adottato un piano per l’estirpazione di circa 2000 ettari di pesche e nettarine, misura che dovrebbe consentire di ridurre del 10% la coltivazione di questi due frutti.

Il provvedimento, secondo quanto riporta la Fepex, la federazione degli esportatori di frutta e verdura spagnoli, prevede un contributo di 5000 euro per ettaro per chi ne farà richiesta (ogni richiedente potrà estirpare al massimo 3 ettari), in cambio del quale il produttore si dovrà impegnare a non reimpiantare queste colture per i successivi quattro anni.

Secondo l’associazione locale di categoria Afrucat, il provvedimento è positivo e consentirà ai produttori che non riescono più a ricavare reddito dalla coltivazione di questi prodotti di poter abbandonare una parte della produzione.

Questa misura, sempre secondo Afrucat, consentirà di attenuare un po’ la pressione sui prezzi di pesche e nattarine, molto alta dopo la chiusura del mercato russo nel 2014 e quindi necessaria per ridurre la produzione. il piano di estirpazione deciso salla Catalogna rientra all’interno di un piano nazionale che intende riequilibrare il rapporto tra la domanda e l’offerta nel settore dell’ortofrutta limitando i nuovi impianti e dona alle comunità autonome, come appunto la Catalogna, autonomia per farlo.

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