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Pomodoro, dilaga il falso Pachino nei ristoranti della Capitale

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Redazione
Autore Redazione

Indagine del Consorzio di Tutela del Pachino Igp: «Nei menu si legge Pachino ma in realtà è solo ciliegino». A Marzamemi all’annuale festa ad agosto verranno mostrati i dati dell’indagine

Sul menu si legge “pizza con pomodoro Pachino” o “bruschetta al Pachino”, ma nella stragrande maggioranza dei casi del pomodoro siciliano Igp c’è soltanto il nome: quello che il cliente mangia è in realtà solo un ciliegino. È quanto ha scoperto il Consorzio di Tutela del Pomodoro di Pachino Igp attraverso una recente indagine in hotel, ristoranti e pizzerie di Roma.

L’iniziativa è stata presa in autonomia dal Consorzio per tutelare e valorizzare le caratteristiche peculiari del prodotto stabilite dal rigido disciplinare a cui si devono attenere i produttori. «I nostri agenti vigilatori hanno effettuato un’indagine in circa un centinaio di attività tra hotel, pizzerie e ristoranti di Roma», spiega il direttore del Consorzio Salvatore Chiaramida.

Dai sopralluoghi è emerso che nella stragrande maggioranza dei casi nei menu esiste ancora il nome Pachino ma come nome generico, ad esempio la pizza “Pachino e rucola”: in realtà solo il 15% delle attività monitorate utilizza il vero Pachino Igp».

Gli agenti vigilatori si sono presentati nei ristoranti e hanno chiesto ai titolari la documentazione che attesta l’acquisto di pomodoro Pachino Igp a fronte del nome scritto sul menu. «Dai documenti spesso si evince che si tratta di pomodoro generico anche perché gli imballaggi del Pachino sono specifici, la confezione è sigillata con il marchio di qualità. Tutti gli altri sono pomodori ciliegino, sicuramente di ottima qualità, ma non Pachino Igp».

I dati verranno presentati dal Consorzio in occasione della festa del Pachino che si svolgerà dal 4 al 7 agosto a Marzamemi, un evento – giunto alla nona edizione – ideato dal Consorzio per promuovere l’eccellenza del prodotto. Nella seconda fase, spiega Chiaramida, «chiederemo l’appoggio e integrazione dell’Ispettorato centrale qualità e repressione frodi perché ci sono casi di esercizi commerciali che, a seguito di questi controlli, hanno deciso di mantenere il nome sul menu e approvvigionarsi di vero pomodoro Pachino Igp».

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