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Flavio Pezzi (Consorzio SFC): “Il 2018 anno record per Melinda”

Contenti della quantità e della qualità dei frutti. C’è ottimismo in casa Melinda tra i soci. «Innovazione e ricerca sono sempre più importanti»

Tra i 4000 produttori raggruppati all’interno delle 16 cooperative che vanno a comporre l’universo Melinda, c’è anche quella presieduta da Flavio Pezzi, il Consorzio SFC, Società Frutticoltori Campodenno, fondata nel 1972 e oggi composta da 102 soci frutticoltori. «La nostra cooperativa è quella con il minor numero di soci, anche se la media di ettari a socio è 2 ettari e mezzo, quindi superiore alla media di Melinda che è di circa 1 e mezzo» ci spiega durante il nostro incontro all’ultima edizione di Interpoma a Bolzano.

Flavio Pezzi, presidente della cooperativa SFC

Flavio Pezzi, presidente della cooperativa SFC

Pezzi era presidente di questa cooperativa già quando nacque Melinda ed è assolutamente convinto della strada intrapresa da allora.

Io ho sempre pensato che la cooperazione sia l’unico modo per fare gruppo, per fare massa e penso che questo ci abbia permesso di creare un marchio forte, di fare promozione, di andare all’estero e di ridurre molto le spese per gli acquisti».

C’è ottimismo, quest’anno, dopo la difficile campagna dello scorso anno, falcidiata da gelate e grandine. «Questo 2018 per Melinda è stato l’anno dei record, abbiamo prodotto più di 44000 vagoni, quindi 440.000 tonnellate , in pratica 4.400.000 quintali, record assoluto di sempre in termini di quantità ma anche di qualità.

Alla fiera di Bolzano quest’anno Melinda si è presentata per la prima volta insieme ad un’altra anima trentina della melicoltura, vale a dire La Trentina, con la quale è in atto già da qualche tempo una stretta collaborazione. «È una buona strada perché con un solo gruppo commerciale – continua Pezzi – si riescono a creare sinergie e si migliorano la strategie per puntare insieme sull’innovazione. Nel tempo sicuramente vedremo i frutti di questo lavoro».

Positivo anche il giudizio su Interpoma: «Ho visto una presenza straordinaria da tutta l’Europa e anche dal resto del mondo perché è una fiera ben organizzata, con una serie di convegni interessanti. In questa edizione ho visto anche molte novità dal punto di vista tecnologico, con macchine molto evolute che riescono a verificare durezza, contenuto degli zuccheri e dell’acidità, tre parametri fondamentali per la commercializzazione delle mele”.

Il presidente di SFC è convinto dell’ottimo lavoro che il Consorzio sta facendo sul fronte della formazione, della ricerca e dell’innovazione. «Ogni anno dobbiamo migliorare e far sì che tutti i soci diano il meglio, l’Istituto di San Michele all’Adige è il nostro riferimento per la consulenza specializzata e i suoi tecnici ci seguono sul territorio». Ricerca e innovazione sono fondamentali secondo Pezzi perché «dobbiamo sempre migliorare le piante, proprio per questo cerchiamo di fare di tutto per andare verso quelle resistenti, poiché richiedono meno trattamenti contro gli antiparassitari. La biotecnologia è la strada più efficace, anche per il biologico, dobbiamo prendere esempio dal lavoro fatto sulla vite. Le piante di cinquant’anni fa duravano cento anni e producevano mele e legna, quelle di adesso durano vent’anni e questo permette la rotazione con nuovi alberi, nuove tipologie e nuove qualità. I consumatori, oggi, sono esigenti e hanno sempre voglia di provare sapori e gusti nuovi. Non  caso anche qui ad Interpoma si vede come la ricerca da questo punto di vista sia sempre molto attiva”.

 

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