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Berries e fragole, è boom di consumi

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Redazione
Autore Redazione

La trentina Sant’Orsola costruisce un nuovo stabilimento per assorbire l’aumento di produzione, Dole Italia punta sull’online con approfondimenti nel blog

Italiani sempre più amanti di fragole e piccoli frutti, come dimostrano anche gli ultimi dati della società  GfK relativi al Consumer Panel 2016: per quanto riguarda berries e fragole si è registrato un incremento nei consumi in termini di volumi complessivi pari al 3,7% rispetto al 2015. Un apprezzamento crescente, quindi, del quale i maggiori produttori italiani, al di là delle indagini di mercato, si sono accorti da tempo adeguando le loro strategie commerciali.

I berries, importanti alleati per il nostro benessere, sono ormai divenuti anche un’apprezzabile risorsa per il mercato ortofrutticolo essendo entrati a far parte delle preferenze di acquisto degli italiani”

afferma Cristina Bambini responsabile marketing di Dole Italia.

PiccoliFruttiMyEnergy_DoleSeguendo l’interesse dei consumatori, Dole ha avviato l’anno scorso una massiccia campagna promozionale e informativa sui berries in chiave “edutainment”, intrattenimento educativo: il colosso, leader nella produzione e distribuzione di ortofrutta in tutto il mondo, ha pubblicato nel proprio blog i risultati delle ricerche sui berries condotte dalla scienziata Mary Ann Lila, punto di riferimento internazionale nella ricerca scientifica sui berries e, sempre on line, nella sezione My Energy – Speciale Berries, un approfondimento realizzato dagli esperti del Dole Nutrition Institute sulle proprietà nutrizionali di mirtilli, more, lamponi, ribes e fragoline di bosco.

Le richieste dei consumatori per berries e fragole sono aumentata a tal punto da portare Sant’Orsola, organizzazione che riunisce un migliaio di produttori agricoli, ad ampliarsi costruendo un nuovo stabilimento, sempre nel comune di Pergine Valsugana.

La storica cooperativa è specializzata nella produzione e vendita di piccoli frutti, fragole e ciliegie tardive e vanta aziende socie in tutto il Trentino ma anche in Veneto, Calabria e Sicilia. Dopo quarant’anni di attività, la forte espansione del settore piccoli frutti segna la svolta

Siamo in piena fase di sviluppo e aumento produttivo e lo stabilimento attuale è insufficiente per lavorare tutto il prodotto in base all’aumento delle richieste di mercato

spiega Matteo Bortolini tecnico coordinatore

per questo costruiremo un nuovo stabilimento, più grande”.

SantOrsolaLamponi

Archivio Sant’Orsola sca

Il nuovo stabilimento avrà un grande campo di ricerca dimostrativo, circa dieci ettari di terreno, che si chiamerà “Villaggio dei frutti di bosco“: un vero e proprio terreno di ricerca dove i tecnici della Sant’Orsola studiano risorse e sistemi per coltivare i piccoli appezzamenti del Trentino e dove poter insegnare le tecniche alle nuove aziende che vogliono affacciarsi nel settore dei piccoli frutti. Nel 2016 Sant’Orsola ha prodotto circa 55mila quintali tra berries, fragole e ciliegie, nei vari centri di raccolta in tutta Italia e quest’anno punta a 60mila quintali.

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