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Politiche agricole

L’emergenza sanitaria non ferma l’agroalimentare di qualità

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Redazione
Autore Redazione

Sono 7,8 milioni i chilogrammi di ortofrutta certificati dall’Ispettorato della tutela della qualità e repressione frodi. Il commento di L’Abbate

Nonostante il calo alle esportazioni e il crollo dei consumi del canale Horeca, l’emergenza sanitaria non sembra aver  fermato le produzioni agroalimentari di qualità. A dirlo è l’Icqrf, l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi, che negli ultimi sei mesi ha continuato a rilasciare un numero importante di certificazioni.

Il lavoro dell’Ispettorato in numeri

Nel merito, da febbraio a oggi, sono stati certificati oltre 5 milioni di cosce di prosciutto marchiate, 11,7 milioni vaschette di prosciutto, 5,2 milioni forme di formaggio, 15 milioni di chilogrammi di formaggio grattugiato, circa 2,7 milioni litri di olio, oltre 42 milioni di aceto balsamico di Modena; 1,1 milioni chili di riso, 13,8 milioni di chili di pasta. Quanto all’ortofrutta, sono 7,8 milioni i chilogrammi approvati dall’Ispettorato.

Nel settore vitivinicolo sono stati certificati circa 8,6 milioni di ettolitri di vino, l’equivalente di circa 1,15 miliardi di bottiglie. Il prosecco, nelle sue tre denominazioni, è stato il vino più certificato: oltre 1,8 milioni di ettolitri, l’equivalente di circa 240 milioni di bottiglie. Non si è fermata neppure la filiera bio: dal primo febbraio, sono entrati nel sistema dell’agricoltura biologica 3.143 nuovi operatori per una superficie pari a 165.757 ettari.

Il commento di L’Abbate, sottosegretario alle Politiche agricole

Giuseppe L'Abbate

Giuseppe L’Abbate, sottosegretario alle politiche agricole

“Il fondamentale e lodevole lavoro svolto dall’Icqrf ha permesso, nonostante la drammatica crisi epidemica, di certificare senza battute d’arresto il consueto paniere di prodotti agroalimentari italiani di qualità – dichiara il sottosegretario alle politiche agricole, Giuseppe L’Abbate – In questi primi sei mesi di emergenza Covid-19, i 29 uffici dell’Ispettorato hanno svolto ben 40.795 controlli antifrode sulla filiera agroalimentare, di cui 6.408 ispezioni direttamente presso gli stabilimenti di produzione, tutelando sia i consumatori italiani, sia gli imprenditori onesti. Oltre un terzo dei controlli si è svolto nelle regioni del nord, il 17% in Lombardia e Veneto a garanzia del mantenimento degli standard delle due maggiori indicazioni geografiche al mondo in termini quantitativi: il Grana Padano (5,2 milioni di forme) e il Prosecco con oltre 600 milioni di bottiglie nel 2019. I 6 laboratori dall’Icqrf  hanno esaminato 5.204 campioni per 135.445 determinazioni analitiche. I tassi di irregolarità, sia per le attività ispettive che per quanto concerne le attività analitiche, sono stati in linea con gli indici registrati prima dello stato emergenziale”.

Il programma di rilancio

“Accanto alle azioni di sostegno già messe in atto dal governo – conclude L’Abbate – sarà determinante ora saper individuare in maniera concreta ed efficace le strategie da intraprendere per il rilancio dell’agroalimentare italiano di qualità. Occorre, infatti, un uso sapiente delle ingenti risorse del next generation Eu che, tra recovery fund e programmi di sviluppo rurale rafforzati, può dare un aiuto determinante per il comparto agricolo e alimentare dei complessivi 750 miliardi di euro stanziati dall’Unione europea per superare la crisi”.

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